Serie D, ecco la Coppa Italia. Mentre il caso-Cerignola blocca tutto

La solita estate del calcio italiano. Anche il 2019 non si sottrae all’antipatico andazzo degli ultimi anni, quando specialmente terza e quarta serie nazionale vengono sistematicamente colpite da casi di controversie giuridico-legali, che portano ad una sequela infinita di appelli, ricorsi e controricorsi, con il solo risultato di bloccare, spesso e volentieri, il regolare inizio della stagione agonistica.

Dopo che il Consiglio della LND, riunitosi il 31 luglio scorso, aveva ufficializzato l’organico, allora “definitivo”, delle società per la stagione sportiva 2019/20, ci si aspettava solo la formazione dei gironi e la compilazione dei calendari. Invece nulla da fare e tutto fermo, rinviato a data da destinarsi, per la solita controversia giuridica estiva. Quest’anno è la volta del “caso Cerignola” ad impedire che le varie leghe possono dare il ‘la’ agli ultimi atti formali per l’inizio dell’attività.

Nel giorno in cui dovevano essere infatti resi pubblici i gironi di serie D, vale a dire lunedì 5 agosto, ecco il fulmine che squarcia il cielo fino ad allora terso del mondo calcistico italiano. L’Alta Corte del CONI, riunita nella “Sezione Controversie sull’Iscrizione ai Campionati Professionistici”, ha accolto per l’ennesima volta il ricorso dell’Audace Cerignola, avverso la propria esclusione dal ripescaggio in serie C. Già all’indomani del ricorso vinto a luglio, la Federazione e la Lega Pro si erano prodigati per impedirne l’esecutività. Evidentemente a torto, visto che i pugliesi hanno ottenuto nuovamente ragione dai giudici del Comitato Olimpico Italiano, chiamati a dirimere la questione. La storia però non sembra destinata a chiudersi qui, perché la FIGC e la Lega Pro hanno già preannunciato, una volta rese pubbliche le motivazioni della sentenza, un ulteriore ricorso al Tar del Lazio, ultimo e definitivo grado di giudizio previsto dallo statuto sportivo (non bastasse ci potrebbe essere un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato, ma qui si uscirebbe dalla giurisprudenza prettamente sportiva e la cosa, ormai, non stupirebbe più di tanto).

A questo punto la serie C si trova ad avere in organico ben 61 squadre, mentre la serie D lo vede scendere a 161, rendendo quindi necessario un ulteriore ripescaggio, con in pole la Sinalunghese, formazione toscana della provincia di Siena, chiamata probabilmente a sostituire i foggiani del Cerignola, per completarlo definitivamente. Va da sè come tutto questo, a cascata, vada a bloccare la formazione dei gironi di D, che dovevano essere resi noti, come detto, lunedì scorso.

In questo bailamme la LND è comunque riuscita a fare il primo passo ufficiale della nuova stagione sportiva, pubblicando regolamento, calendario, ed accoppiamenti del turno preliminare della Coppa Italia di serie D. La competizione andrà ad iniziare alle ore 16:00 di domenica 18 agosto, vedendo impegnate anche 4 delle 6 squadre escluse dai professionisti, vale a dire Palermo, Foggia, Lucchese ed Arzachena (Albissola e Siracusa non hanno fatto richiesta), ufficializzandone indirettamente l’inserimento in sovrannumero. E già questa è una prima notizia degna di nota, se non altro perché dimostra come la macchina organizzativa, anche se lentamente, si stia mettendo in moto.

Il Forlì, dunque, nella competizione nazionale se la vedrà contro il Cattolica S.M. di mister Emmanuel Cascione e del neo arrivato Emanuele Croci, entrambi ex biancorossi e, nel caso del classe ’99, forlivese doc. Sfida in programma al ‘Morgagni’ di Forlì. Per quanto riguarda le altre emiliano-romagnole, invece, in programma Correggese-Lentigione, Mezzolara-Alfonsine e Scandicci-Progresso. Per tutte le sfide si tratta di gara secca, con rigori al 90′ in caso di parità.

QUALE GIRONE PER IL FORLÌ?

Come dicevamo, la sostituzione dei pugliesi del Cerignola con i toscani della Sinalunghese, ha portato la LND a bloccare la compilazione dei gironi. Questo perché ovviamente la diversa collocazione geografica delle due società potrebbe stravolgerne anche i criteri formativi.

C’è inoltre una domanda che circola sempre più frequentemente fra gli addetti ai lavori: in quale girone sarà il Foggia? I pugliesi sono infatti lo spauracchio per tutte le tifoserie delle squadre adriatiche, dal momento che la collocazione dei ‘potenti’ e ambiziosi rossoneri andrà a condizionare pesantemente le ambizioni degli altri club. Come è di recente successo con le varie Padova, Venezia, Parma, Cesena, Modena, Reggiana, Como, Mantova, Bari ed Avellino.

Sarà nel Girone F? Bella domanda. Probabilmente sì, ma non dovrebbe comunque interessare il girone delle squadre romagnole. Il perché è presto spiegato. Normalmente il Girone F comprende Marche, Abruzzo, Molise e qualche pugliese. Questo generalmente, così come, quando si sposta verso nord, comprende le romagnole al posto delle pugliesi. Tutto dipenderà da dove vorranno inserire il Foggia, soprattutto in caso di problemi di ordine pubblico con le tifoserie delle squadre della sua regione.

C’è anche una voce, non si sa quanto autorevole ed accreditata, che arriva dalla Liguria, e che parla dell’inserimento nel Girone A, di liguri (6 squadre), piemontesi (6), e 6 squadre lombarde del sud-ovest (18 in totale). Se così fosse, sarebbe piuttosto plausibile che il Forlì e le altre 11 emiliano-romagnole possano essere inserite nel Girone D, insieme a 5 venete del sud, più una non facile però da identificare.

Quest’ultimo scenario è decisamente possibile, in quanto ricalcherebbe il cliché classico della formazione dei gironi di quarta serie, col Girone B completamente lombardo (18) ed il C lombardo/trentino/friulano/veneto (1+3+3+11). Ne conseguirebbe il D come sopra spiegato, l’E toscano/umbro (16+4), l’F marchigiano/abruzzese/molisano/pugliese (7+6+3+2). Quindi il Girone G con le formazioni laziali e sarde (13+7), l’H pugliese/campano/laziale (8+9+1) ed infine quello I: siciliano/calabrese/lucano/campano (9+5+2+2), col Palermo a guidare il gruppo da super favorito. Nove gironi in tutto, 7 da 18 e 2 da 20 squadre, al via il 1º settembre (salvo altri ribaltoni non certo da escludere). Forse venerdì 9 agosto se ne saprà di più: sarà la volta buona… TAR permettendo? Ai posteri l’ardua sentenza.