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Giornata davvero campale, quella di venerdì, per la serie A italiana di basket. Con l’assemblea di Lega che, di fatto, ha già ‘disegnato’ per intero la stagione 2020/21. Emergenza sanitaria permettendo, certo, ma la premessa di tutto, pur senza essere ancora entrati nel merito, è certamente la disputa delle partite a porte chiuse perlomeno nei primi mesi di campionato.

Così, la massima serie cambierà di nuovo il proprio format, con l’atteso ritorno al numero pari di partecipanti (lo scorso anno erano 17) a 18 squadre. Se tutte le aventi diritto si iscriveranno (ma attenzione a Pesaro…), dunque, ci sarà ‘solo’ un ripescaggio dalla serie A2: Torino.

LBA, infatti, ha individuato nei piemontesi “la società che ha totalizzato il punteggio più alto nel ranking delle aspiranti società” e “potrà iniziare il percorso per ottenere l’ammissione” al campionato. Stefano Sardara, presidente di Torino (e Sassari: per questo nelle prossime settimane il club piemontese passerà di mano), non attendeva altro. Sarebbe poi interessante, oltre che ‘limpido’, pubblicare tale ranking, stilato in base a risultati sportivi dell’ultima stagione ma anche e soprattutto a storia, impianto e bacino d’utenza. Ma questo è un altro discorso.

Invece, nel caso in cui Pesaro optasse per il riposizionamento al piano di sotto, ecco che si aprirebbe un altro ‘slot’ per un club di A2. A quel punto potrebbe tornare immediatamente in ballo Ravenna.

Un po’ di date. La serie A scatterà ufficialmente il 27 settembre, un ‘normale’ campionato con partite di andata e ritorno prima dei playoff. A dispetto delle voci circolate negli ultimi giorni, ci saranno anche regolari retrocessioni, da capire però se una oppure due. Prologo di tutto, a fine estate, è l’innovativa Supercoppa, che inizierà il 29 agosto e vedrà coinvolti tutti i 18 club. Insomma, il pallone tornerà a rimbalzare prima del previsto.

Stessa cosa non può però ancora dirsi per il ‘pianeta LNP’. Quasi fisiologicamente la serie A2 vive infatti ancora nell’incertezza totale, in attesa di capire come le varie realtà potranno ripartire (se tutte saranno in grado di farlo) e di maggiore chiarezza dal piano di sopra. Non a caso nelle ultime settimane il filo tra LBA e LNP è stato diretto come mai prima.

Anche perché i club di A2 dovranno innanzitutto conoscere nei dettagli la formula di svolgimento della serie A. Riallacciandoci alla bozza di cui sopra, attualmente al vaglio della FIP: ci saranno le solite due retrocessioni o soltanto una?

Nel caso ‘scendessero’ i soliti due club, il problema non si porrebbe nemmeno, dal momento che le promozioni in A2 resterebbero due. Se invece dovesse retrocedere una sola squadra (ipotesi fortemente caldeggiata nelle scorse ore, a ‘supporto’ di problemi economici assortiti; in realtà pare stia logicamente perdendo un po’ quota), dall’A2 le promozioni potrebbero essere una – in modo da mantenere le 18 partecipanti – oppure addirittura tre – col campionato 2021/22 quindi a 20 squadre. Ai limiti del masochismo.

Siamo ai primissimi vagiti del nuovo campionato, come si può facilmente cogliere da questo quadro. Ma una piccola fiammella di speranza continua ad ardere, in quanto anche nella prossima stagione l’A2, condita da almeno un paio di scambi di titoli, dovrebbe proseguire con le 28 partecipanti divise tra Est e Ovest. Perlomeno, questa è la speranza e l’obiettivo che si andrà perseguendo nelle prossime settimane, al netto di vari contesti certamente non in massima salute.