Le festività natalizie della Pallacanestro 2.015 avranno un retrogusto piuttosto amarognolo. Perché l’attesissimo derby del PalaDeAndrè di Ravenna è avaro di soddisfazioni per la compagine forlivese, che ha ceduto senza colpo ferire per 86-73 in un match completamente da dimenticare. Passivo sin troppo generoso per i biancorossi, mai realmente in partita e sempre costretti a inseguire sin dalla palla a due. Decisivo, di fatto, lo scatto ravennate a inizio secondo quarto, quando l’OraSì si è brillantemente portata sul +10 attestando poi il proprio vantaggio sempre intorno alla doppia cifra. Forlì, in seguito, non è mai riuscita ad andare oltre il -9 del terzo periodo.
C’è davvero poco e nulla da salvare della prestazione degli uomini in maglia Unieuro. Un atteggiamento tutto sommato incoraggiante in avvio, quando Ravenna ha subito lasciato intendere l’andamento ‘fisico’ del match, salvo poi sciogliersi come neve al sole alle prime difficoltà e ai primi reali ‘colpi’ della squadra di coach Cancellieri. In match del genere non può bastare il talento di Giachetti, non può bastare la generosità commovente di Bruttini sotto canestro: serve altro. Servirebbero, ad esempio, i canestri dei due americani, che insieme hanno collezionato appena 11 punti, addirittura 4 dopo ben 34′. Dall’altra parte, per dire, Charles Thomas, a dir poco centellinato come solito (soli 24′ in campo), ne ha messi 20…
Sul parquet ravennate, però, si affrontano due delle migliori difese dell’intero campionato e nei primi minuti di partita la solidità delle due compagini e più che mai evidente. Sì, perché il primo canestro del match arriva dopo ben 3’10” di gioco, siglato dal bizantino Giddy Potts, che pone fine a un interminabile fase di studio iniziale. Il canestro della guardia USA fa però da ‘stura’ al match, che sale di ritmo ed intensità: i padroni di casa tentano il primo scatto (7-2), ben ‘contenuti’ da Bruttini e Rush (7-5 dopo 4’35”). Thomas si iscrive al derby con quattro punti di fila, ma Forlì, con un veloce accenno di sana zona, è brava a rispondere colpo su colpo e la tripla di Giachetti a 8’50” fissa il punteggio sul 13-13. Da qui, però, per l’Unieuro si apre l’abisso.

Perché a cavallo tra primo e secondo quarto Ravenna mette la firma su un parziale complessivo di 12-2 che porta i padroni di casa sulla doppia cifra di vantaggio (25-15) a 13’10”. Minuti da dimenticare per la Pallacanestro 2.015, che si adegua con troppa semplicità alla fisicità avversaria facendo così il gioco ravennate, non trova soluzioni sul fronte offensivo (ergo costruire qualche tripla in più, perlomeno provarci) ed è un’autentica carneficina. Tra palle perse e rimbalzi offensivi concessi agli avversari, così, i bizantini ‘sgommano’ ulteriormente e con la tripla di Marino volano sul +15 (35-20) al 16’. Per il primo canestro dal campo del secondo quarto forlivese bisognerà attendere ben 6’20” con Bruttini: in precedenza soltanto viaggi in lunetta. L’Unieuro, con un moto d’orgoglio ed arbitri totalmente in bambola che ‘stoppano’ Giachetti revocandogli un fischio già accordato e concesso (situazione che resta a dir poco incomprensibile), accorcia fino al -11 (37-26), prima che Thomas e Chiumenti concedano di nuovo il bis sul +15. Insomma, tirando malissimo (35%, di cui 1/8 da 3), il -12 della pausa lunga è tutto sommato positivo.
Occhi della tigre forlivesi al rientro dagli spogliatoi? No, perché l’avvio del secondo tempo è subito in salita per i biancorossi, che sbagliano una bella tripla aperta con Marini mentre dall’altra parte Potts non fallisce per il nuovo +15. L’esterno abruzzese, però, finalmente entra in partita e, supportato da Bruttini e Giachetti, porta i suoi dal -16 al -9 (50-41, 24’35”) con un parziale di 0-7. Ravenna non molla e rialza subito la testa, ma l’Unieuro, dall’altra parte, fallisce per ben due volte il colpo del -6 che avrebbe potuto davvero riaprire la partita e il vantaggio dei padroni di casa continua sempre ad oscillare intorno alla doppia cifra. Forlì ci riprova con Giachetti e Bruttini in chiusura di terzo quarto (58-49, poi 60-51), ma l’OraSì è troppo solida, troppo ben ‘mixata’ e in fiducia e non si lascia sorprendere dall’estremo tentativo degli ospiti. A 31’20”, infatti, il match è ancora tutto sommato in ‘equilibrio’ (65-55), peccato che la tripla di Marino sia l’antipasto per il parziale spacca-partita. Venuto e Jurkatamm infilano infatti un mini-break di 5-0, allungato poi da Thomas e da ottime percentuali dalla lunetta: break di 11-2 e Forlì, ora definitivamente al tappeto, è spedita sul -20 (79-59) a 36’30”. Derby it’s over.
OraSì Ravenna – Unieuro Forlì 86 – 73
(19-14, 42-30, 60-51)
RAVENNA – Farina, Potts 16 (3/4, 2/8), Jurkatamm 5 (1/3, 1/4), Thomas 20 (5/6, 2/5), Chiumenti 7 (3/4), Marino 13 (1/3, 3/7), Zanetti 1, Treier 10 (4/5), Venuto 6 (1/2, 1/6), Seck 3 (1/1), Sergio 5 (1/3, 0/2), Bravi. All. Cancellieri.
Tiri da 2: 20/31 (65%) – Tiri da 3: 9/32 (28%) – Tiri Liberi: 19/27 (70%) – Rimbalzi: 35, offensivi 10 – Palle perse: 7
FORLÌ – Rush 9 (2/6, 1/6), Kitsing ne, Giachetti 16 (4/5, 2/6), Campori, Watson 2 (1/3, 0/3), Petrovic (0/1 da 3), Marini 11 (3/6, 0/4), Cinti ne, Dilas ne, Oxilia 11 (2/4, 1/2), Benvenuti 7 (1/4, 0/1), Bruttini 17 (5/6, 0/1). All. Dell’Agnello.
Tiri da 2: 18/34 (53%) – Tiri da 3: 4/24 (17%) – Tiri Liberi: 25/32 (78%) – Rimbalzi: 38, offensivi 13 – Palle perse: 13

LE PAGELLE
Rush 4,5 – Prova a buttarci un po’ di energia nella propria metà campo, con risultati alterni per non dire scarsi. Il gioco di Ravenna era evidentemente quello di estraniarlo dal match: piano partita rispettato alla perfezione. Chiude con 9 punti, ma per 34′ non si è sbloccato da quota 2 punti, per 39′ da quota 4 punti, con 1/10 al tiro…
Giachetti 7,5 – Encomiabile. Unico riferimento offensivo dei suoi nell’arco dei 40′ (e non è certo il massimo della vita), tiene a galla Forlì con ‘botte’ di talento ed esperienza. Ma il capitano non può certo sempre rivelarsi l’appiglio nei momenti più bui. Mezzo voto in più per le affermazioni in sala stampa. Il succo: torniamo coi piedi per terra e subito a lavorare sodo in palestra.
Campori sv – In campo soltanto 3′.
Watson 4 – È subito in grande difficoltà sin dalla palla a due, intrappolato nella tonnara fisica del derby. Non riesce a trovare la svolta della sua partita in alcun modo, nonostante rimanga in campo di fatto per tutto il secondo tempo. Vaga per il campo totalmente disorientato e mai in contatto col match, perdendosi costantemente l’uomo sui pick and roll avversari: da tre difese del tutto sbagliate nel terzo quarto, Ravenna scava il solco.
Petrovic sv – Gettato nella mischia nel primo quarto (in contenimento su Thomas: scelta rivedibile), poi viene dimenticato in panchina. Sempre a sedere nel secondo tempo.
Marini 5 – Un fantasma nella prima parte, esce dal letargo nel terzo periodo con una veloce comparsata partecipando attivamente al break che riporta l’Unieuro in partita. Poi però ritorna presto nel mood negativo e sbaglia anche un paio di triple che in altri contesti avrebbe segnato a occhi bendati.
Oxilia 6,5 – Lodevole l’applicazione difensiva e l’intensità che cerca di portare sul parquet difendendo anche su avversari più prestanti di lui. Il più lucido dei suoi fino alla pausa lunga. In match ad alto contenuto fisico come questo, ad ogni modo, non può certo ‘attuare’ il suo gioco da playmaker occulto.
Benvenuti 5 – Si adegua all’andazzo del derby e fatica incredibilmente a venirne fuori. Sotto canestro sono botte da orbi e sulla difesa a zona si trova spesso e volentieri a difendere in punta, spesso costretto addirittura a difendere sul tiro in angolo.
Bruttini 6,5 – Top scorer forlivese a quota 17 punti, il più continuo dei suoi nella prestazione. In difesa si soffre (5 rimbalzi catturati) come preventivabile, ma è l’unico vero baluardo nel pitturato forlivese. Affidabile anche dalla lunetta (7/10), un Ndoja affianco avrebbe aiutato non poco.