Si ferma in finale la splendida corsa della Pallacanestro 2.015 Forlì alle Final Eight di Supercoppa. Una corsa che resterà ugualmente ‘scintillante’, nonostante il ko subito per mano di Scafati, che ha restituito a tutto l’ambiente biancorosso un’idea di squadra davvero importante e sostanziosa. Sotto tutti i punti di vista. Oggi ancor di più, considerando che Landi e Bolpin hanno davvero gettato il cuore oltre l’ostacolo per stare in campo uno 24′ e l’altro 26′. Ma anche e soprattutto poiché coach Dell’Agnello ha dovuto fare i conti con le assenze dei ‘soliti’ Giachetti e Bruttini a cui si è aggiunta anche quella di Roderick, fermato da un problema all’anulare della mano destra (solo un brutto colpo, per fortuna, nulla di rotto).
Una situazione piuttosto complicata in cui districarsi, senza le due punte di diamante offensive, in cui Forlì se l’è comunque cavata più che egregiamente, lottando con le unghie e con i denti fino al 39’. Reagendo alla grande a un inizio di partita a dir poco da dimenticare, in un primo quarto da 8-29. Insomma, l’Unieuro – premiata poi a fine partita col premio di miglior Under 21 della competizione (Luca Campori) e dal miglior ‘bomber’ della finale (Yancarlos Rodriguez) – esce non a testa altissima, ma decisamente di più, da questo torneo pre-stagionale.
Avvio di gara col freno a mano. Difesa forte da una parte, difesa altrettanto possente dall’altra, le due squadre procedono a braccetto nei minuti iniziali, quando, con l’Unieuro già in bonus dopo soli 3’05”, la tripla di Benvenuti del 4-8 (4’40”) prova a rompere un po’ gli equilibri. E ci riesce, perché Forlì, nel volgere di pochi possessi, entra in ‘trance’ e non riesce a porre argine alle sortite avversarie. Attacco completamente bloccato, difesa in bambola: due triple consecutive di Culpepper fanno volare Scafati in doppia cifra (6-16), col valzer che prosegue poi senza eccessivi patemi anche nel resto della prima frazione. ‘Parzialone’ di 2-19 e per Forlì, che perde possessi (4) ed è imprecisa in lunetta (0/4), è notte fonda: il primo parziale si chiude sul +21 (8-29). Musica che non cambia nemmeno in apertura di secondo quarto, con il vantaggio di Scafati che continua ad attestarsi attorno al +20 (10-31, poi 16-35 a 2’25”). L’Unieuro, però, esce dal torpore e tenta di rimettere la gara sui binari giusti. Rush e Landi aggiustano la mano ai liberi, Rodriguez sigilla un parziale di 8-0 e i biancorossi si riavvicinano a -11 (24-35, 14’). Il ritorno in campo di Charles Thomas, però, è un lampo nell’attacco Givova: gioco da quattro punti prima, canestro fantascientifico in caduta poi, e Forlì viene tenuta a distanza di sicurezza (27-41). Elastico nel punteggio nella seconda metà del secondo quarto: Rodriguez e Landi segnano il -10, poi due brutti possessi gettati al vento la ricacciano indietro (33-48). Il ‘solito’ ex Pistoia, subito prima della pausa lunga, corona un ottimo secondo quarto da 30 punti biancorossi con due canestri che ridanno speranza (38-50).

Al ritorno dagli spogliatoi, del resto, la difesa forlivese torna a far la differenza e si conferma più che mai presente in partita. Scafati non riesce a trovare la via del canestro dal campo (solo un 2/4 di Thomas dalla lunetta), mentre Rush e Rodriguez martellano dall’arco (tre triple) e a 25’40” l’Unieuro riapre magicamente la partita con la solita ‘garra’ e spirito guerrigliero: a -5, sul 47-52, tutto può ancora succedere. Benvenuti dà verve all’attacco campano, dopo 6’25” nel terzo periodo arriva il primo canestro su azione con Thomas e Scafati respira (47-58). Il quarto fallo comminato a Charles Thomas scombina però ancora una volta i piani gialloblù, anche perché Bolpin trova ritmo sul fronte offensivo e, con una bomba in apertura di ultimo periodo, porta nuovamente Forlì a -5 (58-63) regalando ai suoi 10’ tutti da vivere. L’ingresso in campo di Musso, però, suona purtroppo il de profundis ‘anticipato’ per la PF. Break di 0-8, con 5 punti dell’italo-argentino e una tripla di Rossato, e Scafati scappa via sul +13 (58-71) con 6’50” ancora da giocare. Forlì non molla, continua a difendere forte e a rendersi pericolosa con Landi (65-73, -3’40”), ma non riuscirà ad andare oltre il -7 (bomba di Campori per il 68-75) e il trofeo prende la strada della Givova di coach Alex Finelli.
Unieuro Forlì – Givova Scafati 69-78
(8-29, 38-50, 55-63)
FORLÌ – Rodriguez 7 (1/5, 4/10), Landi 17 (2/6, 3/8), Rush 12 (3/8, 2/4), Bolpin 12 (3/4, 1/3), Campori 5 (1/2, 1/1), Babacar 3 (1/2), Dilas 2 (1/3), Natali 1 (0/2, 0/6), Zambianchi, Bandini, Giachetti ne, Roderick ne. All. Dell’Agnello.
SCAFATI – Thomas 18 (6/9, 1/4), Benvenuti 17 (6/8, 1/1), Culpepper 16 (3/11, 3/5), Musso 10 (2/3, 2/3), Cucci 7 (3/6), Rossato 7 (0/2, 1/3), Sergio 3 (0/2, 1/2), Marino (0/5), Sabatino, Festinese ne. All. Finelli.

LE PAGELLE
Natali 5. Sarebbe un’insufficienza ancor più grave, ma la contingenza ci fa essere più buoni. Nella partita in cui dovrebbe prendersi la squadra sulle spalle, manca colpevolmente. Termina con 0/8 dal campo e nessun rimbalzo in 31′, ‘sporcando’ il tabellino solo dalla linea della carità.
Rodriguez 6,5. Soffre come il resto dei compagni l’inizio fisico di Scafati (0/5 al tiro). Ha il merito, però, di non demoralizzarsi e le sue quattro triple (miglior ‘bomber’ della finale) riportano in linea di galleggiamento l’Unieuro.
Landi 7,5. Per continuità il migliore dei suoi: 17 punti in poco meno di 24′. Il suo terzo e quarto fallo (fantasiosi) hanno un peso specifico non indifferente sulle velleità di Forlì, ma resta comunque autore di un grandissimo fine settimana.
Dilas 5,5. Impalpabile il suo contributo offensivo e in finale soffre (come fisiologico che sia) Thomas per i quasi 16′ che sta in campo.
Campori 6,5. Il giocatore c’è, è produttivo anche in attacco (5 punti, tra cui una tripla). Dovrebbe esserlo di più, ma è già un primo passo. Ben 4 rimbalzi offensivi, con un tempismo eccezionale.
Babacar 6. Quasi 7′ sul parquet, 3 punti: molto impegno e abnegazione alla causa.
Rush 6,5. 12 punti in 32′, anche se il fisico gli permetterebbe di fare molto di più ed essere più ‘incisivo’. Una provocazione: è troppo uomo squadra.
Bolpin 7. La sua prima partita ‘vera’ è di buon auspicio per i suoi colori. Fa più di quel che può (26′), infilando 12 punti e tante cose giuste al momento giusto. Porta stabilmente palla.
Zambianchi, Bandini sv
All. Dell’Agnello 8. I miracoli li faceva soltanto uno ed è morto a 33 anni. Anche oggi, però, Sandrokan ne sa una più del diavolo e la sua squadra ha seguito pedissequamente le direttive della panchina.
Valentino Piolanti
GLI SPOGLIATOI
Dell’Agnello festeggia comunque: «Prestazione stoica. C’è rammarico ma non delusione»