Arbitro e medico: Silvia Marziali in prima linea contro il Covid-19

L’ultima partita di serie A2 arbitrata lo scorso febbraio, poche settimane dopo aver diretto un incontro pure della Pallacanestro 2.015 Forlì. Ma ora, già da diverse settimane, c’è da dirigere la partita della vita, nelle corsie d’ospedale al fianco di chi ha contratto il coronavirus e sta lottando strenuamente. Stiamo parlando di Silvia Marziali, giovane arbitro (è una classe ’88) di serie A2, un ‘gioiellino’ della classe arbitrale italiana in rampa di lancio.

Silvia, del resto, è una sorta di predestinata. Nata nel bresciano ma cresciuta a Fermo, nel 2017 è stata la prima italiana a ottenere la qualifica di arbitro internazionale. Nello stesso anno è dunque volata a Girona, in Spagna, per il debutto assoluto in una gara di Eurocup donne, non prima di aver però ottenuto la specializzazione in medicina. Marziali è infatti laureata a Roma con una tesi in cardiologia: un ‘preziosissimo’ tesoro che oggi ha messo a disposizione della comunità marchigiana presso l’ospedale della sua Fermo. Insieme a lei c’è pure il padre [in foto cover], anch’egli medico.

«Quando il coronavirus si è diffuso in Italia – spiega Marziali –, ho immediatamente deciso di dare il mio contributo attivo. Qualsiasi cosa potessi fare, volevo metterla in atto. Non importava se ciò avesse comportato uno spostamento nel nord del Paese, dove la situazione era disastrosa. Lavorare in ospedale è sempre complicato, ora lo è ancora di più, ma non importa: ognuno deve fare la sua parte. Quando diventi dottore, compi una promessa importante, quella di aiutare gli altri, che va onorata ogni volta che si lavora. Specialmente quando c’è un emergenza in corso. Silvia, del resto, è quella di oggi grazie al basket e alla medicina, due aspetti della mia vita che cerco sempre di bilanciare. Sono le mie passioni e non posso coltivare l’una lasciando perdere l’altra».