È stato il primo colpo di mercato del ds Di Fabio e farà coppia in attacco con l’esperto Nicola Ferrari. In casa Forlì è ora il turno di Niccolò Pozzebon, giovane promessa mai sbocciata, fino ad ora, del calcio italiano.
23 anni compiuti a maggio, scuola Juve, oltre ad un pesante paragone, a 14 anni, con Alessandro Del Piero: «Ma non ci ho mai dato molto peso. Gli accostamenti con Del Piero nascevano forse più per la nostra comune provenienza, essendo anch’io della provincia di Treviso, che per altro».
In biancorosso l’attaccante ritrova il tecnico, Giuseppe Angelini, che più ha amato nelle giovanili (un anno insieme negli Allievi Nazionali della Juventus, ndr), nella speranza che, lavorando ancora insieme, possa completare il suo percorso di maturazione, rilanciando così una carriera che prometteva ben altri palcoscenici. «Uscito dalla Primavera della Juventus non ero ancora pronto per il salto di qualità – spiega –, che quest’anno spero di fare, anche grazie al mister. Il fatto che mi conosca è un vantaggio importante. Qualche treno l’ho perso, però con umiltà sono sceso di categoria, con l’obiettivo di risalire. Se col Forlì ancora meglio. Voglio puntare in alto e non vivacchiare in Serie D».
Il tecnico dicevamo, che una parte importante ha avuto nel suo approdo sotto San Mercuriale. «Conosco Angelini da 8 anni e siamo sempre stati in contatto. Sono stato contento della sua chiamata, mi sono preso una settimana per decidere ed ho detto sì molto volentieri. È stato molto importante per la mia crescita nell’anno trascorso insieme. Avevo altre richieste, ma Angelini è stato decisivo. Anche la piazza, che è importante per la categoria, e la società, di cui mi hanno parlato tutti bene».
A chi gli chiede di descriversi, risponde così: «Sono una punta esterna. Amo giocare l’uno-contro-uno negli ultimi 30 metri, per fare assist e gol». Sugli obiettivi stagionali, personali e di squadra, ha le idee molto chiare: «C’è ambizione e voglia di far bene e puntare in alto. Il gruppo è già affiatato. Come obiettivo personale, da attaccante, vorrei raggiungere e superare la doppia cifra. L’anno scorso, ad Arzachena, ne ho realizzati 8 in 25 partite, come media ci saremmo stati. Dai primi allenamenti le impressioni sono molto buone, nonostante che all’inizio sia sempre più difficile farsi un’idea, soprattutto da neo arrivati».