La voce della Dakar inizia a farsi sentire e lo Stage 8 appena andato in scena era il più temuto da tutti. Una speciale di 395 km con dune L3, montagne di sabbia che superano i 20 metri di altezza.
SCHIUMARINI – SINIBALDI
Andrea Schiumarini e Stefano Sinibaldi erano pronti a questa nuova tappa ma una perdita d’olio importante, e non riparabile in mezzo al deserto, li ha fermati dopo soli 5 km dalla partenza. Arrivato il camion assistenza, il team italiano ha fatto rientro al traino al bivacco, dove i meccanici hanno lavorato tutta la notte per permettere al Pajero WRC+ di partire martedì per lo Stage 9. Il regolamento infatti permette ad un team di poter tornare in gara, con una penalità sul tempo, anche dopo non aver concluso una prova speciale.
CARRARA – GASPARI
Domenica al bivacco di Al Dawadimi era piombato il silenzio per le frammentarie notizie, col forlivese Enrico Gaspari, navigatore di Marco Carrara sul Light Prototype PH Sport Zephyr della classe T3, che aveva riportato delle conseguenze nello scontro frontale con i russi Sergey Kaziakin e Anton Vlasink. La ricostruzione dei fatti di Marco Carrara: «Avevamo fatto inversione di rotta dopo una quarantina di chilometri nella speciale, dopodiché abbiamo perso un waypoint del roadbook e stavamo cercando di ritrovare la rotta giusta girando attorno ad una specie di canyon senza una gran visuale, pensando di essere sulla traccia giusta. Andavamo a tutta, sia noi che loro che provenivano dalla parte opposta, entrambi abbiamo impostato la curva stretta e, quando ci siamo visti, non abbiamo neanche avuto il tempo di frenare e ci siamo scontrati con il mezzo russo».
Subito soccorso, le condizioni di Gaspari sono parse abbastanza serie, sebbene sia stato sempre perfettamente cosciente. Trasferito d’urgenza all’ospedale di Riyadh, i medici hanno effettuato controlli clinici che hanno evidenziato un problema ad una vertebra, ma altri esami hanno avuto esito negativo. Così, Gaspari è stato dimesso dall’ospedale nella mattinata di lunedì.