Some people call me the space cowboy, yeah
Some call me the gangster of love
Some people call me Maurice
FORLI’. Ecco… Più Corrado Fumagalli o più Lee Goldwire? Beh, non lo sappiamo ancora, e non sappiamo come verrà ribattezzato (beh… space cowboy non sarebbe male, che dite?), ma l’augurio che si può fare alla Pallacanestro 2.015 e al suo nuovo playmaker statunitense è che Maurice “Mo” Watson sappia semplicemente essere se stesso. E sappia, per questo conquistare i tifosi biancorossi.
E’ arrivato in un torrido pomeriggio di metà luglio il comunicato stampa che annuncia la firma su un contratto annuale, del primo straniero della nuova Unieuro. E il nome è un colpo a sorpresa in quanto mai entrato nei radar del mercato sinora.
«Dopo un inseguimento durato oltre due mesi», scrive la società, arriva a Forlì il 26enne di Lansdowne stella dell’ultima Eredivisie (il massimo campionato olandese nel quale ha militato il cesenate Emanuele Montaguti, ora al Gaetano Scirea) nella quale ha vestito la divisa dello ZZ Leiden, squadra vincitrice della regular season e poi eliminata 3-0 dal Groningen in semifinale. Era il suo primo anno in Europa dopo avere saltato tutta la stagione 2017-2018 per la rottura del legamento crociato del ginocchio e per lui è stata una stagione super pur se in un campionato non famoso per essere performante ad alto livello.
“Mo” ha realizzato 15.6 punti di media tirando con il 41.8% dall’arco e distribuendo ben 7.5 assist a gara. Dato che ne ha fatto il miglior passatore di un campionato nel quale è stato inserito nel miglior quintetto stagionale. In più ha vinto la NBB Cup (la Coppa d’Olanda), segnando 17 punti nella finale che ha regalato il titolo al suo team. Per lui, comunque, cifre ragguardevoli anche in una competizione più “tosta” come la Fiba Europe Cup: 15.9 punti, 36% dalla distanza e 6,6 assist a partita con un’ottima impressione destata contro i vincitori del torneo, ossia Sassari (25 punti e 7 assist).

Insomma, un grande passatore in un corpo minuto, appena 178 centimetri d’altezza che nella pallacanestro d’inizio Anni Venti potrebbero apparire un limite se non ci sono altri valori che Watson pare detenere se è vero che molti altri club europei avevano messo gli occhi su di lui che, dopo il college a Boston University dal 2012 al 2014, si era dovuto fermare un anno vista la scelta di trasferirsi a Creighton dove ha viaggiato ad una media di 12.8 punti e 8.5 assist nella sua stagione da Senior nel 2016-2017.
Arriverà in città sin dall’avvio della preparazione e, curiosamente, lo farà con una famiglia numerosissima per essere un 26enne (nato l’8 marzo per inciso). “Mo” è sposato e ha 3 figli e alle spalle ha anche una disavventura giudiziaria a lieto fine. Nel febbraio 2017 fu accusato di violenza sessuale da una studentessa di 19 anni. Le accuse contro di lui sono state ritirate a settembre dopo che la credibilità della sua accusatrice è stata minata.
IL PROFILO
Cosa dicono di lui gli scout internazionali? Beh, il giudizio è lusinghiero. Dal pick and roll sa creare tantissimo per sé e per gli altri, è ovviamente un ottimo passatore, ma anche un metronomo che non va a una marcia sola. Capace di tirare da dietro i blocchi attacca anche il ferro nonostante la bassa statura in virtù di una corporatura massiccia che gli permette di assorbire i contatti. In poche parole, sa creare vantaggi per se stesso e per gli altri. In molti stanno valutando con attenzione quanto sarà in grado di fare nell’A2 italiana.

Forlì spera che faccia come afferma un felice Giancarlo Nicosanti. «Watson è il profilo ideale di playmaker da inserire nella nostra squadra, ottimo realizzatore ma anche capace di innescare i compagni di squadra. Il nome era nel nostro mirino da mesi ed il corteggiamento è stato complicato e difficile dovendo fronteggiare la concorrenza di diversi club europei di cui alcuni di prima lega. Non abbiamo mai mollato ed il risultato alla fine ha premiato i nostri sforzi. Ringrazio pubblicamente Renato Pasquali per essere riuscito a concretizzare questa trattativa. Ora manca l’ultimo tassello, ma anche su questo abbiamo le idee chiare e speriamo di concludere a breve per poter dare al nostro coach una squadra al completo fin dal primo giorno del raduno».
Sandro Dell’Agnello ne parla in termini positivi. «Maurice è esattamente il profilo che stavamo cercando: un giocatore in grado di essere punto di riferimento in attacco dal punto di vista realizzativo, ma anche capace di creare i vantaggi necessari per i compagni. In più, ha esperienza internazionale avendo giocato la FIBA Europe Cup. Siamo felici perché la sua carriera dimostra che ogni anno che passa fa sempre meglio, e penso che possa essere perfetto per tutta la Pallacanestro 2.015».