Dell’Agnello: «In crescita fisicamente, ma con l’Eurobasket sarà dura»

Con l’overtime infrasettimanale contro Rieti ancora freschissimo sulle gambe, per la Pallacanestro 2.015 è già tempo di tornare a calcare il parquet dell’Unieuro Arena nel secondo dei tre turni casalinghi consecutivi. Tra poche ore sbarcherà infatti a Forlì l’Eurobasket Roma (palla a due alle ore 17 di domenica, diretta tv in chiaro sui canali Mediasport), quarta forza del girone Rosso e importante banco di prova per i biancorossi. Alla vigilia del nuovo incontro di regular season, coach Sandro Dell’Agnello ha presentato il match.

SUL LAVORO DEGLI ULTIMI GIORNI…

«Nella media della settimana, considerando anche il turno infrasettimanale, abbiamo sudato un po’ più del solito. Proprio per recuperare la giusta condizione e il ritmo. Siamo riusciti a fare un paio di allenamenti buoni e in mezzo ci sono appunto anche 45’ di partita contro Rieti. Che, seppur tra alti e bassi, è comunque stato un buon ritorno al giocato, un bell’allenamento, se così possiamo definire una gara ufficiale. Lo definisco tale poiché è stata una partita dura, dove abbiamo saputo soffrire e a sprazzi abbiamo fatto bene. Insomma, son stati sette giorni in più rispetto al trascorso e, secondo me, stiamo piano piano tornando al punto in cui eravamo. Ancora non ci siamo, ma quest’ultima settimana mi ha fornito indicazioni positive, sia fisicamente che di basket giocato. Se riusciamo ad allenarci bene senza intoppi, come fatto nell’ultimo settimana, credo che tra domenica 14 saremo più o meno tornati in ritmo. Prima di Scafati avevo parlato di due settimane e credo che indicativamente sarà proprio così».

LA RISPOSTA A LIVELLO MENTALE…

«Ci siamo costruiti una bella corazza. Merito del carattere dei giocatori ma anche per la nostra abitudine a non mollare mai, anche quando qualcosa va storto. Una risposta di ‘testa’ c’è stata nella giornata da tregenda di Scafati e poi anche con Rieti, quando abbiamo sofferto particolarmente. Questo aspetto fa parte della squadra. Però tutto il resto non si scorda. Abbiamo giocato 7 partite a gennaio, mentre a febbraio soltanto 3, con 12 giorni di stop. È un colpo durissimo, soprattutto considerando la sospensione degli allenamenti. Preparando la gara di Scafati, ai ragazzi sembrava fossero passati due mesi dall’ultima partita, non solo poco più di dieci giorni. Questo per dire che un giocatore è abituato a giocare, perlomeno ad allenarsi. Oggettivamente febbraio è stato negativo per noi, però ora basta piangersi addosso, altrimenti diventa una scusa buona anche per il prossimo campionato».

SULL’EUROBASKET…

«Dobbiamo essere consapevoli di affrontare la squadra che ha avuto più continuità di risultati al netto delle prime tre del girone. Sono meritatamente al quarto posto. È una squadra con caratteristiche ben precise e anche abbastanza differenti rispetto a Rieti. Per questo sarà una partita diversa. Siamo coscienti di sfidare una squadra forte, lo dice la classifica. All’andata facemmo un ottimo lavoro su Gallinat. Ci prefissammo determinati obiettivi e riuscimmo con successo a mantenerli. Ora ci riproviamo e funzionerà di nuovo. Da parte nostra, dobbiamo continuare nel percorso di ‘ricrescita’. Parlo come se fossimo a settembre, a inizio stagione, ma la verità è questa».

SULLA SOFFERENZA A RIMBALZO…

«Da una manciata di partite stiamo soffrendo particolarmente. Anche se è vero che, fino a qualche settimana fa, eravamo pienamente in media e fondamentalmente non è un nostro punto debole. Da ex giocatore, però, posso dire che quando in campo si è un po’ stanchi per via della condizione fisica da ritrovare, la prima cosa nella quale si tende a riposarsi è il tagliafuori difensivo. Invece di andare a cercar l’uomo, ci si prendi quei due secondi di ‘pausa’ che poi non permettono di acchiappare il rimbalzo. È la prima cosa in assoluto nella quale, inconsciamente, si tende a tirare il fiato e noi stiamo facendo proprio questo. Non essendo una squadra di giganti, non possiamo permettercelo, perché poi questo si riflette anche sui punti subiti».

SUI SINGOLI…

«Giachetti un po’ più indietro rispetto agli altri? Fisicamente, non credo più di tanto. Anche se non in una serata delle sue al tiro, con Rieti mi è piaciuta l’idea di dargli modo di giocare minuti importanti, perché in questa squadra Jacopo è giusto si ritagli il suo spazio. Non è un giocatore che ‘misuro’ solo e soltanto in termini di canestri realizzati. A meno di sciocchezze clamorose, nel momento importante elementi del suo calibro devono stare in campo. È il mio modo di vedere le cose. Landi? Mi fa piacere abbia lanciato segnali positivi. Nei giorni scorsi gli ho consigliato di dare un’occhiata ai giudizi sulla sua prestazione post Rieti. Perché leggere cose belle e veritiere fa soltanto bene all’autostima. Ha saputo mettere prestanza fisica, attenzione, intensità: tutto quello che ci serve. Perché anche Michael Jordan sbagliava un tiro, ma non ci dobbiamo certo basare soltanto su quello».