Di dubbi ve ne erano ben pochi da diverso tempo, ma ora la Dorna ha messo nero su bianco fugando qualsiasi dubbio: la stagione 2020 della MotoGP non partirà nemmeno a fine maggio dal Mugello e nemmeno nel weekend successivo del 7 giugno dal circuito catalano di Montmelò (come già noto da diverse ore). Entrambe le gare sono state rinviata a data da destinarsi e bisognerà capire se e quando verranno recuperate nel corso dell’anno. Resta in piedi, come primo fine settimana di gara, il Sachsenring del 21 giugno prossimo, ma anche questo appuntamento, seppur con qualche speranza in più, è estremamente in bilico.
Tutto sospeso in attesa del tanto atteso nuovo calendario definitivo, insomma. Ma la situazione, giorno dopo giorno, si fa sempre più difficile e nebulosa. Ultim’ora degna di rilievo, in tal senso, sono le dichiarazioni di Carmelo Ezpeleta, Ceo di Dorna, che per la prima volta, dopo aver tranquillizzato tutto il mondo della due ruote non più tardi di un paio di settimane fa, fa coming out ammettendo l’ipotesi piuttosto reale di una ‘non disputa’ della stagione del motomondiale.
«Fino a quando non avremo il vaccino per fermare il coronavirus – sono le parole di Ezpeleta a speedweek.com – sarà molto difficile se non impossibile organizzare gran premi e altri eventi. Anche perché i divieti riguardanti i viaggi resterebbero in vigore in molti Paesi. Continuiamo a lavorare senza sosta, ma sarei sorpreso se quest’anno fosse possibile organizzare gare del Mondiale. Sarebbe bello partire a settembre, ‘ribaltare’ il calendario tra Europa e Asia in modo tale da riuscire a correre almeno quattro o cinque gare». Se questo è (inevitabilmente) lo scenario attuale, tifosi e appassionati, oltre che chiaramente piloti e team, non potranno certo dormire sonni tranquilli.