Una città e il suo sport: la pallacanestro. Che Forlì e la palla a spicchi siano un tutt’uno da sempre, non serve neppure ribadirlo. E’ così e lo si vive dalla mattina alla sera ogni giorno della settimana sino al culmine della domenica e del suo rito liturgico laico che è la partita.
Non serve dirlo, ma lo si può raccontare. O meglio, si può fare raccontare ai tifosi come vivano di basket sette giorni su sette e come l’amore viscerale per la squadra dai colori biancorossi, permei il loro tempo e i loro pensieri.
E’ quello che hanno pensato e messo a punto Pallacanestro 2.015 e il suo main sponsor (che poi è più di questo) Unieuro, dando vita al progetto #FollowthePassion che è giunto a compimento e ieri è stato ufficialmente presentato in Municipio con il favore del sindaco Gian Luca Zattini e dell’assessore allo Sport, Daniele Mezzacapo. In Sala Randi, però, la politica è passata in secondo piano. I veri protagonisti sono stati i volti e i sorrisi di molti di quei 25 tifosi le cui storie di passione quotidiana sono state immortalate e raccontate in brevi video il cui scopo non è certo quello di fare un profilo di vita, ma muovere un’emozione attraverso un’altra, personalissima emozione: quella vissuta e messa in mostra davanti alle telecamere dal tifoso forlivese.
Detta così, nella sua filosofia di base, sembra qualcosa di complesso. No, invece. E’ qualcosa di semplice e immediato come un video di 45 secondi che ti arriva dritto nelle pupille e che vuole impressionarle lasciandovi dentro un’immagine evocativa che sa raccontare più di dieci pagine di una biografia.
Come ha spiegato il presidente della Pallacanestro 2.015, Giancarlo Nicosanti, «FollowthePassion è nato in azienda davanti alla macchinetta del caffè con l’intento di raccontare la passione di popolo, raccontare le persone senza filtri, nella loro spontaneità e senza limiti generazionali. Dagli adulti ai giovanissimi che sono l’ossatura della società e il futuro del nostro sport, ognuno poteva e doveva potersi mostrare per quello che è e quello che il basket rappresenta per lui».

Il progetto si è sviluppato lanciando un casting sulla pagina Facebook della società. Hanno aderito 50 persone, poi una trentina di loro si è sottoposta a dei provini con il regista faentino Christian Balducci ed è iniziato il lavoro vero e proprio: raccontare in immagini la natura della loro passione. «Il concetto base è la verità – racconta -. Chiunque ha partecipato lo ha fatto in modo genuino, mostrando come vive quotidianamente il suo legame con la squadra e questo sport. Mi ha sorpreso come tutti mi abbiano aperto con entusiasmo le porte della propria casa o del proprio ufficio, facendomi sentire uno di loro».
Bambini, ragazzi, lavoratori, pensionati. Ognuno ha parlato di sè a proprio modo. E si sono create situazioni davvero inattese. «Sì, abbiamo vissuto la passione dei ragazzi di Wheelchair Basket Forlì, quella che lega i genitori ai figli che praticano minibasket all’Aics e poi c’è la storia di Roberto Pezzi e della sua famiglia che straordinaria. Roberto lavora come gommista al 2° Gruppo Manutentori dell’Aeronautica Militare e noi abbiamo registrato in Caserma, con il Comando che ci ha accolto dentro le sue strutture senza problemi anche per fare, così, un regalo a Roberto che l’anno prossimo andrà in pensione».
Un progetto che, in ossequio allo slogan dello sponsor, vuole dimostrare come il cuore del tifoso forlivese batta forte sempre. Adesso, però, è ora di vederlo. Come e quando? Lo spiega Marco Titi, responsabile marketimg di Unieuro. «Abbiamo realizzato un medley di 2 minuti di tutte le storie che abbiamo filmato. E’ un video in versione natalizia che presenteremo in anteprima domenica, mostrandolo sul ledwall del Pala Galassi prima dell’inizio della gara tra Forlì e Orzinuovi. Poi lo diffonderemo sui nostri canali social. Tutti i racconti di tifo, poi, verranno proiettati da gennaio prima di ogni gara casalinga dell’Unieuro, saranno anch’essi pubblicati sulle nostre pagine e poi avranno una vetrina ulteriore: andranno in rotazione alle Multisala “Astoria” e “Cineflash” prima della programmazione della pellicola cinematografica. Si tratta di video molto brevi, di 45 secondi l’uno, ma riescono comunque a colpire e raccontare un grande amore. Quello per il basket».