Amareggiato e sconsolato. Mister Massimo Paci non nasconde il proprio disappunto al termine della partita di Sasso Marconi. Il suo Forlì è appena stato colpito e affondato, per ben tre volte, lasciando l’intera posta ai padroni di casa.
«La responsabilità è mia – attacca il tecnico –. Sono io l’allenatore e dovrò esser io a capire cosa non ha funzionato e porvi rimedio. Chiedo calma a tutti, soprattutto ai tifosi, che so esserci vicini. Adesso l’importante è non farsi prendere dalla frenesia ed andare avanti, cercando di capire se il problema è mentale o fisico, per trovare soluzioni. Senza fasciarsi la testa, perché non serve. La squadra ha le potenzialità per fare un gran campionato. Ma è un momento difficile». Tecnico biancorosso che non accampa né alibi né scuse, come le pessime condizioni del campo: «No, cercare alibi è la cosa più sbagliata da fare. Il campo non centra niente!».
I Galletti hanno collezionato la quarta sconfitta nelle ultime 5 gare, con un trend negativo preoccupante, ma ad allarmare sono soprattutto le ultime due: gravissima la prima col Fanfulla, pesantissima la seconda col Sasso Marconi Zola. «È stata una brutta partita – prosegue Paci –. Non è un problema tattico, ma di atteggiamento e di attenzione. Ho visto la squadra timorosa. Le scelte fatte? Ho la massima fiducia in Gómez, che ha tirato la carretta fino ad ora. Calabrese è appena arrivato e non mi sembrava giusto gettarlo nella mischia da subito, anche per rispetto a chi ha giocato finora. Le due punte insieme? Avrei dovuto sacrificare Thomas (Bonandi, ndr) e non l’ho ritenuto opportuno, magari il problema fosse quello, mentre la scelta di Polini è stata dovuta al fatto che domenica non avevo visto bene Albonetti e volevo dargli un turno di riposo».
La squadra ha concesso parecchio, soprattutto in contropiede, arma che si sapeva essere la preferita del Sasso Marconi, come aveva ammonito lo stesso Paci. L’allenatore, però, rimarca come la sua squadra fosse sempre ben piazzata: «Sul primo gol siamo stati disattenti e passivi. Nessuno si è voluto sporcare le mani. Poi quando attacchi è facile scoprirsi alle spalle e concedere qualcosa e loro in questo sono molto bravi. Sul secondo gol però c’eravamo, così come sul terzo. Ripeto, non è stato un problema tattico. La sconfitta è allarmante, molto più di quella contro il Fanfulla. Il momento è delicato, perché non abbiamo raccolto punti, ma la squadra ha i mezzi per uscirne. Non possiamo mollare ed io ho la massima fiducia nella squadra. Domenica avremo già un’importante possibilità per riscattarci. Dobbiamo andare avanti, il nostro percorso di crescita è fatto di sofferenza. L’ho sempre detto. La squadra deve stare tranquilla, non abbiamo le pressioni di dover vincere per forza il campionato ed anche oggi, nelle difficoltà, non abbiamo mai mollato ed abbiamo cercato di fare la partita».