Punti, punti e ancora punti. Più dell’acqua nel deserto, più della birra all’Oktoberfest, al Forlì, per uscire dall’incubo penultimo posto, servono solo risultati e muovere la classifica. Con le buone o le cattive. “Giocare bene, uscire a testa alta come sabato a Matelica, può indicare che si è sulla strada giusta ma guardiamo la classifica: se non mettiamo punti la retrocessione diventerà qualcosa di più di un fantasma…” avverte mister Protti a poco più di un giorno dalla partita con i teramani del San Nicolò Notaresco (ore 14:30, Stadio Morgagni). Terza forza del girone (+15 sui biancorossi), in rosa un bomber vero come l’argentino Santiago Minella (10 reti a oggi, capocannoniere del girone F) i ragazzi di Cudini arrivano al Morgagni col coltello tra i denti e la rabbia per il match con la Vastese dominato e perso 2-3. “Il calendario è improbo, e quando si è in difficoltà la fortuna non è mai dalla tua parte ma facciamo buon viso: di tempo non ne abbiamo né per lamentarci né per sistemare tutti i problemi che abbiamo per cui pensiamo solo a noi, a fare una prova di carattere” continua il neo tecnico dei galletti. “Il San Nicolò è squadra che gioca con il nostro modulo 4-3-3, ben costruita, con gli uomini giusti nei punti chiave e un buon equilibrio tra giovani ed esperti; dalla loro hanno una dinamicità rara in D e una punta centrale che è una sentenza (Minella, ndr). Sono un brutto cliente e noi dovremo esser bravi a punirli appena concedono spazio”. Forlì oltre le difficoltà (tra cui Castellani e Graziani ko, la mancanza di alternative ad Alex Ambrosini in punta), quindi, pronto a schierare forse fin da subito gli innesti di settimana, i difensori Marcello Possenti e Stefano Ferrario, oltre al colpo delle ultime ore, il centrocampista di scuola cesenate in arrivo dal Savoia, Erik D’Angeli: “Si tratta di ragazzi di qualità – conferma il tecnico parlando del duo Possenti-Ferrario –; da tanto non giocano per cui non ne conosciamo ancora la resa sui 90’. Vedrò domani se e come chiamarli in causa; coprono ruoli chiave là dove vedo le nostre più grosse difficoltà, in difesa, perché prendiamo troppi gol. In ogni caso sono due giocatori di carattere che possono aiutarci nell’approccio giusto.” Galletti alla battaglia, pronti a tutto: “Non siamo pronti a 90′ come vorrei, ci mancano gli automatismi giusti; d’altronde c’è un motivo se siamo penultimi. Domani spareremo tutte le nostre cartucce per uscire non solo a testa alta ma con qualcosa in più in tasca.”