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Ferrara, Scafati, Napoli: tutte le big hanno pagato pegno in via Punta di Ferro. Anche la corazzata partenopea è infatti stata costretta ad allargare le braccia e lasciare il passo al carrarmato Unieuro, in trionfo 89-80. PF che si aggiudica così lo scontro diretto al vertice, infila l’ottava vittoria consecutiva e mantiene la propria imbattibilità stagionale. Una sfida davvero deliziosa e ricca di contenuti tecnici, quella andata in scena all’Unieuro Arena, che ha rispettato in pieno le attese della vigilia. Estremo equilibrio sul parquet, in una sfida a strappi, fatta di break e contro-break dalla palla a due alla sirena. Alla fine, però, il colpo grosso lo ha fatto Forlì, che ha fatto la differenza negli ultimi 4′ di gioco mettendo maggior intensità ed energia rispetto agli avversari. Ma anche e soprattutto giungendo ai possessi decisivi con una lucidità di gran lunga superiore. Cinque uomini in doppia cifra, costanza e determinazione per tutti i 40′: un successo di squadra, un successo da grande squadra.

Pronti, via e Napoli è subito caldissima. Dalla lunga distanza gli uomini di Sacripanti colpiscono a ripetizione (tre triple di fila) e confezionano un break di 0-11 che vale il +9 dopo appena 4’ di gioco. Dell’Agnello getta in partita i ‘suoi’ veterani e la musica cambia. Giachetti inventa, Bruttini realizza e dispensa autentiche perle di pallacanestro Con la bellezza di 8 punti segnati dal lungo senese (saranno 10 al 10’), l’Unieuro accorcia e poi mette la freccia (14-13, 7’15”), arrivando fino al +4 con Rush (20-16) a chiusura di un break complessivo da 15-3. Momento positivo dei biancorossi di casa che non è rovinato nemmeno dal terzo fallo di Roderick in apertura di ultima frazione (due falli nei 2’ iniziali per l’ex del match). Sì, perché dopo i primi punti della partita di Marini (24-24), prima Giachetti e poi una fiammata improvvisa di Rush – 6 punti ‘filati’ per lui – fanno volare via Forlì fino alla doppia cifra di vantaggio: +11, sul 37-26, con un parziale di 13-2 fatto di precisione e accortezza offensiva, energia e attenzione nella metà campo difensiva. Va detto che anche Napoli ci mette del suo, con un egoismo forse un po’ troppo accentuato e conclusioni affrettate e non propriamente precise. Dopo l’ennesima persa azzurra (ben 10 nel primo tempo), così, tocca al ‘solito’ Monaldi caricarsi sulle spalle i suoi e tirarli fuori dalle secche. Rebus irrisolto per l’Unieuro (a quota 16 alla pausa lunga), il playmaker ex Pesaro muove la retina con la quarta tripla del suo primo tempo per il sorpasso Napoli (38-39 a 18’20”) a chiusura di un contro-break di 1-13. Esaurite le scariche iniziali e con Roderick seduto per tutto il secondo parziale per problemi di falli, Forlì fatica a ritrovare la retina prima del rientro negli spogliatoi e rimane a galla dalla lunetta (44-44).

Mani caldissime da una parte, mani altrettanto bollenti dall’altra: l’avvio di secondo tempo è all’insegna dei ritmi elevati e, in particolare, da canestri da dietro l’arco. Iannuzzi e Lombardi danno un minimo vantaggio a Napoli (44-49), i biancorossi rispondono per le rime con tre triple che non consentono agli avversari di prendere il largo (53-55, 23’30”). Anzi, Forlì, alternando difesa a zona e a uomo, manda in panne diversi attacchi partenopei e sopravanza gli avversari col canestro di Roderick (59-55, 25’15”) con l’ennesimo parziale della gara. Spenti i terminali offensivi napoletani, il momento positivo prosegue: a 28’10” Rush, particolarmente prezioso, porta i suoi sul +7 (67-60). Nel complesso, abbassando ritmo e ‘corsa’, la PF sigilla un break di 17-5. Certo è che la Ge.Vi è tutt’altro che morta. I primi minuti dell’ultima frazione, infatti, sono tutti di marca partenopea, che colleziona agevoli sottomano e con Monaldi – che continua a colpire dalla lunga: 6/8 – sorpassa nuovamente l’Unieuro: 69-71 a 32’10”. Quarto fallo a Roderick – di lì in avanti non più protagonista in senso stretto –, Forlì si affida a Bruttini, ancora particolarmente efficace: gioco da tre punti, quindi canestro in avvitamento e i padroni di casa sono di nuovo avanti (76-73 con meno di 5’ da giocare). La squadra di Sacripanti si ‘innervosisce’, getta al vento possessi e un paio di facili canestri, mentre l’Unieuro è particolarmente sul pezzo e approfitta di ogni occasione. Dal +1 dopo il cesto di Parks, la tripla di Giachetti fa esultare la PF: 83-75 a corollario di un 7-0, quando mancano appena 1’45”. Due rimbalzi offensivi ‘condivisi’ tra Rush e Natali, poi, sono fondamentali per una Forlì che ora ‘cavalca’ l’entusiasmo. Il 2/2 di Roderick (85-77 a 34’” dalla sirena) è il punto esclamativo sull’ennesima prova di forza che fa tornare l’Unieuro in vetta alla classifica, insieme alla stessa Napoli e a Ferrara ma con due partite in meno.

Unieuro Forlì – GeVi Napoli 89-80
(22-20, 44-44, 69-62)

FORLÌ – Rush 19 (8/10, 1/3), Bruttini 19 (6/7), Giachetti 17 (2/5, 2/4), Roderick 12 (2/6, 1/4), Landi 11 (1/4, 2/5), Bolpin 7 (1/1 da 3), Natali 3 (0/1, 1/3), Rodriguez 1 (0/1, 0/2), Campori, Ndour ne, Dilas ne, Zambianchi ne. All. Dell’Agnello.

Tiri liberi: 27/30 – Rimbalzi: 26, 6 + 20 (Bruttini 5) – Assist: 18 (Giachetti 6)

NAPOLI – Monaldi 24 (3/5, 6/11), Parks 14 (4/6, 2/7), Marini 11 (1/6, 2/3), Iannuzzi 9 (4/6), Lombardi 7 (2/2, 1/1), Uglietti 6 (3/6, 0/2), Sandri 5 (1/1, 1/1), Mayo 4 (0/2 da 3), Zerini (0/1), Grassi ne, Klacar ne. All. Sacripanti.

Tiri liberi: 8/15 – Rimbalzi: 30, 8 + 22 (Parks 7) – Assist: 12 (Monaldi 4)

LE PAGELLE

Rush 7,5. Flirta con il ventello, 19 per lui nei 31 minuti e spicci che rimane in campo, punti equamente distribuiti nell’arco dei 40 minuti: 9 nel primo tempo, nel quale contribuisce al primo non decisivo allungo dei suoi, e 10 nella ripresa. Fondamentali un paio di sue conclusioni nel finale.

Giachetti 7,5. 17 punti per il capitano che non è chiamato agli straordinari semplicemente perché Bolpin si dimostra sintonizzato come non mai scavalcando Rodriguez nelle rotazioni. Nei 27 minuti e mezzo che il numero 5 passa in campo la sua mano è salda e la squadra lo segue nel rientrare in partita dopo il timeout chiamato sul 3-11. Sue anche alcune conclusioni importanti nel finale.

Campori sv. Meno di 3 minuti in campo, una partita da porte girevoli dove il numero 7 entra solo per preservare i compagni più esperti da falli prematuri.

Natali 7. 3 punti, 31 minuti, 1 su 4 dal campo. Sbaglia un paio di conclusioni nel secondo tempo che avrebbero fatto comodo a Forlì per soffrire meno. Ma non gli si può sempre chiedere di cantare in attacco e portare la croce in difesa, difendendo alla morte su gente come Parks, Zerini ma anche Monaldi nel secondo tempo.

Bolpin 7. Partita solida: 20 minuti, 7 punti e 4 rimbalzi. Il suo allenatore gli chiede di limitare Monaldi e lui vi si dedica anima e corpo. Se Giachetti e Roderick non escono dal campo con la lingua fuori, è indiscutibilmente merito di Riccardo.

Landi 7. 22 minuti, 11 punti e 3 rimbalzi. La sua prima conclusione da dietro l’arco indica la via, poi però non ne trova molte altre. Comunque in crescita rispetto alle ultime uscite.

Rodriguez 4,5. Bocciatura senza appello, per oggi, e su tutta la linea. Parte in quintetto, gioca 9 minuti e 8 secondi nel primo tempo dove soffre terribilmente Monaldi, che gli segna 2 triple in faccia. Il -5 di plus/minus che racimola vale più di mille parole. Unica attenuante, un brutto colpo alla spalla (sospetta lussazione) che ha convinto Dell’Agnello a non rischiarlo.

Bruttini 8,5. Entra in campo a metà primo quarto con la squadra sotto di 9 punti e, insieme con Giachetti, cambia la partita e rinfranca i compagni. 10 punti dei suoi 19 finali sono a referto alla prima sirena. Per lui anche 7 falli subiti, 5 rimbalzi e 2 cioccolatini che non mancano mai. Rebus indecifrabile per gli avversari.

Roderick 6,5. 29 minuti mal contati, 12 punti, 6 falli subiti e 5 commessi. Percorso netto ai liberi e molto tempo passato in panchina, soprattutto nella prima frazione, a guardare i compagni. Dopo l’intervallo non perde lucidità e tiene il campo senza strafare anche in una giornata non positivissima.

All. Dell’Agnello 8. Mentre Sacripanti fa installare le porte girevoli sul suo cubo dei cambi per trovare soluzioni per fare sua la posta in palio, lui mischia le difese come il croupier al casinò e il suo tecnico a metà del secondo tempo è un’opera d’arte per fare capire agli arbitri che i suoi giocatori meritano rispetto. Intendiamoci, non ha vinto la partita in quel momento, ma si è dimostrato anche oggi “presentissimo” nelle scelte.

Valentino Piolanti

GLI SPOGLIATOI

Dell’Agnello fa festa: «Forlì, che partita. Accorti e attenti per tutta la gara»