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Finalmente autorevole, Forlì strappa a Scafati l’imbattibilità e mette in tasca un successo che vale doppio: punti ed entusiasmo. Archiviato un periodo grigio, all’Unieuro non resta che continuare nel lavoro di crescita corale, nell’inserimento, in particolare, di due pezzi importanti dello starting-five: Palumbo e Carroll.

Mattia Palumbo 4,5 – Approccia la partita nella chiave a lui più consona – offensivamente – e pare poter vincere la sfida della difesa tattica su Clarke orchestrata da Dell’Agnello, ma sono solo sensazioni perché il play ex Scafati s’insacca subito imboccando l’oscura strada dei falli (due già al 2’, il terzo al rientro in avvio di III periodo). Prima di commettere la quarta e terminale infrazione (e guardarsi così tutto il finale di match dalla panca) a suo demerito qualche pasticcio di troppo in regia.

Kenny Hayes 8 – Forlì ha bisogno che il suo terminale d’elezione risponda presente al match clou di giornata, pesante più in chiave psicologica che di classifica. E Kenny “dice” 23 punti in 28’, letture autorevoli, leadership, tanto lavoro occulto e la sferzata decisiva quando Scafati tenta l’estremo assalto. A impreziosire la serata, l’esserci riuscito nonostante le “cure” dei piccoli ospiti che non lo mollano mai.

Jeffrey Carroll 6,5 – Passa quasi tutto il primo tempo in attesa (passiva) del match. A tre minuti dalla sirena d’intervallo, al suo primo cesto – post basso, spalle canestro, contro il ben più basso Clarke: perché non farlo più spesso? – il PalaGalassi esulta come di fronte ad una bomba. Perché “magari Jeffrey s’è sbloccato…”. Ed in effetti, se non del tutto, qualcosa scatta nella guardia-ala biancorossa che prende a difendere con maggior intensità (pur sbavando qua e là ma Clarke non è il cliente più semplice) e a leggere meglio le occasioni, chiudendo con 10 punti (e 5 rimbalzi). Non un bottino esplosivo ma l’onesto frutto di tiri nelle sue corde. A Forlì serve qualcosa di più ma la via verso una bidimensionalità – non solo triple ma anche tanto, tanto, attacco al cesto – è tracciata.

Nicola Natali 6,5 – Il Sindaco è in città. Tantissima fisicità contro avversari affatto timidi (Cucci, Mobio “menano” che la metà basterebbe e nella tonnara a rimbalzo sguazzano Ed Daniel e De Laurentiis) valgono a Natali una prova concreta all’ennesima potenza e dedizione totale. Peccato lo zero lato offensivo.

Davide Bruttini 8 – In quintetto per la prima volta in stagione, ripaga con una prestazione da doppia doppia perfetta (10+10, in 24’). Per lui anche una tripla ma soprattutto il sigillo sulla lotta sotto le plance dove il gigantesco Ed Daniel ne esce annichilito.

Rei Pullazi 5 – Prova opaca, senza tanti giri di parole. A rimbalzo dà il meglio (4) ma non riesce ad imprimere in nessun altro frangente quella carica agonistica che è il suo marchio. Fortunatamente ci mette una pezza Natali altrimenti per Forlì “nella terra di mezzo” sarebbe stata durissima.

Jacopo Giachetti 7,5 – Un toccasana, un infuso di scienza cestistica servito bollente in una serata autunnale. Entra nel match quasi in punta di piedi, più per decomprimere l’Unieuro dalla pressione dei perimetrali avversari e rimettere in bolla la regia romagnola, poi aumenta i giri, mettendosi in spalla l’attacco quando Hayes è in panca. 10 punti in 26’ e tanto mestiere al servizio della causa, anche in difesa.

Riccardo Bolpin 7 – Peccato per le percentuali che “sporcano” (2/6 da 2, 1/3 dall’arco) un’altra prestazione di carattere del sesto uomo di lusso dell’Unieuro: 9 punti, 8 falli subiti (un’enormità: è lo stesso dato di Rotnei Clarke), grande difesa e la tripla sparata senza paura che, sul -7, ricaccia indietro Scafati nel suo momento migliore (metà IV quarto).

Lorenzo Benvenuti 7 – Non era semplice dare continuità alla solidità in area offerta da Bruttini. Il centrone nr. 25, alla sua miglior prova stagionale, ci riesce: 8 i punti rifilati alla sua ex squadra, ma ancor di più incide quella cattiveria che a questi livelli fa davvero la differenza.