Ti sarà inviata una password tramite email.

Dopo un tira e molla durato circa una settimana, ecco materializzarsi la figura di Antonio Calabrese, attaccante prelevato dall’AZ Picerno (serie C, girone C). L’ex Castelfidardo, anno scorso in gol anche proprio contro i Galletti (corsi e ricorsi storici nella miglior tradizione del calcio), non potrà però scendere in campo fin da subito, nel match col Fanfulla delle prossime ore, stante la mancanza del nullaosta federale a suggellare e rendere operativo l’accordo raggiunto con i biancorossi.

Il giocatore, nato nel 1996 a Castel San Pietro, in provincia di Bologna, è un prodotto del settore giovanile felsineo, in cui ha giocato con diversi protagonisti dell’attuale serie C e serie D. Cecconi, Cecchini, Dall’Osso, Scalini ed il più famoso Masina, ora in Premier League: sono solo alcuni dei suoi ex compagni nelle giovanili rossoblù, in cui Calabrese ha totalizzato 56 presenze, con 23 gol all’attivo, nella formazione Primavera, fra campionato, Coppa Italia e Torneo di Viareggio. Fra i ‘grandi’ ha invece collezionato 109 gettoni, segnando 22 reti, nelle sue esperienze in serie C ad Arezzo, Racing Roma, poi a Castelfidardo per due anni in D (19 gol) ed in ultimo ancora in C al Picerno, da cui approda ora al Forlì.

«Non mi pesa tornare in serie D – spiega Calabrese –, soprattutto per venire a Forlì. Sono di Castel San Pietro e so quanto valga questa maglia. Questa società merita senz’altro palcoscenici migliori. Personalmente voglio solo giocare, conquistandomi il posto naturalmente, e migliorare»È ancora giovane (farà i 24 anni a giugno) e non vuole vivacchiare in serie C accontentandosi delle briciole, ma gettarsi nella mischia. Anche a costo di scendere di categoria: «Preferisco giocare! Non mi accontento di giochicchiare al piano di sopra. Posso ricoprire tutti i ruoli in avanti, ma non sono un centravanti classico. Mi piace, per caratteristiche, agire più da seconda punta o trequartista. Faccio della tecnica e della velocità le mie armi migliori».

Indosserà la maglia numero 29, non per scelta, ma perché la prima disponibile nella numerazione progressiva di squadra. Non ne fa però un dramma, anzi, coglie un segno propiziatorio del destino. «Il numero di maglia non è un problema – spiega il giocatore –. Quando militavo nella Primavera del Bologna ho avuto il privilegio di essere aggregato alla prima squadra in qualche occasione. Sono stato infatti convocato per due partite del campionato di serie A: Lazio-Bologna e poi a Verona, ed anche allora mi fu assegnato sempre il numero 29».

Ad introdurlo il presidente biancorosso, Gianfranco Cappelli, che commenta soddisfatto il suo arrivo: «Peccato solo che contro il Fanfulla non possa scendere in campo. Siamo felicissimi di averlo qui: è un altro tassello importante sia per l’immediato che in ottica futura».