Tre livornesi e un senese si ritrovarono nell’estate del 2019 a Forlì. No, non è la più la ‘classica’ delle barzellette da bar, bensì la pura realtà ‘geografica’ che si cela dietro le quinte della Pallacanestro 2.015. Sì, perché dopo una buona ‘dose’ di cacciucco livornese portata da coach Dell’Agnello, Jacopo Giachetti e Lorenzo Benvenuti, quale miglior modo per concludere un pasto se non con un ottimo panforte (nel vero senso della parola…) senese quale Davide Bruttini?
Un vero e proprio cardine dello starting five dell’Unieuro versione 2019/20 – a maggior ragione per la ‘conformazione’ del reparto lunghi –, Bruttini, un elemento di grande esperienza da cui, verosimilmente, passerà la stagione biancorossa. L’afoso pomeriggio di un caldo mercoledì forlivese di fine luglio è tutto dedicato a lui, dunque, pivot titolare di coach Sandro Dell’Agnello che fa il proprio ritorno sotto San Mercuriale a distanza di 5 anni dalla precedente (e piuttosto dimenticabile) esperienza in maglia Fulgor Libertas. «Ma non ‘scaviamo’ sul passato – afferma il giocatore –: ora il presente si chiama Pallacanestro 2.015, una società sana, seria e ambiziosa».
Già, la Pallacanestro 2.015, proprio ciò, inteso come progetto, che lo ha convinto ad accettare la proposta biancorossa. Oggi. Già, perché due estati fa, come svelato dal gm Pasquali, Bruttini fu sul punto di accettare la proposta forlivese, salvo virare poi verso Nord in direzione Treviso. «Cercavo una nuova sistemazione per ‘rilanciare’ i miei stimoli – torna sul presente il giocatore con le sue prime parole –. Forlì è una grandissima piazza e sono qui per fare del mio meglio e lanciare la squadra verso il vertice del campionato. Mi ha lusingato l’interesse di coach Dell’Agnello, che mi seguiva già da diversi anni e finalmente potremo lavorare insieme. La sua presenza ha inciso, sì: mi voleva fortemente e questa cosa mi ha stimolato».

Il peso specifico di Bruttini nell’economia della squadra, del resto, è davvero indiscutibile. E lo dimostra certamente l’ultima stagione, dove, tra le fila di Capo d’Orlando, ha viaggiate su cifre davvero altissime (13,6 punti e 8,7 rimbalzi a partita) sfiorando la promozione in massima serie solo dinanzi alla corazzata Treviso. «Dire addio alla Sicilia non è stato semplice – ammette il classe ’87 –. Però avevo voglia di ripartire, rinnovare le mie ambizioni e trovare nuovi stimoli. La scelta di non restare a Capo è stata tutta mia, dettata da sensazioni e motivazioni: ho bisogno di ripartire da zero per trovare nuova carica. Tutto questo oggi mi ha riportato qui a Forlì».
E che Unieuro si attende di trovare, quindi, all’inizio della preparazione a metà agosto? «Una squadra molto competitiva, sicuramente – afferma Bruttini –. L’importante, ad ogni modo, sarà diventare ‘squadra’ il prima possibile, ma non ho grossi dubbi su questo. Il mio ruolo? Aiutare il gruppo a tirar fuori il massimo, al di là dei punti segnati e delle mere statistiche. Solo così si possono raggiungere grandi obiettivi e tutto ciò che ci si prefigge. Cerco soltanto il risultato di squadra, che è ciò che segna le stagioni ma anche la storia della società. Non mi piace mettermi in mostra: voglio tenere le mie carte coperte per stupire a stagione in corso e lasciare che siano i fatti a parlare».
Nella speranza, logicamente, di concludere al meglio una stagione che si preannuncia di alto livello. «Forlì e la città di Forlì avevano un debito nei confronti di Davide – attacca il presidente della Pallacanestro 2.015, Giancarlo Nicosanti –, che non aveva propriamente chiuso nel miglior modo l’esperienza in maglia Fulgor Libertas. Abbiamo firmato un elemento di grande spessore che viene da una finale playoff, e questo è un grande segnale per noi e per le nostre ambizioni. Un suo ex compagno di squadra lo ha definito ‘un gran lavoratore, con un QI cestistico al di fuori della media’. Siamo certi potrà aiutare attivamente, sotto più aspetti, un roster migliore rispetto allo scorso anno che ci può dare grandi soddisfazioni».

«Reclutai Bruttini a soli 14 anni, quando svolgevo il ruolo di selezionatore della Nazionale italiana – afferma il gm Renato Pasquali, che torna a lavorare con il giocatore dopo l’esperienza nella Torino del ‘salto’ in serie A 2014/15 (c’era anche Giachetti) – Allora pensavamo potesse fare il playmaker, oggi è un pivot top per la categoria, con tanto di tre promozioni in massima serie negli ultimi anni. Ha saputo sviluppare grandi capacità nel ruolo, conosce alla perfezione le dinamiche del gruppo e sa bene cosa serve per far squadra. Questi sono aspetti che certamente non si insegnano. Per fare grandi campionati servono giocatori come lui, come Giachetti, come Ndoja: crediamo nel ricorso degli eventi e abbiamo la pretesa di ottenere un buon risultato».
A latere della presentazione di Bruttini, inoltre, la società di viale Corridoni ha presentato anche parte dello staff dirigenziale della prossima stagione. Andrea Bertini, così, prosegue la sua ‘scalata’ interna e da team manager diventa assistente general manager: lavorerà fianco a fianco con Pasquali. Al suo posto ecco dunque Giovanni Agricola, studente universitario di stanza a Forlì che si occuperà però anche di ufficio stampa, dove la plancia di comando, da Riccardo Fantini, è passata nelle mani di Giacomo Bianchi, sbarcato a Forlì dopo l’esperienza da giornalista a Nettuno TV. Confermato, infine, Lorenzo Fantini nel ruolo di videomaker, che negli ultimi due anni ha ricoperto con grande ‘classe’.