Da quest’oggi, martedì 10 marzo, non esistono più distinzioni tra ‘zone rosse’ e ‘zone arancioni’. L’Italia intera è stata infatti dichiarata ‘zona protetta’ nella sua interezza, con le misure stringenti predisposte dal Dpcm dell’8 marzo che vengono estese a tutto il territorio nazionale fino al 3 aprile. L’emergenza coronavirus, del resto, è oramai diventata una priorità assoluta per tutto il Paese e come tale va ‘combattuta’ da nord a sud unendo le forze come mai fatto prima.
Anche il nostro ‘piccolo’ mondo sportivo, così, è costretto (giustamente) a chinare il capo, dal momento che il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri va a impattare direttamente sullo sport praticato. Una necessità quanto mai inevitabile.
Il ‘nuovo’ Dpcm in vigore già da queste ore afferma dunque che “sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Coni e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai Giochi Olimpici o a manifestazioni nazionali e internazionali.”
E ancora, “resta consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico. In tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del Covid-19 (…). Lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro”.
Dopo settimane di continui capovolgimenti di fronte, ‘giravolte’ varie ed assortite tra rinvii last minute e porte chiuse, dunque, per venti giorni abbondanti non se ne riparlerà più. Tali disposizioni, infatti, “sono efficaci fino al 3 aprile 2020” e fino ad allora dovremo mettere in pausa la nostra passione più grande, lo sport. C’è ben altro a cui pensare, purtroppo.