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La decisione di ripartire nel 2020/21 con 18 partecipanti al massimo campionato e col contemporaneo ripescaggio di Torino (nuova proprietà in arrivo a giorni) a metà maggio, col senno di poi, si è rivelata un ‘suicidio’ per LBA. Sì, perché l’auto-retrocessione di Pistoia in serie A2 – a cui si sommano poi le situazioni a dir poco nebulose di Cremona e Roma – ha aperto un ‘buco’ a livello di organico che andrà riempito al più presto. Ma trovare un club di seconda serie disposto a tentare un vero e proprio salto nel vuoto è un’impresa davvero ardua.

Così, andato a ramengo il tentativo-principe con Verona, il presidente di LBA, Umberto Gandini, nelle scorse ore avrebbe sondato la disponibilità di altri club ‘legati’ a LNP, proponendo la carta del ripescaggio. Si tratta di Ravenna, Napoli, Trapani, Udine e anche la ‘nostra’ Forlì. Tutte queste società (tranne, a quanto pare, il club friulano, un poco più possibilista) hanno fornito a Gandini la stessa risposta: grazie, ma preferiamo restare in serie A2. La proposta di LBA, al di là di tutti i (potenziali) buoni propositi dei club, sarebbe stata a dir poco irricevibile, in prima battuta per questioni temporali a dir poco ristrette dettate dalla stessa Lega.

Come detto, l’unica realtà che potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi del ripescaggio sarebbe Udine, che necessiterebbe comunque della ‘solita’ settimana di tempo per scandagliare il tessuto economico locale per capirne la fattibilità. Tutto congelato dalla stessa LBA, che ha fissato per lunedì prossimo, 29 giugno, un’assemblea straordinaria di Lega nella quale decidere le prossime mosse per uscire dall’attuale impasse.