Dopo sole cinque giornate un dato salta certamente all’occhio, se si analizza l’andamento del Girone F di Serie D, vale a dire che si tratti di un girone tutt’altro che facile e scontato. Dalle difficoltà delle nobili decadute, quali Cesena e Santarcangelo, alle squadre già abituate alla categoria ed a primeggiarvi, come Matelica, Avezzano, Vastese, Pineto e non ultimo anche il Forlì. ‘Rallentamenti’ che hanno portato a veleggiare sorprese come Notaresco, ma anche Sangiustese e Francavilla.
Tutto ciò induce a pensare che i facili ottimismi mostrati poco più di un mese fa, alla compilazione di gironi e calendari, abbiano lasciato il posto ad un realismo molto più crudo ed inaspettato. Il girone presenta infatti, oltre alle prevedibili difficoltà logistiche – date sia dalle lunghissime trasferte in Abruzzo e Molise, che a campi di gioco spesso sintetici di vecchia generazione e di dimensioni ridotte, in cui l’aspetto agonistico spesso è fondamentale -, anche impreviste difficoltà di natura tecnica.
Sono infatti numerose le formazioni che possono schierare giocatori con importanti trascorsi in categorie superiori, o a cui potrebbero tuttora ambire. Restando solo ai nomi già noti agli sportivi romagnoli: l’ex galletto “Micio” Melandri al Matelica, Cascione e Falomi al Santarcangelo, Alessandro, Biondini, De Feudis ed Agliardi al Cesena, Longobardi alla Savignanese, Lunardini e Pera della Recanatese. Nomi altisonanti che fanno capire quali potranno essere le insidie che si paleseranno durante la stagione. A maggior ragione non si deve quindi commettere il banale errore di valutare aprioristicamente la forza degli avversari in base al loro nome. Ne sa qualcosa il Forlì, incappato domenica scorsa in una imprevista sconfitta a domicilio, ad opera della carneade matricola Montegiorgio, che schierava però un attacco da categoria superiore, con i vari Omiccioli, Regolanti e Marchionni, oltre al bomber Sbarbati.
Del resto, la classifica dopo la 5ª giornata parla chiaro: al comando si trova la sorpresa San Nicoló Notaresco (poco più di 7.000 anime in provincia di Teramo), fin qui sempre vittorioso, anche al cospetto di corazzate o presunte tali. Il grande favorito della vigilia, il Cesena, seppur dopo aver già affrontato tre trasferte agghiaccianti, vanta ben 5 punti di ritardo dalla capolista, così come il Santarcangelo, mentre il Forlì, con 2 sconfitte al passivo, viaggia a metà gruppo con soli 7 punti. Da tutto questo equilibrio di valori, non comunque del tutto negativo, alla fine potrebbe però scaturire un torneo estremamente affascinante, con i giochi aperti sino alla fine.