Pesante sconfitta dei biancorossi forlivesi in quel di Sasso Marconi. Al “Carbonchi” termina infatti 3-1 per i padroni di casa, dopo una partita equilibrata sotto il profilo del gioco e delle occasioni da rete, nella quale però i gialloblù locali hanno saputo sfruttare con maggior cinismo le occasioni avute a disposizione. La sconfitta odierna suona come un campanello d’allarme per i Galletti, che rischiano d’essere nuovamente risucchiati nella lotta per non retrocedere. Anche se la zona pericolo dista ancora 6 punti, il duro calendario che attende il Forlì nelle prossime cinque partite lascia tutti col fiato sospeso.
E dire che era cominciata bene la partita per gli uomini di mister Paci, quest’oggi relegato in tribuna per scontare la prima delle due giornate di squalifica e sostituito in panchina dal suo secondo Roberto Guana. Gia al 2º minuto Beduschi s’incuneava in area avversaria e solo un dubbio fallo a lui attribuitogli dall’arbitro gli impediva di calciare a rete da buona posizione. Il Forlì sembrava aver approcciato meglio la partita ed all’8º era Pellecchia, da sinistra, ad impegnare severamente Heli, il portiere di casa, ad una difficile presa bassa, con un sinistro tagliente, a metà fra un tiro ed un cross, sul quale stavano per fiondarsi i suoi compagni sottoporta. La partita sembrava dunque in mano i biancorossi ed ecco che, improvvisamente, il Sasso Marconi conquistava casualmente un calcio d’angolo, il suo primo della giornata. Sulla prima battuta, corta, la difesa respingeva, ma la palla veniva nuovamente riproposta al centro in modo apparentemente innocuo. Ne nasceva invece una stranissima mischia, con la palla alzata a campanile, dove la difesa si rivelava colpevolmente disattenta ed impreparata. La palla giungeva così sul centro destra a Galeotti, che porgeva a Grazdhani il più facile dei tap-in. Il centravanti da non più di un metro non aveva così difficoltà a battere De Gori.
1-0 al 13º con la partita che inevitabilmente cambiava e col Sasso Marconi che a questo punto poteva usufruire della sua arma più micidiale: il contropiede, di cui avrebbe fatto buon uso per tutta la gara. Il Forlì rispondeva ed immediatamente reagiva riproponendosi in avanti, collezionando però solo calci d’angolo, con un’unica conclusione a rete di Vesi, bloccata. Si giungeva così al 35º, quando i locali mettevano in azione il loro letale contropiede. Grazdhani, al termine di una ripartenza al fulmicotone, riceveva palla al limite dell’area e cercava l’angolo lontano della porta di De Gori, con sfera che sibilava il palo alla destra del portiere. La partita aveva un sussulto ed il Forlì si riversava in avanti, collezionando due ottime occasioni a stretto giro di posta. Prima era Buonocunto ad impegnare severamente Heli in una difficile deviazione in angolo, con un tiro destinato all’incrocio alla sua destra. Sul seguente corner era poi Ballardini a prendere il tempo a tutti, colpendo in tuffo di testa ed indovinando l’angolino basso alla sinistra del portiere, il quale si distendeva lungo tutti i suoi 195 cm e riusciva, pur con palla rasoterra, a mettere nuovamente in corner con la punta delle dita.
Il Forlì continuava a premere, alla ricerca di un pareggio che non sarebbe stato demeritato, ma prestando però il fianco alle letali ripartenze del Sasso Marconi, che al 38º confezionava l’ennesimo contropiede con Seck. Il velocissimo esterno si faceva 40 metri di campo palla al piede, ignorando Grazdhani ed andando alla conclusione personale, fuori di poco. Era il preludio al raddoppio. Solo il tempo d’annotare un velleitario tiro di Gómez, da buona posizione (si poteva decisamente fare meglio), che i bolognesi colpivano nuovamente. 41º: prima Pellecchia cincischiava perdendo palla sulla trequarti offensiva, poi Ballardini la riconquistava in ripiegamento difensivo, e quando il pericolo sembrava scemato ecco il patatrac. Un banale appoggio sbagliato a metà campo consegnava palla a Draghetti, che, spalleggiato da Seck a sinistra e Grazdhani a destra, avanzava. Breve scambio con quest’ultimo ed appena dentro i 16 metri dribbling secco a far fuori il difensore, quindi dolcissima conclusione di sinistro e palla nell’angolino alla destra di De Gori. Gol e 2-0!
Stavolta i Galletti accusavano il colpo e poco ci mancava che l’ex Rrapaj, uno dei migliori in campo, 2’ piú tardi chiudesse i conti anzitempo, graziando De Gori che, in uscita disperata, riusciva a respingere il tiro a colpo sicuro dell’esterno sinistro. La prima frazione andava così agli archivi sul doppio vantaggio per i locali.

Ad inizio ripresa Mr. Guana cercava di mischiare le carte, operando subito due cambi: dentro Albonetti e Calabrese in luogo di Polini e Gómez. La mossa sembrava produrre benefici effetti, col Sasso Marconi ormai rintanato a difesa del vantaggio acquisito, che quasi smetteva di giocare, lasciando l’iniziativa completamente in mano ai biancorossi. Così si giungeva all’ottavo, quando Pellecchia di contro balzo, da 35 metri, cercava il goal della domenica, palla fuori di pochissimo. 10 minuti più tardi replicato da Albonetti, anch’egli fuori. Il Forlí stava producendo il massimo sforzo e di lì a poco ne raccoglieva i frutti. 2 minuti dopo era infatti Bonandi ad entrare in area avversaria da sinistra, saltando di netto i due marcatori che lo circondavano e presentandosi sì solo davanti ad Heli: piatto destro e palla in buca d’angolo alla sinistra del portiere. Goal dell’1 a 2 e partita riaperta.
Il Forlì tornava a crederci più che mai, ma il Sasso Marconi rispondeva subito dopo con Draghetti, che poco prima di lasciare il campo Cosner impegnava De Gori in una difficile respinta alta di pugno. Se Mr. Franco Farneti si copriva, Guana operava un altro cambio conservativo, con l’ingresso di Zamagni per Beduschi. Il furetto biancorosso si metteva immediatamente in luce, con un paio di interventi decisivi e ben eseguiti, iniziando a spingere come un forsennato sulla fascia destra e pareggiando la spinta che invece Gkertsos, per tutta la partita, aveva operato dall’altra parte. Il Forlì si riversava così nuovamente in avanti, ma i tiri di Buonocunto prima e Bonandi poi terminavano, anche se di poco, a lato, facendo solo sentire qualche brivido al portiere avversario, ma nulla più.
I galletti sembravano prepararsi al forcing finale ed ecco invece la doccia fredda, che chiudeva di fatto la gara. Seck riceveva un lancio dalle retrovie e scattava sull’out sinistro, con la difesa a quattro dei galletti a correre affannosamente all’indietro. Zamagni era bravo a non permettere all’attaccante di accentrarsi immediatamente, ma di entrare in area in posizione molto defilata. Quando il pericolo sembrava smorzato, anche se non del tutto sventato, Seck, giunto allo stremo delle forze, lasciava partire un piatto sinistro non potente, ma estremamente angolato e preciso, sul quale De Gori appariva incerto. La palla scavalcava il portiere e baciando la base del palo, dalla parte opposta, s’insaccava beffardamente, sancendo il 3-1 per i bolognesi al 77º.
L’orgoglio sicuramente non fa difetto agli uomini di mister Paci, che tornavano in avanti conquistando alcuni corner a ripetizione ed avendo, all’80º, l’ultima grande chance di riaprire nuovamente la contesa. Sugli sviluppi dell’ennesimo calcio d’angolo era Zamagni a trovare la conclusione giusta, al volo, molto potente ma centrale, che dopo aver superato Heli incocciava però nel disperato tentativo di Minutolo. Il difensore, sulla linea, riusciva incredibilmente a mettere in corner, esultando come se avesse segnato un gol! Incredibile!
Anche se a quel punto mancavano ancora 10 minuti più recupero al termine, le forze del Forlì andavano scemando e con esse anche le speranze biancorosse. Dopo cinque minuti di recupero erano perciò i bolognesi ad esultare. Il triplice fischio dell’arbitro sanciva infatti l’ennesimo, e stavolta fragoroso, capitombolo dei galletti, alla quarta sconfitta nelle ultime cinque gare, con più di un campanello d’allarme a risuonare nella sala comandi. Gli uomini di Mister Paci infatti, oltre a denotare uno scarso feeling con la rete, sembrano aver proprio perso anche l’imperforabilità della difesa. Un grosso rebus da risolvere ed in fretta, dunque, per il tecnico biancorosso.
Sasso Marconi Zola – Forlì 3 – 1
(pt 2-0)
Marcatori: 13’ Grazdhani (SM), 41’ Draghetti (SM), 65’ Bonandi (F), 77’ Seck (SM)
SASSO MARCONI ZOLA – Heli, Zannoni, Magliozzi, Prati (83’ Monti), Minutolo, Serra, Seck (85’ Taiwo), Galeotti, Grazdhani (93’ Galanti), Draghetti (68’ Cosner), Rrapaj.
A disposizione: Masinara, Blandamura, Galassi, Magli.
Allenatore: Franco Farneti.
FORLÌ (4-2-3-1) – De Gori; Beduschi (72’ Zamagni), Vesi, Sedioli, Gkertsos; Polini (46’ Albonetti), Ballardini; Pellecchia, Bonandi, Buonocunto; Gómez (46’ Calabrese).
A disposizione: Semprini, Baldinini, Souare, Zabre, Pacchioni, Corigliano.
Allenatore: Roberto Guana (Massimo Paci squalificato).
Arbitro: Ramondino di Palermo
Assistenti: Ladu di Nuoro e Anedda di Cagliari
Ammoniti: Serra e Grazdhani (SM); Zamagni e Calabrese (F).
Corner: 6-9 | Recupero: 1’ e 5’
LE PAGELLE
De Gori 5,5 – Prova non positiva dell’estremo difensore. Al contrario del solito, non dà la giusta sicurezza al reparto e, anche se salva il risultato in un paio d’occasioni, non è irreprensibile sul primo e soprattutto sul terzo goal.
Beduschi 5,5 – Da un suo errore nasce la rete del raddoppio avversario. Da uno come lui ci si aspetta di più, specialmente in fase difensiva. [72’ Zamagni 6 – Entra subito bene in partita, dando verve alla squadra col suo dinamismo, sia in fase di copertura che di spinta.]
Vesi 5,5 – Questa volta anche il veterano non merita la sufficienza, perché non riesce a guidare il reparto, che non è all’altezza della situazione, specialmente in occasione del primo goal.
Sedioli 5,5 – Il ritorno in campo del ragazzo della cantera non è come ci si aspettava. D’altronde la malattia lo ha debilitato, facendogli perdere il ritmo partita. Si rifarà.
Gkertsos 6 – Ara la fascia da par suo, a volte non premiato come avrebbe meritato dall’assistenza dei compagni. I pericoli maggiori per gli avversari vengono dalla sua parte e non si risparmia per tutto l’incontro.
Polini 6 – Dà geometria al centrocampo con la sua visione di gioco. Nei 45′ in campo non sfigura. [46’ Albonetti 5,5 – Ha bisogno di rifiatare, si vede ed è comprensibile. Non è più brillante come nel girone di andata e questa non era la sua partita.]
Ballardini 5,5 – Più impreciso del solito, non si risparmia però in fatto di generosità, ma pecca in lucidità. Sfiora il gol del pareggio con un gran colpo di testa, che solo una prodezza di Heli gli nega.
Pellecchia 5,5 – Non riesce completamente a mettere le proprie doti al servizio della squadra, soprattutto in fase di finalizzazione. Più evanescente del solito.
Bonandi 6 – La giornata sembra di quelle buone, dinamico anche nei contrasti, ed infatti va a segno con una rete delle sue. Non gli riesce invece d’innescare i compagni come vorrebbe.
Buonocunto 6 – La solita enorme generosità, condita con tanta qualità. Si mette anche in proprio, cercando fortuna con tiri da fuori e per poco non gli riesce di trafiggere il portiere avversario. Unica pecca, troppo molle nei contrasti.
Gómez 5: – In ombra ed evanescente, mai pericoloso. Soffre forse troppo di solitudine? [46’ Calabrese 6 – Entra bene in partita, dimostrando doti di tecnica e velocità. Sembra l’uomo giusto al posto giusto e l’attacco del Forlì immediatamente ne trae giovamento. Da rivedere in coppia con un altro attaccante, magari un centravanti, sembra avere più caratteristiche da seconda punta.]
All. Paci 5 – Non convincono stavolta le sue scelte: sia tattiche, che di formazione. Non riesce a dosare la voglia di offendere, con la necessità di tenere in campo alcuni giocatori chiave (Bonandi). Che sia giunto il momento di tornare all’antico 4-3-1-2? Le alternative non gli mancherebbero.
Forlì 5,5 – La media aritmetica tra il 7 che meriterebbe la voglia di lottare in qualsiasi momento, anche a partita compromessa, creando comunque diversi pericoli alla porta avversaria, con il 4 che invece bisognerebbe assegnare alla fase difensiva ed all’attenzione che la squadra mette in essa. Un brutto capitombolo, che fa riflettere, ma le potenzialità (inespresse) ci sono e vanno tirate fuori.