E, alla fine, lo spauracchio Carasso fece il suo corso. Sì, perché, dopo settimane di voci che si rincorrevano, il nuovo direttore tecnico di Ca’ Ossi ha ‘finalmente’ portato a termine l’operazione di spolpamento del basket giovanile forlivese. Spostando, cioè, la crème de la crème ‘verde’ nostrana da Forlì fino alla sua Rimini. Avete presente la Flan-mania scatenatasi (a ragione) sul volgere della scorsa stagione tra i tifosi biancorossi? Bene: dimenticatela.
Il promettente playmaker classe 2002, infatti, dopo aver dimostrato di saper tenere alla grande qualche minuto addirittura in A2, non lo vedremo più in azione né sulle plance dell’Unieuro Arena né tantomeno al PalaColombarone di Bertinoro in maglia Gaetano Scirea. Nella prossima stagione Franco difenderà i colori dei sammarinesi della Pallacanestro Titano, in Serie C Silver, società legata a doppia mandata alla Rinascita Basket Rimini, l’oramai ‘celebre’ ed attrezzata RBR che ha riportato la Serie B sotto l’Arco di Augusto. Oltre a far parte in pianta stabile della compagine Under 18, sempre targata Titans, che parteciperà al prossimo campionato di Eccellenza.
Da lì a compiere il grande salto verso la stessa RBR, bypassando totalmente ogni discorso ‘forlivese, è davvero un attimo, insomma. E il discorso non riguarda il solo Flan, perché Carasso ha letteralmente fatto man bassa di giovani talenti forlivesi. Altri quattro ragazzi di scuola Ca’ Ossi, tutti quanti classe 2002, spiccheranno infatti il volo verso il riminese: Giulio Gaspari (play/guardia), Francesco Squarcia (guardia/ala), Federico Torelli (ala) e Mohamed Silah (ala/centro).

Un vero peccato, tutto ciò, un’autentica opportunità di crescita, di futuribilità della pallacanestro forlivese, ‘scippata’ dalle mani dei nostri dirigenti. Certo, tutto è dipeso dalla scelta a monte da parte di Ca’ Ossi di fuoriuscire dall’orbita OneTeam. Ma, prima di allora, la Pallacanestro 2.015 avrebbe indubbiamente potuto far la propria parte. In un passato nemmeno troppo remoto (la scorsa estate?), del resto, l’occasione per ‘assorbire’ tutto il settore giovanile e crearsi un autentico vivaio già avviato ci sarebbe anche stata. Una società di A2 con mire di un certo spessore, come Forlì, non può certo fare a meno di un ‘orticello’ di baldi giovani promettenti alle spalle. Noi forlivesi saremo anche campanilistici ai massimi livelli, testardi, egoisti e individualisti, ma dalla nostra abbiamo un’immensa passione per la palla a spicchi da 0 a 100 anni, sapienti guide tecniche, impiantistica a tutti i livelli. Spesso basterebbe soltanto un pizzico di coraggio e di visione in più…