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Location da favola, nel cuore del centro storico di Forlì presso il Palazzo Orsi Mangelli, sede di Luxury Living Group, per dare il ‘la’ alla nuova stagione sportiva della Pallacanestro 2.015. Nemmeno il tempo di ufficializzare la firma sul contratto, infatti, che la società forlivese ha immediatamente provveduto a presentare ai tifosi e a tutta la città Sandro Dell’Agnello, nuovo tecnico della compagine forlivese. Che tiene subito a presentarsi con parole al miele, oneste e ‘pure’, con la sincerità che da sempre contraddistingue l’allenatore livornese. “La precedente esperienza a Forlì ha inciso sulla mia scelta. So bene dove arrivo, in una città che respira basket ogni giorno e all’interno di una società seria e strutturata. Lavorare qui è sempre un piacere.

E Dell’Agnello dovrà lavorare spalla a spalla, specie in fase di costruzione della squadra, con Renato Pasquali, gm della PF2.015, che accoglie così ‘Sandrokan’. “Abbiamo optato per un allenatore vincente, combattente, che rispecchia in pieno il nostro motto ‘gente che non molla mai’. L’ho seguito in prima persona, quale sorvegliato speciale, a Porto San Giorgio, in occasione della Coppa Italia. Ecco, lì mi ha immediatamente folgorato: leadership, carisma, una particolare attenzione da parte dei giocatori nei suoi confronti. Necessitavamo di un allenatore che sapesse trasmettere motivazioni e grinta, cose che, da ex giocatore, saprà inculcare alla grande”.

Parole a cui fanno eco quelle di Giancarlo Nicosanti, presidente della Pallacanestro Forlì 2.015. “Quella di Dell’Agnello è una scelta che nasce diversi mesi fa. Certo, nelle scorse settimane abbiamo valutato anche altri profili, ma con grande convinzione ci siamo buttati a capofitto su Sandro. Aspettando, con correttezza, che terminasse i propri impegni a Bergamo. Si tratta di una persona, prima ancora che di un allenatore, con grandi valori, che al giorno d’oggi contano tanto. Ieri ha firmato il contratto, oggi iniziamo subito a pensare al nuovo roster. Obiettivi? Consolidarci ancora, mantenendo la serietà che ci contraddistingue. Saremo chiamati a migliorare il piazzamento finale della stagione appena andata agli archivi. Abbiamo fatto scelte sbagliate, sbaglieremo di nuovo, ma l’importante è far tesoro degli errori e saper crescere”.

Quindi la parola torna al diretto interessato, che ha chiuso il proprio campionato non più tardi di cinque giorni fa, con l’eliminazione della ‘sua’ Bergamo in semifinale playoff per mano della quotata Capo d’Orlando. Un’annata piuttosto speciale, quella degli orobici, che si sono rivelati la grande sorpresa della serie A2. “Per me è stata sicuramente una stagione particolare – spiega Dell’AgnelloBen pochi si aspettavano una stagione così in Lombardia. Ma, prima ancora, ci sono state svariate esperienze che mi hanno fortificato ed insegnato tanto, tra cui anche quella forlivese in epoca FulgorLibertas. La disponibilità economica era scarsa, i roster ristretti e le difficoltà enormi. Nonostante ciò, siamo riusciti a strappare salvezze miracolose e, ripeto, si tratta di avventure che mi hanno reso migliore. Ho qualche capello in meno rispetto a sei anni fa, ma sono più pronto ad affrontare le avversità.

A questo punto, dunque, non resta che gettarsi a capofitto già sul campionato (che il prossimo anno partirà prestissimo, addirittura a metà settembre con la Supercoppa), con la costruzione della nuova squadra, di fatto, già partita in queste ore. “Con Pasquali abbiamo già abbozzato varie ipotesi di squadra, e proprio in queste ore ho iniziato ad incontrare i componenti del roster dello scorso anno per confrontarmi con loro. A quel punto faremo un sunto della situazione e decideremo la direzione da intraprendere nel corso delle prossime settimane di mercato. In linea di massima, ad ogni modo, chiedo due caratteristiche imperative: ambizione e disponibilità. Ambizione significa il desiderio di migliorarsi sempre di più, da non confondere con la presunzione. Disponibilità, invece, significa essere squadra, ognuno con i propri doveri, uguali per tutti, e diritti, che variano da giocatore a giocatore. Ciascuno dovrà capire il proprio ruolo e prendersi le responsabilità che gli competono. Ecco, questi sono stati gli ingredienti numero uno della stagione di Bergamo.

Quindi, a chiusura del tutto, abbastanza telegrafico ma piuttosto chiaro su due giocatori in particolare, che pare siano già sulla strada della riconferma a Forlì. Se mi piace Marini? Mi piace molto. Molto. Sono piuttosto lapidario. Giachetti? Mi sono incontrato oggi con Jacopo, mi incontrerò di nuovo domani. Da buoni livornesi puntiamo tanto sulla concretezza. Penso possa essere una risorsa importante per la squadra. I ruoli degli USA? Prima cercheremo di imbastire una buona intelaiatura di italiani, che sono merce rara e ‘pregiata’. Partiamo da lì per poi definire i due stranieri, che saranno sicuramente le ultime pedine inserite. Dove arriveremo? Spero il più lontano possibile, consolidandoci nella parte alta di classifica. L’importante, ad ogni modo, sarà arrivare nella miglior condizione possibile a fine stagione, quando ci giocheremo i playoff. Il piazzamento finale spesso e volentieri conta poco se poi si arriva sul più bello a corto di energie”.