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Venerdì 14 dicembre 2018, una data che rimarrà nella storia e nella memoria di quanti amino lo sport e soprattutto il calcio forlivese. Tra poche ore, alle 17, presso l’Auditorium di via Flavio Biondo, si terrà infatti la presentazione a stampa, tifosi e cittadinanza tutta di “Forlì 100”, il libro che racconta il primo secolo di storia calcistica biancorossa, scritto da Franco Pardolesi. Il 2019 sarà infatti l’anno in cui il calcio a Forlì taglierà questo importantissimo e storico traguardo, quindi chi meglio di lui, grande appassionato sia di calcio, che di storia e giornalismo, in questa eccezionale ricorrenza, poteva realizzare una simile opera?

Abbiamo incontrato l’autore, Pardolesi appunto, per carpire segreti, aneddoti e curiosità di questo lungo e duro lavoro, un viaggio all’interno della storia del pallone forlivese che lo ha portato alla realizzazione di questo magnifico volume, dedicato non solo ai calciofili, ma a tutti i forlivesi, sportivi e non, chiedendogli perché l’avesse voluto così fortemente.

Franco, quando è nata la tua passione per il Forlì e l’idea di realizzare “Forlì 100”?
“L’ho sempre voluto fare, fin da ragazzo, quando iniziai a seguire il Forlì giocando per strada con Mario Filippi, figlio dell’allora presidente Giacomo Filippi. Una passione che è cresciuta con gli anni ed è diventata sempre più intensa, portandomi a fondare con alcuni grandi amici, nel 1968, il Club Forza Forlì, che ha aiutato e sostenuto i Galletti nei momenti più belli e soprattutto in quelli più bui. Contribuendo alla rifondazione nel 2006, con la ripartenza dalla 3ª Categoria, pur di mantenere vivo il nome di Forlì nel panorama calcistico nazionale. Fino alla creazione di questa società ed dalla successiva scalata fino alla Serie C. Quindi 35 anni fa, con l’uscita del primo libro sulla storia del Forlì Calcio, scritto da Pietro Canepa, mi dissi che il seguente l’avrei fatto io e fissai l’appuntamento con la storia al centenario. Ora l’ho realizzato”.

Chi ha reso possibile la realizzazione del libro?
“Innanzitutto ho avuto la fortuna di conoscere Carlo Fontanelli, della GEO Edizioni, che si è rivelato un amico formidabile. Aveva a disposizione un vero e proprio archivio del calcio italiano, dalla serie A alla serie D, questo mi ha agevolato non poco, soprattutto nella ricerca dei risultati più datati. Ho potuto così impostare con lui un lavoro a tutto tondo ed abbiamo progettato il libro. Un doveroso ringraziamento va allo stesso Pietro Canepa, che mi ha permesso di utilizzare la sua opera per prendere spunto su diversi argomenti e su molti dati che lui aveva già raccolto. Devo anche ringraziare coloro che lo hanno reso possibile grazie ai loro finanziamenti, aiuti fondamentali. Ho trovato la massima disponibilità in Stefano Fabbri, all’epoca Presidente del Forlì, nella Fondazione Cassa dei Risparmi, che ha messo a disposizione un importante contributo, ed infine, non ultimo, il Comune di Forlì, che ha patrocinato il progetto grazie all’impegno del Sindaco Davide Drei e dell’Assessore allo Sport Sara Samorì”.

Quanto tempo è stato necessario?
“Ho impiegato tre anni di duro lavoro, di ricerca e assemblaggio di tutti i dati raccolti. Come detto, mi è stato di grande aiuto il materiale messomi a disposizione da Carlo Fontanelli e da Pietro Canepa, attraverso il libro precedentemente pubblicato sulla storia del Forlì. Ho svolto anche un approfondito ed accurato lavoro di ricerca, andando a parlare direttamente con i discendenti dei pionieri del primo Forlì Calcio, ad inizio 1900. Ho trovato la piena disponibilità da parte loro ed in maniera insperata mi hanno messo a disposizione un cospicuo materiale fotografico, oltre ad innumerevoli e preziosissime testimonianze, tramandate a voce”.

Quali aneddoti o curiosità hai scoperto?
“Diversi sono gli aneddoti venuti alla luce, il più interessante e per me stupefacente ed impensabile è stato quando ho scoperto che nel 1927, allo stadio “Morgagni”, si disputò una partita amichevole fra il Forlì e l’allora Nazionale Italiana di calcio (risultato 4-0 per gli azzurri). Inoltre sono stato in grado di recuperare le foto di tutti i Presidenti, allenatori e direttori sportivi della storia del Forlì. Una storia particolare fu invece quando consigliai ai miei amici Fedele Barcia, Nereo Valmori e Vladimiro Panzavolta, allora proprietari dell’A.C. Forlì, di ingaggiare come allenatore Franco Bonavita. La curiosità sta nel fatto che avevano già deciso d’ingaggiare un altro tecnico, ma ci ripensarono e dopo due mesi sfidammo il Milan in Coppa Italia. Era il 1995”.

In sintesi: perché questo libro?
“Molto semplicemente , ho voluto perpetuare, per rendere incancellabile ed immortale, la storia del calcio a Forlì, che non è solo sport, ma anche orgoglio e senso d’appartenenza. Perché non si disperdesse nei meandri della memoria, potendola così regalare ai più giovani ed a tutti coloro che non hanno potuto seguire dal vivo le vicende dei nostri amati Galletti”.

Franco Pardolesi, 63 anni, geometra, impiegato al Genio Civile dell’Emilia-Romagna, è collaboratore esterno del Carlino e grande appassionato di storia e giornalismo. Amante di Forlì e di tutto lo sport forlivese, in particolar modo del calcio, ha fondato nel 1968 il Club Forza Forlì, di cui ha ricoperto tutte le cariche e del quale è tuttora Presidente, allenatore, giocatore ed ex capitano. Per molti anni ha redatto il Giornalino, distribuito gratuitamente in occasione delle partite interne del Forlì.