Fondazione Pallacanestro Forlì 2.015 comunica di avere sollevato Giorgio Valli dall’incarico di capo allenatore della prima squadra. A coach Valli vanno i ringraziamenti per l’attività svolta a Forlì con impegno e professionalità, augurandogli tutte le migliori fortune per il prosieguo della carriera.
Ci si risveglia così, sotto San Mercuriale, nella plumbea mattinata di martedì 19 marzo. Con una notizia già nell’aria da diverse ore, di fatto dall’immediato post-Assigeco, ‘confermata’ al termine di lunghi conciliaboli tra società e dirigenza. E non poteva essere altrimenti, del resto. Perché era oramai sotto agli occhi di tutti come Valli avesse perso lo smalto di inizio stagione, ma anche e soprattutto il polso della situazione a livello di gruppo, di roster. Non che i giocatori gli remassero contro, ma il nervosismo, le lamentele, gli sbraiti delle ultime settimane (spesso e volentieri dirette nemmeno troppo velatamente nei confronti della panchina), con l’iceberg del ko di Piacenza, erano piuttosto sintomatici.
Si chiude, dunque, la lunga parentesi forlivese di Giorgio Valli. Sbarcato in città sul volgere del 2016, la prima stagione di A2 della Pallacanestro 2.015, nel primo campionato da capo allenatore compì un mezzo miracolo, strappando la salvezza ai playout in una situazione di classifica e di roster (totalmente stravolto cammin facendo) complicata. Dopo la piuttosto anonima scorsa stagione, nell’attuale campionato Valli aveva invece tra le mani non una Ferrari ma quasi. Sicuramente una squadra da top 5, con una bella rotazione oggi a 9 uomini ulteriormente rinforzata dal ritorno di DiLiegro. Peccato che il vivace bolide biancorosso abbia imboccato l’uscita 5 della Tangenziale di Bologna, raggiunto il PalaDozza lo scorso 23 dicembre scorso e lì si sia fermato. Il girone di ritorno è stato uno strazio: 6 ko in 10 partite, un ruolino di marcia da playout.
E ora che si fa, dunque? Tra poche ore la Pallacanestro 2.015 dovrà giocoforza sciogliere le riserve, indicando il nome del successore di Valli. Che sarà con ogni probabilità un traghettatore, un ‘semplificatore’ in grado di far rendere al meglio delle proprie potenzialità una squadra che sicuramente ha nelle proprie corde più di un “obiettivo difesa sesto posto”. Facendole disputare quantomeno un degno finale di stagione e, chiaramente, degni playoff. Tre le ipotesi principalmente sul tavolo: affidare la squadra in mano a “Pomo” Serra (quasi da escludere, però), dar le chiavi in mano ad un coach navigato e scafato (un Markovski della situazione, per intenderci) oppure ‘pescare’ un nome esotico ai limiti dell’ignoto. Prende forza, in tal senso, l’ipotesi dell’argentino Marcelo Nicola, da giocatore nella Benetton che fu, esperienze in panchina, negli ultimi anni, da vice di Pianigiani all’Hapoel Gerusalemme e di Trinchieri a Bamberg. Altrimenti, extrema ratio, dietro la scrivania ci sarebbe un general manager che porta il nome di Renato Pasquali…