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È vero, baseball e Softball sono sport che a primo impatto possono sembrare difficili da capire. Il convincimento di chi scrive, tuttavia, vuole smentire questa credenza e fare forza ai lettori: il softball è uno sport bellissimo, capace di appassionare tutti. Essendo anche il sottoscritto un principiante in materia, vi posso rassicurare: dopo le prime partite a cui assisterete potrete già capire come si muovono le giocatrici del Softball Forlì, con un pizzico di pazienza comprenderete i meccanismi di gioco e qualche regola particolare. Prima che possiate assistere in prima persona ad una partita presso il Polisportivo Buscherini – non sarebbe una cattiva idea iniziare oggi, sabato 14 aprile, con il primo match di Coppa Italia, contro il Montegranaro al Polisportivo Buscherini – però, per chi ancora sa poco o nulla a riguardo, proponiamo qui una piccola sintesi delle regole principali del gioco.


Come già saprete, baseball e softball differiscono sotto alcuni aspetti. Il primo è uno sport prevalentemente maschile, mentre il secondo è giocato in particolare dalle ragazze.


La prima cosa che salta all’occhio sono le dimensioni del campo, più grande nel baseball, mentre nel softball è più piccolo.


La peculiarità tecnica più evidente, se si opera un raffronto tra le due discipline, è senz’altro la tecnica del lancio. Nel baseball il lanciatore effettua un gesto “dall’alto”, mentre nel softball la lanciatrice lo svolge “dal basso”, con un tipico movimento rotatorio.


Come forse già saprete, una partita è composta da sette inning (o riprese). Una ripresa termina quando una squadra si è alternata sia in attacco (battuta) che in difesa. In fase difensiva sono presenti in campo 9 giocatrici. In fase offensiva, invece, si effettua una battuta a testa.


Lo scopo del gioco è quello di segnare almeno un punto in più degli avversari alla fine dell’ultimo inning. Un punto si segna effettuando una battuta valida e correndo su tutte e 4 le basi, toccando infine la casa base, punto in cui è stata effettuata la battuta.


Il turno in battuta di una squadra termina quando vengono eliminate tre giocatrici. Se riesce ad effettuare una battuta, una giocatrice è eliminata in due casi: 1) quando la sua battuta viene presa al volo; oppure 2) quando dopo una battuta valida, cioè dopo che la palla tocca l’interno del campo, questa viene tirata in prima base dalla difesa prima che la giocatrice che ha battuto raggiunga tale traguardo. Una battitrice può raggiungere la prima base facendo una valida, ma anche nel caso in cui la lanciatrice avversaria le conceda quattro lanci “ball” ossia un cattivo lancio fuori dalla zona strike e, infine, anche se la battitrice viene colpita dal lancio del pitcher.


Al contrario, se la lanciatrice riesce ad effettuare tre lanci in zona strike (zona compresa tra le spalle e le ginocchia di chi batte, posizionata sopra la proiezione verticale della casa base), la battitrice è eliminata.


Per quanto riguarda i singoli ruoli, ovviamente durante la fase difensiva, troviamo:

Il pitcher (lanciatore) – Colei che deve lanciare la palla alla propria ricevitrice, cercando di fare “strike” ed evitando la battuta del battitore che attacca. Il suo scopo è quello di non fare battere e quindi non fare correre sulle basi l’avversario, oppure di farlo battere male, in modo tale che venga eliminato.

Il ricevitore – E’ la giocatrice che, dotata di tutte le protezioni necessarie, attende il tiro della propria lanciatrice, consigliandole il tipo di lancio migliore da fare poiché ha una visione totale sul campo.

Gli interni – Sono 4 e sono il “prima base”, “seconda base”, “terza base” e l’”interbase”. Sono le giocatrici disposte sulle basi in attesa di prendere al volo un eventuale battuta. L’interbase è posizionata tra il secondo e il terzo cuscino.

Gli esterni – Sono 3 e sono l’“esterno destro”, “esterno centro” e “esterno sinistro”. Posizionate verso il fondo del campo, hanno il compito di fare loro le palle battute lunghe.


Esistono numerose convinzioni affrettate riguardanti il gioco del softball (o anche del baseball). Ad esempio che si tratti di uno sport lento oppure di difficile comprensione a causa delle regole particolari che lo caratterizzano. A ben vedere, neghiamo questo tipo di opinioni: con riguardo alla prima opinione si può affermare come durante una partita in realtà non esistano momenti morti. Se ci sono dei corridori sulle basi, tutti i giocatori devono prestare attenzione a 360 gradi, poiché dopo una battuta coloro che attaccano possono anche riuscire a rubare una base, spostando l’attenzione del gioco non più solo sulla zona lancio-battuta. Per ciò che riguarda il regolamento invece, di certo non si può obiettare che sia uno sport mentale. Ma questo risulta senz’altro un pregio facile da apprezzare. Occorrono tanta lucidità, visione di gioco e velocità di ragionamento. E’ un gioco che vive di particolari, dove un piccolo errore può fare la differenza, e per questo motivo agli spettatori a cui piacciono simili caratteristiche questo gioco non potrà rimanere indifferente. Gli amanti del calcio forse rimarranno stupiti, ma uno dei calciatori più grandi di tutti i tempi ha riconosciuto l‘importanza del baseball nello sviluppo delle proprie capacità atletiche e motorie di base. Stiamo parlando di Johann Cruijff, che prima di diventare un campione del football ha vestito la maglia della nazionale olandese di baseball under 15 come ricevitore. Il fenomeno purtroppo scomparso nel 2016 nella sua autobiografia svela: “Dal baseball appresi aspetti che poi mi sarebbero stati utili nel calcio: lo sguardo globale e il pensare in anticipo. Da ricevitore, sei tu a determinare il lancio del lanciatore, perché sei tu ad avere la visione totale del campo e non lui”. E ancora: “Nessun allenatore mi ha mai detto che dovevo sapere dove calciare la palla prima di riceverla; ma quando cominciai a giocare da professionista, quello che avevo imparato nel baseball riaffiorò spontaneamente e divenne il mio punto di forza: la visione di gioco totale. Il baseball è uno sport che un giovane talento può affiancare alla sua preparazione, visti i molti parallelismi con il calcio. Sono importanti l’accelerazione, la gestione delle scivolate, la percezione degli spazi, la capacità di pensare in anticipo e molti altri ancora.” (Da «Johan Cruyff, la mia rivoluzione/l’autobiografia», Bompiani editore).

Si ricorda a tutti i lettori e appassionati il prossimo appuntamento della Poderi dal Nespoli Forlì: oggi, sabato 14 aprile, in casa presso il campo del Polisportivo Buscherini andrà in scena la prima partita ufficiale valevole per la prima giornata di Coppa Italia, contro Montegranaro gara 1 alle ore 17 e a seguire gara 2! Non mancate!