Lo andiamo scrivendo oramai da settimane, con lo scorrere delle settimane e la firma di decreti su decreti si fa un incubo sempre più concreto: il campionato 2019/20 di serie A2 di basket è destinato alla sospensione definitiva a metà dell’opera. Chiusi tutti i campionati regionali, chiuso (notizia dell’ultim’ora) il campionato di serie B, oramai la categoria ‘marchiata’ Lega Nazionale Pallacanestro è legata a doppio filo ai destini della massima serie. Se ripartiranno le big nazionali, allora potrà ripartire anche la corsa della ‘nostra’ Forlì al piano di sotto.
Già, perché le due categorie della palla a spicchi nazionale nelle ultime settimane, di fatto, hanno saggiamente deciso di intraprendere la stessa strada. Facendo fronte comune in un tavolo congiunto tra LBA e LNP, sotto l’attenta ‘sorveglianza’ della FIP, che sta valutando e valuterà innanzitutto la situazione relativa alla ripresa dell’attività agonistica. Ma porterà avanti anche discorsi riguardanti eventuali ‘interscambi’ estivi tra le due serie. Una sorta di promozioni e (auto)retrocessioni pilotate, tra club di serie A2 desiderosi di lanciarsi nel mare magnum della massima serie (ma solo in caso di disponibilità di posti: Petrucci & Gandini e soci sono intenzionati a tornare alle 16 squadre da subito) e società del piano di sopra (voci accreditate narrano di almeno 3-4 piazze) che preferirebbero un genuino riposizionamento ad annate lacrime e sangue dal punto di vista economico. Ma lanciarsi oggi in avventate ipotesi è quanto mai azzardato.
La serie A2, del resto, proprio come la serie A, pare destinata ad una neutralizzazione del campionato senza verdetti, nonostante temporeggiamenti e speranze assortite. Sono stati rinviati Torneo Preolimpico e Giochi Olimpici, si potrebbe contare su un orizzonte temporale più ampio, è vero, ma nulla è cambiato sul fronte date: i campionati dovranno terminare entro il 30 giugno. Per motivi contrattualistici, di mercato e programmazione della prossima stagione, spesso anche per convenienza. Senza sottovalutare, infine, il fattore-palasport: scendere in campo a luglio, in palestre da 50°c spesso senza impianti di condizionamento, sarebbe davvero troppo. Per non parlare, poi, delle problematiche legate al rientro degli americani: una volta sbarcati di nuovo in Italia, finirebbero immediatamente in quarantena. Scontata la possibilità di ‘spendere’ altri visti rispetto ai due a disposizione, d’accordo, ma resterebbe un disastro abnorme.
Va detto che il nuovo Dpcm, entrato in vigore proprio in queste ore con ulteriori strette sugli allenamenti dei professionisti (vietato ogni tipo di attività agonistica e allenamento di ogni sport fino al 13 aprile prossimo), cambia poco e nulla per la pallacanestro. Nessuna società si sarebbe sognata di ‘lanciare’ i propri atleti in palestra per lavori di preparazione atletica. Ci aveva provato la Virtus Bologna un paio di settimane fa, prima di tornare prontamente sui propri passi dopo pochissime sedute individuali. Ma sono le prospettive di ulteriori divieti successivi al 13 aprile a far tremare fortemente il ‘sogno’ di tornare ad allenarsi a inizio maggio. Il che significherebbe stagione conclusa anzitempo.
Insomma, tutto estremamente liquido ma maledettamente reale e concreto. Pietro Basciano, presidente LNP, non esita a gettare acqua sul fuoco (a quanto pare 7 club di serie A2, di cui soltanto 2 del girone Est, spingono forte per ufficializzare già la sospensione del campionato), ma prima del Consiglio Federale del 15 aprile (quello sì uno spartiacque vero e proprio) si conoscerà la verità. La prossima settimana i club di massima serie si dovrebbero infatti ritrovare nuovamente in conference call, altrettanto farà LNP con la probabile convocazione di un nuovo Consiglio Direttivo ed è inevitabile che i due organismi finiscano per ‘parlarsi’ e coordinarsi tra loro.
Tra pochi giorni, in un senso o nell’altro, si scrive la storia. E, in fondo, se la Lega non accettasse l’ultima spiaggia delle ‘porte chiuse’, qualsiasi tipo di discorso sarebbe superfluo.