Vesi goleador: «Bisogna sempre farsi trovare pronti»

Mancano le punte? Che problema c’è? A buttarla dentro ci pensano centrocampisti e difensori. Così ad iscriversi alla cooperativa del gol del Forlì è ora il turno anche di Marco Vesi, esperto difensore centrale, alla sua sesta stagione in biancorosso. Veterano, anche se classe 1992, con oltre 130 presenze fra serie C e D con la maglia dei Galletti, ha fra le sue caratteristiche anche il vizio del gol (6 in totale) e contro la Vigor Carpaneto lo ha ribadito ancora una volta, segnando di testa la rete, la prima in questa stagione, del momentaneo 1-0, su un preciso corner di Buonocunto. 

Il gol non è servito ad arrivare ai tre punti, ma resta l’importanza d’averlo realizzato, soprattutto per lui, che non ha vissuto sempre giorni e settimane felici in questa annata. Il suo infatti è stato un inizio di campionato un po’ travagliato, in cui spesso non ha trovato posto nell’undici titolare, finendo qualche volta anche in tribuna, ma ha saputo aspettare, col duro lavoro e la pazienza dettata dall’esperienza, che il suo momento arrivasse, facendosi trovare pronto. Così è stato ed a giovarsene, adesso, non è solo lui, ma tutto il Forlì. 

Il lungo infortunio di Biasiol, fino ad allora titolare inamovibile, gli ha spalancato le porte del campo e lui ora sta dimostrando a tutti che ci sa stare e bene. Una certezza su cui contare sempre, in partita e nello spogliatoio, con la sua esperienza al servizio del più giovane Sedioli. Un esempio di mentalità, così come chiede mister Paci. «So, per esperienza, che in un gruppo con tanti giocatori validi può capitare di restare fuori – spiega Vesi –. L’importante è rimanere sempre sul pezzo, lavorando duro, al massimo, aspettando che arrivi il tuo momento. Bisogna farsi trovare pronti. Così ho fatto e così è stato. L’esperienza comunque, in tutto questo, mi è stata sicuramente di fondamentale aiuto per mantenere sempre alta la concentrazione. Il lavoro duro paga sempre».

Il goleador di giornata descrive poi così l’azione che lo ha portato alla segnatura, diventando il dodicesimo giocatore biancorosso a realizzare almeno un gol in campionato, fino ad ora: «Sulle punizioni ed i corner amo sempre portarmi in avanti, per sfruttare le mie doti aeree. Sui calci d’angolo specialmente mi piace andare a coprire la zona sul secondo palo. Il cross di Buonocunto è stato perfetto per me, arrivando dove stazionavo. L’unico problema è stata la marcatura del mio avversario, che di fatto mi ha impedito di muovermi e prendere slancio. Sono saltato da fermo, spingendolo un po’ in avanti per liberarmi e poter saltare prima di lui. Ho colpito la palla che già stavo scendendo ed allora ho cercato d’indirizzarla sul palo più lontano, senza però poterle dare forza più di tanto, ma solo parabola. Per fortuna il portiere ha cercato immediatamente il tuffo, diversamente forse l’avrebbe potuta intercettare, visto che la palla era molto lenta e dolce. Meglio così. La palla si è insaccata proprio dove volevo metterla».