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Come atteso, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato pochi minuti fa il nuovo decreto che, di fatto, proroga le misure restrittive già previste dallo scorso 1º marzo. Con un ulteriore giro di vite, però. Il governo ha infatti stabilito le ‘porte chiuse’ per un mese per tutte le manifestazioni sportive in programma, oltre all’obbligo di controlli per tesserati delle società sportive: atleti, dirigenti e accompagnatori. Restano sospesi del tutto, invece, gli eventi all’interno delle zone rosse. Il decreto in questione resterà in vigore sino a venerdì 3 aprile compreso.

Nel loro svolgimento, dunque, ripartiranno regolarmente i vari campionati. In ordine sparso, cioè a partire dal prossimo fine settimana oppure in infrasettimanale nella settimana successiva. Per tutto il mese di marzo, però, la novità sarà la totale assenza ‘forzata’ di tifosi ed appassionati su spalti e tribune. «Questa sfida va vinta con l’impegno di tutti – ha dichiarato Conte –. L’Italia tutta è chiamata a fare la propria parte. Abbiamo sempre agito secondo le indicazioni del comitato scientifico secondo la trasparenza. Non si svolgeranno manifestazioni sportive con la presenza del pubblico in modo da prevenire ulteriori occasioni di contagio».

Ecco, dunque, i passaggi del Dpcm che riguardano direttamente il mondo dello sport:

“Sono sospese le manifestazioni e gli eventi di qualsiasi natura, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”.

Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; resta comunque consentito, nei comuni diversi” da quelli delle zone rosse “lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico. In tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano. Lo sport di base e le attività motorie in genere, svolte all’aperto ovvero all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della raccomandazione” di mantenere una distanza interpersonale di un metro.

Le disposizioni del presente decreto (…) sono efficaci, salve diverse previsioni contenute nelle singole misure, fino al 3 aprile 2020”.