Una magistrale Forlì regola l’attrezzatissima Udine per 76-70 e si regala le semifinali delle Final Eight di Supercoppa, dove nel pomeriggio di sabato affronterà un’altra corazzata del calibro di Torino. Prestazione semplicemente straordinaria quella dei biancorossi, che, privi di Bolpin, Giachetti, Bruttini e con un (super) Landi a mezzo servizio, hanno a lungo inseguito nel punteggio prima di piazzare l’allungo decisivo in un finale di gara scoppiettante, con un parziale di 15-1 negli ultimi 5’. Unieuro che ha sopperito ad una serata un po’ ballerina al tiro (10/41 dalla lunga distanza, 7/38 prima del rush finale) con tanta intensità, difesa, aggressività e il giusto spirito di gruppo, di sacrificio. Dinanzi a una Udine che, pur priva di Dominique Johnson (fermato per problemi burocratici a livello di visto FIBA), si è dimostrata un eccellente collettivo, completo e pronto per lottare per i vertici dell’A2.
Quintetto iniziale a dir poco ‘sperimentale’ per coach Dell’Agnello, che, oltre a Campori, spedisce in campo anche Samuel Dilas, considerate le scarne rotazioni sotto canestro. Lungo reggiano che, suo malgrado, è però autore di un avvio di gara particolarmente in salita, lasciandosi sfuggire il pariruolo avversario, Foulland, almeno un paio di volte e ‘propiziando’ il 2-7 friulano iniziale. Con lo scorrere dei minuti, però, le cose per Forlì si mettono un po’ meglio. Difendendo forte (con accenni importanti di zona), mettendo intensità sui due lati del campo e acchiappando numerosi rimbalzi offensivi, l’Unieuro infila infatti un break di 7-0 che le consente di mettere la freccia sull’11-9. Due triple consecutive udinesi, Giuri prima e Pellegrino poi, smorzano l’entusiasmo, ma i biancorossi non si lasciano intimidire e continuano a ‘macinare’. Roderick inventa ottimi tiri per i compagni, che però pagano un primo periodo decisamente no al tiro (3/12) e l’Old Wild West prende un piccolo abbrivio. Forlì rivede la retina dal campo soltanto a 11’50” con Rodriguez (20-21), dopo quasi 7’ in cui è andata a segno soltanto dalla lunetta. Antonutti e Italiano provano a spezzare l’equilibrio, Natali e Rodriguez rispondono: tocca attendere la tripla di Mobio e il 2+1 di Amato in chiusura di prima frazione per assistere al primo ‘vero’ tentativo di allungo. Quando cioè Udine tocca il +6 (31-37). Ponendo così fine a una prima parte di gara tutto sommato positiva per Forlì, capace comunque di restare a galla con grande ‘garra’ pur tirando con un pessimo 31% dal campo, addirittura 3/19 dalla lunga distanza.

Terzo quarto che inizia subito in salita per gli uomini di Dell’Agnello. Pochi possessi e Terrence Roderick si vede infatti comminare il quarto fallo della sua partita, complicando tutti i piani biancorossi. Giuri allunga (33-42), Antonutti conferma il momento positivo (37-45), prima che Rodriguez con una tripla e un 3/3 in lunetta rimetta tutto sulla bilancia: 45-45 a 26’30”. Udine dalla lunetta prova un nuovo sprint (48-52), mentre le cose per Forlì si fanno ancora più complicate dopo il quarto fallo di Campori: le rotazioni degli esterni di Dell’Agnello sono ora davvero ridotte all’osso. Ciononostante, Rodriguez è al solito ‘bollente’ e in avvio di quarta frazione firma il sorpasso con tre tiri dalla lunetta (56-55), ma Foulland e Giuri non ci stanno. Approfittando di qualche passaggio difensivo a vuoto dei forlivesi, i due mettono una seria ipoteca con un break di 0-8 (58-66) ulteriormente rintuzzato da Nobile dall’arco (61-69). Per i bianconeri tutto pare apparecchiato per la semifinale contro Torino, ma il bello, in realtà, deve ancora venire. Sì, perché gli la seconda metà dell’ultimo quarto è interamente di marca Unieuro, che trova vigore dal portentoso ritorno in campo di Roderick e fa letteralmente proprio il match. Tripla e schiacciata di T-Rod, bersaglio dalla lunga distanza per Rush e poi anche per Natali: di fatto Forlì infila più tiri dall’arco qui che nell’intera gara e con un parziale di 11-0 si trova a comandare 72-69 a -1’48”. Giocando senza pivot – Natali e Rush i più ‘lunghi’ in campo –, l’Unieuro trova così la svolta decisiva che le regala Udine, certificata dai canestri di Natali e Landi nell’ultimo minuto di gioco per il 76-70 finale.
Old Wild West Udine – Unieuro Forlì 70-76
(19-17, 39-33, 54-53)
UDINE – Deangeli 5 (2/4, 0/1), Amato 13 (1/4, 3/8), Schina, Antonutti 12 (3/6, 2/2), Mobio 3 (0/1, 1/2), Foulland 12 (5/5), Giuri 10 (1/4, 2/5), Nobile 8 (1/2, 2/2), Pellegrino 5 (1/4, 1/1), Italiano 2 (1/4, 0/2), Azzano ne. All. Boniciolli.
FORLÌ – Natali 10 (2/2, 2/7), Rodriguez 22 (1/5, 4/10), Roderick 17 (1/5, 4/10), Landi 17 (4/4, 1/2), Dilas 2 (1/1), Campori (0/1, 0/3), Zambianchi ne, Babacar (0/1 da 3), Rush 12 (3/6, 2/10), Bolpin ne, Giachetti ne, Bandini ne. All. Dell’Agnello.

LE PAGELLE
Natali 7. Costeggia la partita per larghi tratti, ma nel momento decisivo rientra a piedi pari. Sua la tripla del 72-69 che apre le porte della semifinale ai suoi.
Rodriguez 8. Autentico mattatore della gara, l’unico che riesce a trovare la via del canestro con continuità per tutti i 40′. Decisive alcune sue conclusioni dall’arco per la vittoria: 22 punti e un preziosissimo 8/8 ai liberi.
Roderick 7,5. Il talento è lì, tutto da ammirare. Unico difetto, la continuità. Gioca in seconda marcia tutti i 30′ scarsi che rimane in campo, realizza 17 punti, mette in ritmo i compagni costruendo ottimi tiri (non capitalizzati), ma lascia colpevolmente i suoi a metà del terzo periodo per ritrovarli solo a 5′ dalla fine. Dove comunque fa la sua parte.
Landi 7. Con appena due allenamenti alle spalle, non si può certo pretendere granché, da qualsiasi giocatori. Lui, però, porta mattoni pesanti per la vittoria forlivese. Sua la tripla del 48-48 che fa capire a Forlì di potersela giocare fino in fondo.
Dilas 6. Chiamato agli straordinari (con tanto di partenza in quintetto) per le condizioni precarie di Landi e l’assenza di Bruttini, non sfigura per i 24′ che rimane in campo. Un plauso.
Campori 6,5. Una sicurezza difensiva, punta di diamante dell’ottima prestazione biancorossa nella propria metà campo. Grida vendetta giusto lo 0/4 dal campo: il ragazzo ha ancora ampi margini di miglioramento, almeno offensivamente.
Babacar sv. 5′ senza infamia e senza lode.
Rush 7,5. Con una caviglia fuori posto e il connazionale in panchina per il terzo quarto, è lui a portare palla, a menare le danze e guidare i suoi. Autentico jolly difensivo, in grado di ruotare su tutti, nel finale mette anche una tripla importante.
All. Dell’Agnello 8. Come re Mida: tutto ciò che tocca diventa oro. Riesce a trasmettere il suo animus pugnandi a una squadra che difende alla morte per 40′. Azzecca tutte le scelte.
Valentino Piolanti