Il ritorno del Sindaco: “Pronto a riconquistare l’affetto di Forlì”

Nell’usuale modalità via web, la Pallacanestro 2.015 al gran completo – il Presidente della Fondazione Giancarlo Nicosanti, il diesse Renato Pasquali e il coach Sandro Dell’Agnello – danno il bentornato all’ala toscana, classe ’88, Nicola Natali, colpo del mercato estivo forlivese. Una sorta di consegna delle chiavi cittadine per il Sindaco, amatissimo in terra di Romagna e già investito dell’onore e onere di jolly tecnico-tattico nello scacchiere Unieuro.

Si tratta di un arrivo importante – attacca il Presidente, Nicosantiperché Nicola non è solo un ottimo giocatore ma è anche una grande persona. Ricordo quando arrivò a Forlì – io allora ero soprattutto un tifoso – che entrò subito nei nostri cuori per l’indole e la passione. Quando abbiamo iniziato a pensare alla squadra per la prossima stagione, col coach e Pasquali ci siamo detti di cercare prima di tutto uomini, professionisti capaci di ricreare lo spirito di gruppo dello scorso anno. E’ stato semplice pensare subito a Nicola. Non si conquistano le folle con le statistiche ma con le tante piccole cose che si fanno in campo. Ora speriamo di avere presto il via libera agli allenamenti e di poter programmare la ripartenza del campionato. Purtroppo la situazione resta complessa.

Non avendolo mai incrociato in carriera ho dovuto studiare Nicola da zero – spiega Pasqualima ho impiegato poco a innamorarmi di lui e capire che era quanto cercavamo. Il grande affetto che a Forlì c’è per lui insieme alle sue doti tecniche, il suo valore, ne fanno la migliore operazione possibile per la PF. Mano a mano che sveliamo i tasselli del roster mi sembra evidente che anche l’anno che sta per cominciare ci vedrà protagonisti, pronti per far benissimo.

Una lettura del giocatore sposata al 100% da Sandro Dell’Agnello che Natali già allenò proprio a Forlì nella travagliata (economicamente) quanto felice (tecnicamente) stagione 2012-2013, finita al 4° posto con l’accesso ai play-off. “Ho voluto fortemente Nicola perché è il modello di giocatore che lavora sempre e solo per il bene della squadra. Lo dico chiaramente: è una fortuna averlo con noi. Giocherà da 4 perimetrale per aprire il campo, in una maniera speculare a quanto facevano Ndoja e Petrovic. Difensivamente, beh, potremo sbizzarrirci, sarà un valore aggiunto.

Nicola, sulle ali dei ricordi…

Di Forlì ho tanti ricordi belli, sono stati due anni speciali, da lì è partira la mia carriera. Era la prima volta in A2, ero giovanissimo e inesperto. Nonostante mi avessero detto che Forlì era una piazza difficile, molto esigente, riuscì a farmi valere e vedere per quello che ero. Ricordo che durante l’ultima mia stagione, nel momento di difficoltà economica, di fronte al consiglio di trovare un’altra squadra, Sandro ci rinchiuse in spogliatoio, prima per confermarci la sua stima anche se ce ne fossimo andati, poi, per chiederci il massimo impegno; che, se fino a quel momento avevamo dato il 100%, da lì in avanti dovevamo dare il 120% per dimostrare chi eravamo. Un momento che ci ha ulteriormente compattato portandoci a raggiungere i playoff.

Che Nicola Natali ritroveranno i tifosi?

Sono cambiato, dopo 7 anni è naturale. Sono maturato, mi sono sposato, ho avuto un figlio. Come giocatore, in particolare, porto con me l’esperienza in A1 di Varese, la pressione di giocare in campi storici come Milano o Cantù, le partite in Europa. I valori invece sono sempre gli stessi: energia, impegno, difesa.

Che cosa, invece, si aspetta Nicola Natali da questa nuova esperienza?

Alcuni mi hanno sconsigliato di tornare in una piazza dove sono già stato: l’idea è che la pressione sia più alta perché le aspettative sono tante… ma per me è uno stimolo ulteriore. Ho sentito tantissimo calore fin dalle prime voci di mercato segno che i tifosi hanno apprezzato l’impegno, l’energia, il gioco di squdra; valori che restano il mio credo. Ripeto, per me, tutto ciò è uno stimolo in più, saprò ri-guadagnarmi questa stima e la fiducia di coach e pubblico. Non vedo l’ora di rimettere piede al Palazzo, risenirfe il grido “fino alla fine i biancorossi”. Se sette anni fa ero un giovane che doveva crescere, oggi dovrò aver doti da leader. Così come i minuti saranno differenti, specie da quelli a disposizione in A1. Giachetti e Bruttini? Un vero lusso averli in squadra. Mi sono già sentito con Davide; la loro esperienza sarà fondamentale, oltre a essere due grandi persone.