Libertas Bleuline, coach Morolli: «Non aspettiamo altro che il 23 gennaio»

Con l’ultimo decreto anti-Covid che mette a forzato riposo tutte le giovanili più la squadra militante in serie C – comunque al lavoro grazie al lavoro ‘online’ degli allenatori –, dando appuntamento a tutti in palestra per il 15 gennaio, in casa Libertas Volley rimane al momento a sudare solo la serie B di coach Morolli, che continua a preparare l’inizio del campionato previsto per il 23 gennaio. Un fulmine a ciel sereno che ha un po’ spiazzato la dirigenza Libertas, da subito al lavoro per dare comunque continuità all’attività.

Chi non si ferma, come detto, è la prima squadra targata Bleuline, che cerchia in rosso il fine settimana di fine gennaio che, salvo ulteriori variazioni, dovrebbe dare il via ufficiale alla stagione. Un campionato che cambia in corsa la sua formula, col girone inizialmente composto da 12 squadre che si spezza a metà. Doppio girone da 6 squadre, con partite di andata e ritorno, e a seguire lo scontro con le altre 6 squadre con gare di sola andata. Il tutto fa 15 partite prima del via dei playoff. Nel mini girone, a parte la Bleuline, sono state inserite Retina Cattolica Volley, Trestina Perugia, Trasimeno Perugia, Bcc Fano e Corridonia.

«Inutile ribadire la particolarità della situazione – attacca Luigi Morolli, tecnico delle forlivesi –. Una situazione anomala, mai vissuta da me, dalle giocatrici, dalle altre squadre. Sono contento, molto soddisfatto del lavoro che stiamo svolgendo. Le ragazze sono intense, presenti, fisicamente stiamo discretamente, ma è innegabile quanto tutti noi iniziamo a sentire la mancanza della partita, della competizione. Questa situazione se non altro ci ha dato tempo per assemblarci, essendo un gruppo praticamente tutto nuovo, per dar modo alle giovani provenienti dalla serie C di calarsi nella nuova realtà. Abbiamo avuto più tempo per il recupero di Eleonora Sopranzetti, ma il bello finisce qui: ora abbiamo veramente voglia di giocare e confrontarci con altre realtà. Sono fortunato ad avere una società presente e un gruppo di collaboratori che mi segue in ogni istante, oltre che ad un gruppo di ragazze che lavora con spirito ed intensità. Certo che anche per loro è strano. Manca lo spogliatoio, la pizza dopo gli allenamenti, ed è giusto concedere loro qualche momento di svago e chiaccherata magari nell’arco dell’allenamento».

In tutto ciò, in tempi così ‘dilatati’, c’è anche tempo per studiare le altre squadre? «Sinceramente avevo iniziato a farlo – prosegue Morolli –, poi tutti questi stop mi hanno fatto perdere un po’ di contatti. So che c’è chi, come noi, non si è mai fermato, ma anche chi è stato costretto a sospendere tutto. Questo fa sì che si tratterà di un campionato molto pazzo, ci vorrà anche fortuna nello stare meglio possibile quando finalmente si giocherà. Allenarsi tanto aiuta e molto nell’intensità, ma mentalmente non è mai come la partita. Ecco perchè non so dire esattamente a che punto siamo, poiché manca sempre il confronto con le avversarie. Corridonia e Trasimeno, entrambe con noi nella prima fase, avevano allestito roster importanti, ma al momento non ho altre notizie».

Questa formula accorciata penalizza o aiuta squadre che, come Forlì, puntano a stare nelle cosidette zone alte? Morolli non ha dubbi: «A mio parere, nel lungo la squadra più forte la spunta quasi sempre. Accorciando hai fondamentalmente meno tempo per rialzarti se cadi, anche se, ripeto, sarà tutto talmente variabile che è difficile fare pronostici. Di certo noi ci siamo, siamo carichi e convinti di poter far bene. Siamo contenti di poter comunque essere in palestra. Credo sia un priviligio in questo momento».

A questo punto, dunque, non resta che attendere il 23 gennaio prossimo. «Per tutti i motivi del mondo, penso e spero sia finalmente la ‘vera’ data di inizio del campionato – conclude il tecnico –. Innanzitutto vorrebbe dire che ci si riavvicina ancor di più alla normalità, che le cose vanno meglio. Pallavolisticamente parlando, credo che nessuno potrebbe sostenere un ulteriore rinvio. Per i tempi, ma anche per i costi, per gli sforzi che le società stanno sostenendo da mesi a questa parte. Per cui guardiamo avanti con ottimismo e fiducia».