Forlì, Cappelli sbotta: «Abbandonati dall’Amministrazione comunale»

A margine della conferenza stampa di presentazione di Nicola Radici, quando la maggior parte del ‘lavoro’ era stata sbrigata, il patron biancorosso, Gianfranco Cappelli, ha preso inaspettatamente la parola. O, per meglio dire, inaspettata è stata la sua tirata per le orecchie rivolta all’Amministrazione comunale di Forlì.

«Le mie non sono parole non astiose – esordisce –, ma dispiaciute. E lo dico da sostenitore della giunta Zattini, dal momento che mi sono impegnato in prima persona, un anno fa, per la sua elezione a primo cittadino. Devo ammettere che io e i miei soci ci siamo sentiti un po’ abbandonati dall’Amministrazione. È una delusione notevole. Soprattutto per chi impegna tempo e denaro e dovrebbe ottenere qualcosa di più. Abbiamo la gestione dell’impianto per anni, è vero, ma non per questo bisogna essere lasciati soli in mezzo alla strada. Sono notevolmente arrabbiato e non mi vergogno a dirlo».

Come non si vergogna, lo stesso Cappelli, a puntare il dito contro un ‘profilo’ ben preciso e definito: Daniele Mezzacapo. «Abbiamo un assessore allo Sport che è una brava persona – prosegue il presidente –, ma non è il suo lavoro. Non è in grado di svolgere il ruolo di assessore allo Sport, che in una città di 120.000 abitanti richiede un certo impegno. Non voglio innescare polemiche, ma, presentandomi a un incontro fissato, pretendo rispetto e non una ‘lavata di mani’ senza nemmeno farsi vedere quando già lo sto attendendo. Porto rispetto, ma voglio rispetto: parlo a nome di tutto il Forlì».

Quindi l’affondo finale: «L’Amministrazione deve starci vicina. Come successo a Rimini, ad esempio, dove sindaco e assessore allo Sport sono arrivati a dire che il Rimini è un bene della città e non deve ‘uscire’ dai confini cittadini. Noi, da proprietari del Forlì, non vogliamo arrivare a svendere la società al primo che passa. Non chiedo l’elemosina, ma si badi bene: il Forlì non è solo la prima squadra. Alle spalle vi è tutto un bene da ‘coltivare’ e da tutelare. Ci sono 450 ragazzi del nostro settore giovanile che ogni giorno vengono ad allenarsi e divertirsi con la maglia biancorossa indosso. Ne ho le scatole (detto in altri termini, ndr) piene. Rimbocchiamoci le maniche e aiutiamoci l’un l’altro, come stanno facendo a Rimini o a Ravenna. Come ha fatto Cesena, col club che è fallito ed è stato ricostruito da sindaco e assessore allo Sport. Questo è il modo in cui ci si comporta. Ma deve occuparsene chi ne capisce di sport, non chi si occupa di sport come stesse spazzando il vialetto di casa».