Già s’era intuito nella conferenza di presentazione del nuovo corso post-Campedelli, quella dedicata al doppio cambio Galassi-Protti. Ma più passano i giorni e più l’impronta del neo mister del Forlì, assume i suoi reali connotati: graffiante, tenace, affilata. Tanto che se i galletti sapranno esser “mimetici” rispetto al tecnico clementino, le danze in campo saranno ben altre rispetto a quelle tutte inciampi viste soprattutto l’ultimo mese. “Voglio undici guerrieri, di gente che molla, si tira indietro o alza le mani non ce ne facciamo nulla. Chi era al Morgagni domenica o mercoledì ad Avezzano ha visto benissimo qual è il problema: c’è una cappa grigia che ci grava sulla testa, al primo problema ci sciogliamo, ci facciamo prendere dalla paura. Il percorso davanti a noi è lungo e difficile: le squadre dietro o pari nostro le abbiam già incontrate, ci aspetta un calendario in salita. E abbiam un disperato bisogno di un risultato di prestigio per tornare a credere in noi, in quel che siamo”.
Un riferimento che diventa diretto all'(ex) esterno titolare Simone Tonelli, non convocato per il match con l’Avezzano: “L’ho detto il primo giorno: sul tavolo io metto tutto, non ci sono segreti. Non ce li possiamo permettere. Tonelli mi ha detto di voler andar via a dicembre. Si è tirato indietro. Se ha altre squadre dove andare non mi interessa, per me è un discorso chiuso. Per quanto mi riguarda non fa più parte del gruppo. Arrabbiato? Certo, è facile andarsene ora. Ma la responsabilità di questo terz’ultimo posto in classifica non è mia né del nuovo direttore sportivo. Chi in estate ha firmato per il Forlì doveva farlo perché credeva in questa maglia se no ci riempiamo la bocca solo di parole. Tutti a dire che il Forlì è una grande realtà, poi? Bisogna che l’impegno per uscire da questa situazione sia di tutti. Io sono qui per dare una mano, ma in campo ci vanno i ragazzi: da loro deve venire la svolta. Non ce l’ho con Tonelli ma questo gruppo per uscire dalla crisi ha bisogno di gente che ci crede. Tutti gli altri ragazzi, in tal senso, si sono messi in discussione e di questo li ringrazio”. Tra questi anche Alex Ambrosini, sul quale si era vociferato fosse anche lui in via di salutare i biancorossi: “Alex non mi ha detto nulla, il campo parla per lui: si allena come un matto. Per me è un bel segnale”. Se il gruppo pare abbastanza compatto – ma è evidente che dal match di domani col Francavilla passeranno tante sorti dei romagnoli – anche l’ambiente per ora è mentalizzato sull’obiettivo riscossa: “C’è malumore – conferma Protti – ovviamente ma anche la voglia di uscirne. Una cosa la chiedo: stringersi attorno a questi ragazzi, far sentire loro il calore della passione perché se lo meritano”.
Detto dello spirito, tecnicamente Protti registra, a fronte della conferma del 4-3-3 – “ai ragazzi servono riferimenti, si è cambiato modulo troppe volte” – una novità importante, l’ufficialità dell’innesto del centrocampista classe 1991 Elia Ballardini: “Arriva da un periodo di stop, non ha molti minuti nelle gambe ma potrà esser prezioso non solo a centrocampo”. Problemini per Ferri (dolorante a un piede) e il portiere Mordenti (febbre) per il resto il Forlì contro il Francavilla di mister Rachini (reduce da uno stop col Matelica dopo una prova comunque convincente) sarà tutto abile e arruolabile: “I piedi buoni li abbiamo, mi auguro saremo più organizzati rispetto ad Avezzano e spero senza quella paura che ci ha bloccato. Perché se ci sciogliamo domani, contro i quattro che il Francavilla ha là davanti, passeremo una brutta domenica”.
I CONVOCATI
1 Semprini, 2 Nigretti, 3 Gimelli, 4 Baldinini, 6 Brunetti, 7 Ferri, 8 Prati, 9 Graziani, 11 Ambrosini, 12 Mordenti, 13 Venturi, 14 Mazzotti, 16 Castellani, 17 Croci, 18 Marzocchi, 19 Gabrielli, 20 Sabbioni, 23 Vesi, 25 Bungaja, 26 Cortesi, 29 Ballardini, 30 Cenci