Ultima uscita del girone Rosso per la Pallacanestro 2.015, che nel pomeriggio di domenica (palla a due ore 18) avrà a che fare all’Unieuro Arena con l’OraSì Ravenna. L’atteso derby della Ravegnana – un mese dopo la gara di andata disputata al PalaCattani – mette in palio punti pesanti alla vigilia della fase a orologio. Forlì, sull’onda positiva di sei vittorie di fila, vuole proseguire nella propria scalata, mentre i bizantini devono conservare il terzo posto in un aprile che, tra le altre, li opporrà pure a Udine e Cantù. Così, è coach Sandro Dell’Agnello ad analizzare i vari temi del confronto in salsa romagnola a poche ore dalla palla a due.
L’UNIEURO STA BENE. «Ci presentiamo al derby in buone condizioni, fatta eccezione per la probabile assenza di Palumbo. È di fatto il nostro unico neo. Mattia sta meglio, comincia a ‘spingere’ un po’ di più e speriamo ritrovi il prima possibile la miglior condizione. Dall’altra parte del campo, Ravenna è una squadra che ha sempre stazionato meritatamente nelle prime tre posizioni del girone. È un ostacolo alto, ma ora Forlì è una squadra in salute, sia tecnica che fisica. Al tempo stesso, però, possiamo e dobbiamo puntare a far ancora meglio. Abbiamo soltanto un mese di vissuto tutti insieme, quindi la squadra ha ancora margini. Senza dubbio più ampi rispetto ad avversarie che si conoscono a memoria dallo scorso settembre.
COSA ASPETTARSI DAL CONFRONTO? «Non sarà la stessa partita vista un mese fa. Anche soltanto per il fatto che, allora, sia Forlì che Ravenna vissero una serata non felice al tiro. Mi aspetto comunque una partita ruvida, perché entrambe le squadre hanno questa caratteristica nel proprio dna. L’OraSì non è Nardò, per intenderci. Non hanno quello stile, preferiscono non farti giocare, mettendo le mani addosso. Non saranno certo 40’ di fioretto, ecco»
LE CHIAVI. «Proveremo ad alzare il ritmo, come per il vero abbiamo già fatto nelle ultime uscite. Questo, fino a poche settimane fa, non ci era consentito per diversi fattori. Innanzitutto perché giocavamo senza uno straniero, mentre oggi Lucas ci dà una grossa mano. Ma anche perché la salute complessiva della squadra non era così buona come ora, costringendoci peraltro a rotazioni corte. Insomma, eravamo figli della contingenza, mentre oggi possiamo provare a correre. Dove si decide il derby? Dovremo essere consistenti in difesa e ‘strappare’ il controllo dei rimbalzi. In questo modo possiamo fare la nostra partita, anche spingendo, sempre controllando il limite sottile tra la corsa e le palle perse».
FATTORE CAMPO. «Il pubblico ritorna al 100% proprio in occasione del derby. È una coincidenza particolare, dopo due anni un po’ strani. La squadra è in crescita e la nostra gente può darci una mano davvero importante nel superare Ravenna. Spero di poter contare su un numero importante di tifosi forlivesi, che ci stiano vicini come sanno fare».
UNO SGUARDO ALL’OROLOGIO. «Dalla prossima settimana ci sarà un effetto novità per quattro partite, andando ad incontrare avversari inediti che non conosciamo. Però nella mia testa non cambia nulla. Ho sempre considerato una regular season da 30 partite e non da 26, perché alla prova dei fatti è così, continuando a far classifica nei due gironi. Andremo a tastare il polso alle squadre del girone Verde, che possono essere più o meno competitive di quelle del Rosso. Ma la sostanza non cambia: scenderemo sempre in campo per vincere».