Nel momento in cui scrivo il campionato NBA, che ha preso ufficialmente il via con le due sfide di martedì 22 ottobre, ha terminato la seconda settimana di regular season e sta iniziando la terza. Tutte le squadre hanno già disputato un numero compreso fra le cinque e le sette gare, nessuna è ancora a quota zero per quello che riguarda le partite vinte e nessuna è più imbattuta: solo tre squadre hanno perso una gara, Philadelphia, Boston, ed i Los Angeles Lakers.
Finora la squadra rivelazione sono i Phoenix Suns, col record di 5-2 e per la prima volta da oltre quattro anni a questa parte tre gare sopra il 50% nella percentuale di vittorie e sconfitte. Forse non dureranno, ma i ragazzi di coach Monty Williams sono partiti alla grande con un Ricky Rubio che si è adattato alla grande ed un Devin Booker che sta segnando 26 punti a partita, decimo marcatore della Lega.
Ed il campionato più bello, spettacolare ed impegnativo del mondo ha iniziato subito alla grande con molti incontri già da ricordare e da inserire nella galleria dei ricordi legati al basket professionistico a stelle e strisce. Già le due gare d’esordio – Toronto-New Orleans 130-122 con la consegna degli anelli di campioni ai canadesi fra i quali fa bella mostra di sé, rendendoci orgogliosi in quanto italiani, Sergio Scariolo assistente di coach Nick Nurse, ed il derby di Los Angeles, Clippers-Lakers 112-102 – non hanno fatto pentire coloro che hanno puntato la sveglia o addirittura non sono andati a letto per vedersi queste due partitine…

Il giorno successivo a lasciare il segno è stata la sfida fra Brooklyn Nets e Minnesota Timberwolves vinta dai ragazzi di coach Saunders junior 127-126 nonostante i 50 punti di Kyrie Irving, che però sulla palla della possibile vittoria è scivolato, non ha perso palla ma di certo l’equilibrio e istanti preziosi per il tiro che avrebbe regalato la vittoria ai suoi. Fra i vincitori da segnalare la partita di Karl Anthony Towns che ha chiuso con 36 punti e 14 rimbalzi.
Non proprio da buttar via, poi, la sfida del 24 ottobre a Houston fra Rockets e Milwaukee. Hanno vinto i Bucks in trasferta 117-111 con una tripla-doppia di Giannis Antetokounmpo da 30 punti, 13 rimbalzi e 11 assist e mandando sette uomini in doppia cifra, mentre James Harden non ha iniziato nel modo migliore chiudendo con 19 punti, 7 rimbalzi e 14 assist ma tirando male: 1-5 da due e 1-8 da tre. Eccellente a dir poco è stata, per qualità del gioco, la vittoria di Boston contro Toronto 112-106 del 25 ottobre, mentre il 26 segnalerei la vittoria di Miami a Milwaukee 131-126 dopo un supplementare e l’affermazione di Houston in casa contro New Orleans 126-123 (Brandon Ingram, partito alla grande, ha chiuso con 35 punti, 15 rimbalzi e 5 assist) grazie alla tripla doppia di Russell Westbrook da 28 punti, 10 rimbalzi e 13 assist ed i 29 punti di Harden ma con ancora pessime percentuali da tre: 2-18. Bella anche Phoenix-Clippers, vinta dai Suns 130-122.

Il 27 da notare la vittoria di Portland a Dallas 121-119, con il canestro vincente di Damian Lillard, mentre la serata del 30 ottobre è stata principalmente caratterizzata dalla quasi rissa (nel senso che pur attaccandosi i due non si sono colpiti con diretti, montanti o uppercut) fra due pesi massimi come Joel Embiid e Karl Anthony Towns nella vittoria casalinga di Philadelphia contro Minnesota. Due gare di sospensione senza stipendio per entrambi e questione chiusa, almeno per la Lega, visto che i due hanno continuato a dirsene di ogni attraverso i social… A chiudere il mese di ottobre non vanno poi dimenticate la notevole vittoria di Boston in casa contro Milwaukee 116-105 e la gara a “basso punteggio” fra Washington e Houston che i ragazzi di coach Mike D’Antoni hanno vinto 159- 158 grazie ai 59 punti di Harden (Bradley Beal ne ha messi 46 fra i padroni di casa).
Ma forse le due più belle partite che l’NBA ha proposto fino a questo momento sono state Dallas-Lakers dell’1 novembre e Portland-Philadelphia del 2. Quella in Texas, a parte la vittoria dei californiani 119- 110, è stata una gara caratterizzata da un duello e da un testa a testa stellare fra due fenomeni quali la stella dei Lakers LeBron James e Luka Doncic leader dei Mavs. Una sfida stellare che ha fatto restare a bocca aperta per le prodezze che i due si scambiavano in serie, in un crescendo che sembrava non avesse mai fine. L’ultima parola l’ha avuta LBJ, che ha messo da nove metri, e forse più, in faccia allo sloveno la bomba che ha chiuso i giochi, ma la standing ovation l’hanno strameritata entrambi. James ha chiuso con 39 punti, 12 rimbalzi e 16 assist, mentre Luka ha terminato con 31 punti, 13 rimbalzi e 15 assist, ma soprattutto alla fine i complimenti non di facciata del Prescelto.
Mentre quella disputata nella città dell’Oregon è stata una partita che Portland sembrava avere in mano ma che invece i Sixers (senza Embiid), senza mai mollare, sono riusciti a portare a casa grazie ad una bomba a 2” dalla sirena di Furkan Korkmaz vincendo 129-128.

È indubbio, l’Eurolega e le gare che ci propone sono basket di livello molto, ma se vogliamo essere sinceri e non raccontarci storie, quello che ci regala la National Basketball Association resta di un altro pianeta, su un altro piano. Nonostante ciò che dicono coloro che non la seguono, e continuano comunque a pontificare e spiegare aspetti che non conoscono o conoscono solo saltuariamente e in superficie. Ma di questo parleremo la prossima volta…