«Una sconfitta è sempre una sconfitta di squadra, punto!». È con queste parole che l’allenatore biancorosso, Massimo Paci, esordisce rispondendo a chi gli chiede se sia più colpa di qualche singolo o del collettivo. Il suo Forlì è inciampato nuovamente, questa volta per 2-1, al cospetto dello Sporting Franciacorta, squadra ben costruita ed in salute, rinforzata oltretutto dal mercato di dicembre. Ma questa volta è senz’altro caduto in piedi, almeno sotto l’aspetto della prestazione e del carattere.
«Abbiamo molte assenze – attacca il tecnico –, ma la cosa più grave è che abbiamo perso il nostro equilibrio difensivo, soprattutto in fase di non possesso, che fino a qualche domenica fa era stato il nostro punto di forza. Sta ora a me cercare di ritrovarlo, sono pagato per questo. All’andata impiegai tre partite a raggiungere la giusta soluzione per le nostre caratteristiche, ma devo dire che fummo fortunati a metterci così poco tempo. Con una squadra totalmente nuova è difficile trovare immediatamente la giusta alchimia, adesso dovrò lavorare su questo. A questo punto non escludo di dover cambiare anche modulo. D’altronde cambiano gli interpreti e le loro caratteristiche».
Paci è un fiume in piena e prosegue la sua disamina, indicando chiaramente cosa e soprattutto chi manca adesso ai suoi: «Ci manca moltissimo Sedioli, lo dico forte. Con lui la squadra aveva trovato fiducia e distanze giuste, adesso invece la difesa subisce. Bedei oggi ha disputato una buona partita, molto positiva, facendo bene come singolo e ne sono molto contento, ma con lui cambia la chimica di squadra. Nel primo tempo abbiamo subito due tiri in porta, ben parati da De Gori, su incursioni centrali. D’altronde, non essendosi mai allenato con noi, non si può pretendere che la sola sua presenza non solo possa risolverci i problemi, ma che possa darci le stesse garanzie di un altro giocatore. Nessuno può farlo».
Il tecnico è rammaricato perché qualche episodio non è stato fortunato, ma apprezza come nel finale la squadra fosse pienamente in partita. «Adesso subiamo gol – prosegue Paci –, non siamo più ermetici. Prima invece non era così e questo fa tutta la differenza del mondo. Un gol cambia l’andamento della partita e l’atteggiamento tattico con cui la si affronta. Nel finale, poi, loro sono calati e noi invece ne avevamo ancora. Peccato anche per la grande parata di Viotti (neoacquisto del Franciacorta, ndr) negli ultimissimi minuti, a negarci il gol del pareggio (su Buonocunto, ndr)».
L’allenatore biancorosso parla di ‘atteggiamento tattico’, forse una delle più importanti chiavi di lettura del match: «Abbiamo preparato la partita per affrontarla restando bassi, a protezione maggiore della difesa, concedendo quindi campo e possesso agli avversari. D’altronde con un equilibrio difensivo così precario non potevamo subito scoprirci. Così schierati però abbiamo avuto difficoltà nel risalire e riproporci, perdendo spesso palla immediatamente. Subito dopo il gol subito ci siamo alzati, allungando la squadra avversaria, che ci veniva a pressare alto, trovando maggiori spazi e facilità in attacco. Devo dire che dalla mezz’ora del primo tempo in poi, dopo il loro gol, la squadra mi è piaciuta. La prima frazione è stata in equilibrio, mentre nella seconda eravamo in controllo».
Paci sembra aver le idee chiare su quale sarà il suo compito nell’immediato futuro. Le pesanti assenze che la formazione biancorossa denuncia attualmente lo richiedono. Perdere strada facendo prima un centravanti come Minella, poi una mezzala duttile come Baldinini, quindi i due centrali difensivi ed un mediano, è sicuramente un rebus tattico di non facile soluzione. «Dovrò ricercare un nuovo equilibrio di squadra – conclude il tecnico –, perché ora non l’abbiamo più. Non escludo di poter cambiare modulo per ritrovarlo il prima possibile. Il mio lavoro adesso sarà quello».