Approfittando della disponibilità di Andrea De Nicolao che abbiamo disturbato mentre si trovava in vacanza al mare con la famiglia, ci facciamo raccontare da lui come sta vivendo questo particolare momento della sua vita lontano dal basket giocato. Con una ‘bella’ digressione su Riccardo Bolpin, nuovo arrivato in casa Pallacanestro 2.015 Forlì.
Ben trovato, Andrea. Mi fa piacere incontrarti e non perdo tempo nei preamboli se non per chiederti come hai vissuto il periodo di lockdown.
«Alla grande, ne ho approfittato per stare più tempo con la mia famiglia, anche ora sto facendo ‘il babbo’, cosa che normalmente non mi era possibile fare. Sottolineo anche che, per fortuna, all’interno della mia cerchia familiare non ci sono stati problemi di salute».
Dal punto di vista professionale stai attraversando un momento molto florido della tua carriera; hai vinto l’unico trofeo stagionale assegnato e sei stato eletto miglior giocatore della manifestazione. Cosa puoi raccontarci di questo momento?
«A Venezia sto benissimo! Ho addirittura prolungato il contratto; è per me il posto migliore dove poter giocare e crescere. Sento la fiducia di tutti e voglio ripagarla nei prossimi anni. All’inizio di questa esperienza non è stato facilissimo impormi in una squadra che aveva appena vinto il titolo, ma questa ormai è acqua passata. Qui mi sento e sono a casa».
A proposito di Venezia, sai certamente che un prodotto del vivaio Reyer come Riccardo Bolpin [sotto in azione in maglia Venezia] ha appena firmato e nella stagione 2020/2021 sarà un giocatore di Forlì. Ce ne tratteggi le caratteristiche?
«Certo. Riccardo ha giocato con me nel mio primo anno in amaranto, è un play-guardia molto fisico, con braccia infinite che legge bene le partite e gioca altrettanto bene il pick&roll».

Dal punto di vista del carattere che ci troveremo di fronte?
«Quando l’ho conosciuto era un ragazzo molto giovane, quindi per lui era difficile mettersi in mostra in un contesto altamente competitivo come il nostro spogliatoio. Ma quell’anno lo ha fatto crescere e comunque da quei momenti ne è passata di acqua sotto i ponti! È un ragazzo che si fa ben volere da tutti, staff tecnico e compagni, è intelligente e ambizioso e rimane comunque un prodotto del vivaio Reyer, che di per sé è garanzia di qualità. Ha anche maturato una discreta esperienza in A2 e il suo approdo a Forlì rappresenta uno step necessario per continuare il suo percorso di crescita ad altissimi livelli».
Va bene, ma giocare a Latina è molto diverso da farlo in una piazza esigente e competente come quella romagnola. Il giovanotto è pronto? Scommetteresti sulle sue possibilità di fare bene?
«Certo! La sua ambizione e il suo carattere lo faranno eccellere e ben volere. Quella romagnola è una piazza ambiziosa che vuole primeggiare in serie A2, la società è seria e quindi, come ho già detto, è il posto giusto per crescere. Soprattutto per un ragazzo come Riccardo».
Torniamo a te. Che campionato sarà quello che ti appresti ad affrontare con la tua squadra?
«Non sento paura di ripartire. Anzi, dobbiamo e spero di farlo al più presto, anche per mandare un messaggio ai nostri tifosi e a tutti gli appassionati. Ci vorrà molta cautela e molta pazienza soprattutto perché essendo stati lontano dai campi per lungo tempo non dobbiamo avere fretta ed ansia nel tornare alla normalità. L’importante è che si torni anche solo a vedere in televisione il basket giocato».
Quindi saresti disposto a ripartire anche senza tifosi?
«È chiaro che tutti noi che calchiamo i parquet lo facciamo nell’intento di avere gioia e di regalare emozioni ai nostri tifosi. Quindi giocare a porte chiuse non è il massimo, ma è necessario ripartire. E se per farlo dobbiamo rinunciare al contatto con il pubblico, o almeno con una parte di esso, lo accettiamo. L’importante è, come ho già sottolineato, fare passare il messaggio della nostra intenzione di tornare alla normalità».
Grazie per gli spunti di riflessione che come sempre ci lasci. Buona vacanza e buon inizio.