‘Oltre la cabala ed i sentimenti, per battere la storia!’. Si potrebbe sintetizzare così il pre-partita di mister Paci, in vista del derby casalingo di domenica (fischio d’inizio alle ore 14.30; dirigerà l’incontro Angelo Tomasi di Lecce, Paolo Vitaggio di Trapani e Luca Mocci di Oristano gli assistenti), quando al “Morgagni”, per la 12ª giornata, salirà l’agguerrita ed ostica Savignanese, dei tanti ex, sia in campo che dietro alla scrivania. La formazione di Oscar Farneti (un quasi ex allenatore biancorosso, a maggio 2009) vanta infatti una recente tradizione positiva sul campo forlivese e verrà, come suo solito, a vendere cara la pelle.
Oltre al tecnico, anche il portiere classe 2001 Sergio Mordenti ed il centrocampista Mirko Spighi, vestiranno i panni degli ex e vorranno dimostrare tutto il loro valore. Quello che da dietro alla scrivania rappresenta, aggiunto come esperienza e carisma, Franco ‘Totò’ De Falco, indimenticabile bomber del Forlì nella stagione sportiva 1979/80, targata Chinesinho, che arrivó a sfiorare la serie B! Infine per ‘battere la storia’ perché, in caso di vittoria, i Galletti salirebbero a quota 17 e migliorerebbero, per la prima volta negli ultimi due anni, il proprio score a parità di giornate.
Tutto questo per arricchire di argomenti una conferenza che, comunque, ne avrebbe già abbastanza di suo. Il tecnico biancorosso non si sottrae infatti alle domande dei giornalisti, mettendo però subito una cosa in chiaro: «Non ci importa migliorare alla 12ª, perché a noi interessa solo il domani. A noi interessa giocare sempre per vincerne il più possibile, salvarci il prima possibile e costruire qualcosa di valido e solido per il futuro».

Con queste premesse, i concetti poi esposti dal tecnico assumono una luce decisamente interessante, in tutti i sensi. A partire da Bonandi, colui che nell’immaginario dei tifosi forlivesi doveva e dovrebbe ‘accendere’ la famosa ‘scintilla’, recentemente invocata dall’allenatore stesso, ma che fino ad ora non è sembrato ancora all’altezza delle sue possibilità. Almeno fino a domenica scorsa ad Alfonsine. A chi gli chiede a che punto il giocatore sia, del suo recupero fisico, Paci risponde in modo convinto.
«Sì, domenica scorsa mi è piaciuto ed è entrato in partita molto bene, mettendosi nel centro del gioco, volendo il pallone sui piedi e facendo molto, magari sbagliando anche, ma ricercando sempre la giocata giusta, positiva e propositiva. Purtroppo ad inizio stagione non si è potuto allenare con continuità, per alcuni problemi fisici, ed ha faticato ad adattarsi al nuovo metodo d’allenamento. Ultimamente però abbiamo deciso di farlo allenare, fin dal martedì, con carichi pesanti e nelle ultime 3 settimane lo sta facendo bene, con intensità, ed in campo si vede».
Modulo e giocatori: un tema sempre ampiamente dibattuto, sia fra i semplici sportivi e tifosi, che fra gli addetti ai lavori a vario titolo, giornalisti, dirigenti e soprattutto tecnici. Paci dimostra d’avere le idee molto chiare in merito, rispondendo in modo molto intelligente ed andando contro corrente rispetto a tanti colleghi, anche più illustri.
«L’allenatore bravo costruisce il modulo a seconda dei giocatori a disposizione e non viceversa. Lo deve fare a maggior ragione in categorie come la serie D, dove quasi mai si può fare un mercato mirato alle esigenze tattiche. Faccio questo mestiere da pochi anni, ma soprattutto qui a Forlì ho capito una cosa molto importante: non ci si può fossilizzare su un unico modo di giocare e soprattutto non lo si può imporre a prescindere, perché in campo vanno poi i giocatori, sono loro i protagonisti e gli interpreti principali. Il modulo deve invece servire al tecnico per nascondere i loro difetti e farli rendere al meglio. È stato per me, che sto imparando, un grande insegnamento».
Cosa dovrà fare, in sostanza, il Forlì per battere la Savignanese?
«Dovrà scendere in campo e giocare con leggerezza. L’ho chiesto ad inizio settimana ai ragazzi e loro lo hanno fatto benissimo, con intensità, tutti i giorni. Alla domenica si gioca come ci si è allenati, io almeno la vedo così. Giocare con leggerezza però non significa con ‘superficialità’, ma con gioia ed intensità, per tutti i 90’, anche se al momento ancora non ci riusciamo pienamente. Solo così potranno venire fuori le nostre qualità».
Confortanti, infine, le notizie provenienti dall’infermeria forlivese. Sì, perché per Eric Biasiol si tratta soltanto (fortunatamente) di stiramento muscolare e non di strappo, come inizialmente temuto: per lui tre settimane di stop. Fermo ai box anche Filippo Baldinini per un ‘semplice’ affaticamento, al pari di Saverio Pellecchia, fermato da un dolore muscolare alla schiena. Prosegue spedito senza intoppi, intanto, il lavoro di recupero del lungodegente Santiago Minella: per l’attaccante argentino il ritorno in campo è previsto tra non meno di due mesi circa.
I CONVOCATI
De Gori, Baldassarri
Marzocchi, Sedioli, Ferraro, Gkertsos, Zamagni, Vesi, Galanti
Favo, Albonetti, Ballardini, Pop, Carlucci, Pastorelli, Buonocunto
Bonandi, Souare, Gomez, Zabre, Pacchioni