Forlì spunta gli Stings ma che fatica

Dopo Bologna, per l’Unieuro è un altro giro di giostra supplementare. Stavolta però Forlì la spunta, seppur con inattesa fatica, e può continuare a cullare un sogno chiamato Coppa Italia ovvero 4° posto a fine girone d’andata. A far stentare i romagnoli – ai nastri con Marini febbricitante, Oxilia e Johnson non al meglio ma un Lawson invece apparso ben pimpante– sono gli Stings Mantova dell’ex Alex Finelli, scesi al PalaGalassi con la testa libera di chi nulla ha da perdere e la voglia di stupire, alla faccia di una situazione di organico deficitaria. Per i lombardi, da ricordare, oltre allo spavento procurato a una delle regine dell’Est, anche la prestazione di Riccardo Visconti autore di 25 punti, una decina dei quali nei momenti clou. Perché c’è da dire che Forlì, avanti di 12 al 33’, avrebbe potuto e dovuto chiuderla prima a dispetto della sensazione – confermata da Valli nel post partita – che in circolo i biancorossi abbiano molte tossine e stanchezza.

La cronaca – Da Oxilia in versione uomo di movimento – in quintetto al posto del febbricitante Marini – arrivano le cose migliori nel poco propizio 6-6 (4) del 2’30”. D’altronde la difesa biancorossa è in versione pandoro, stenta a tornare quando Mantova è proprio squadra che predilige la transizione. Gheresetti sfrutta tutti gli spazi a disposizione (7 pt in sequenza) e gli Stings salgono prontamente a +5: 8-13, 4’. Vantaggio che resta tale nonostante le rotazioni di Valli: sono troppi e tali i vuoti sui ribaltamenti per non ingolosire un atleta come Anthony Morse (mette in solitaria 4 dei 10 pt a referto a fine quarto). Solo l’apparizione divina (e fugace) di Melvin Johson che mette due triple folli, ridesta Forlì (20-19, 7’30”) comunque in preda a troppa foga per tener il ritmo ordinato ma spedito dei ragazzi di Finelli. Al 10’ è 22-25.

L’intervallino restituisce un’Unieuro più lucida che, finalmente cerca e trova Kenny Lawson, immarcabile per il 20enne Ferrara: Kenny dice 5 e Forlì impatta 29-29 al 13’. Oxilia attacca il ferro dandogli manforte ma è il tasso agonistico nelle retrovie ad esser ancora incartato sotto l’albero di Natale. Al contrario di Mantova: pur avendo i giocatori contati e pochi punti sia da Raspino che da Veideman, gioca col bilancino e in difesa sporca ogni linea di passaggio. La partita è onestamente brutta, si segna poco. Un guizzo di DeLaurentiis (tap-in e buona difesa su Morse) profumano di caffè (38-35, 18’) nel finale di un soporifero primo tempo, messo nel cassetto sul 42-38.

I problemi biancorossi persistono nella ripresa, evidenziati dal ritorno n campo del guastatore Ghersetti (43-43, tripla 22’30”): Forlì morde poco ed ha tanta confusione in avanti. Un tecnico per flopping a Veideman (fin qui è una serataccia per l’estone) che vale il 48-44 (24’) è la sola nota briosa di un pessimo quarto. Mantova comincia a zoppicare per falli ma non molla la presa e sull’ennesima incertezza offensiva Unieuro (ora sì che l’up-down di Johnson si fa pesante), Morse serve a Veideman la comoda palla del 50-50 (27’). Sul finire di periodo, Finelli chiama time-out ma chi ne esce meglio sono i locali: due difese, un buon fallo per Lawson e un cesto di caparbietà in contropiede di Bonacini e senza fatica apparente la PF2.015 segna il massimo vantaggio, 58-50.

Una maggior rapidità nel gioco (alleluia) premia Tommy Oxilia che aggredisce il ferro, piazza un jump e due liberi, refertando il suo 18° punto e il +12 di Forlì: 64-52, 33’. Mantova e il PalaGalassi attendono il colpo del ko che però tarda dannatamente, vuoi per la solida difesa lombarda vuoi per le troppe leggerezze romagnole. Marini vuole entrare in partita sparando a vuoto dalla lunga, una persa ingenua di Oxilia e una tripla out di Lawson ed ecco che il fuoco romagnolo è spento. E la legge del basket non perdona: gli Sting, leggeri come il vento, tornano a crederci. Raspino, quasi a forza, mette la prima di un tris di triple – le altre a firma di un ispirato Visconti – che al 37’ ghiacciano le speranze di una semplice cavalcata: 64-63 37’. Valli rimette Giachetti che guida con sapienza e qualche forzatura di troppo il testa a testa. Johnson, di solo talento, mette un canestro e supplementare (71-69) potenzialmente fatale ma con 26” e palla in mano gli Stings trovano in Veideman l’uomo assist che costringe Donzelli al fallo su Morse. Il pivot, a dispetto dell’1/3 fin qui tenuto dalla libera, non sbaglia. Nel time-out seguente Valli disegna una rimessa per Giachetti che la spara sul ferro. Si va all’overtime.

Che Forlì marchia subito a fuoco con i protagonisti dei regolamentari: Lawson, Oxilia e Johnson dalla lontana dopo un antisportivo generosissimo fischiato a Ghersetti su Giachetti. Dopo neanche 1’ di supplementare è già +9, 80-71. Mantova prova la miracolosa resurrezione (ancora Visconti poi Veidman: 85-82, 44’) ma la bomba di Lawson mette anzitempo la parola fine.

Unieuro Forlì – Pompea Mantova 92-85 (22-25, 20-13, 16-14, 13-19, 21-14)

Unieuro Forlì: Kenny Lawson 22 (8/11, 1/3), Tommaso Oxilia 20 (7/10, 0/1), Melvin Johnson 17 (2/8, 3/5), Jacopo Giachetti 11 (3/11, 0/2), Davide Bonacini 8 (2/3, 0/1), Quirino De laurentiis 8 (4/5, 0/1), Daniel Donzelli 6 (1/4, 0/0), Pierpaolo Marini 0 (0/3, 0/5), Michele Tremolada 0 (0/0, 0/0), Luca Fabiani 0 (0/0, 0/0), Franco Flan 0 (0/0, 0/0), Samuel Dilas 0 (0/0, 0/0)
Tiri liberi: 26 / 30 – Rimbalzi: 40 10 + 30 (Kenny Lawson 12) – Assist: 7 (Kenny Lawson, Tommaso Oxilia 2)

Pompea Mantova: Riccardo Visconti 25 (2/7, 6/12), Anthony Morse 19 (8/12, 0/0), Mario jose Ghersetti 17 (5/10, 2/4), Rain Veideman 13 (4/9, 1/5), Lorenzo Maspero 6 (1/4, 1/5), Tommaso Raspino 5 (2/4, 0/1), Matteo Ferrara 0 (0/2, 0/0), Giovanni Poggi 0 (0/0, 0/0), Francesco Guerra 0 (0/0, 0/0), Andrea Albertini 0 (0/0, 0/0)
Tiri liberi: 11 / 18 – Rimbalzi: 34 8 + 26 (Anthony Morse 15) – Assist: 16 (Rain Veideman 5)

La Chiave

  • Forlì ne esce con una certezza – se mai ce ne fosse stato bisogno: l’ago offensivo è Pierpaolo Marini. Fuori gioco, se non dannoso, senza Pier l’Unieuro perde di “follia” diventando incredibilmente prevedibile. Il solo fatto che sia nelle rotazioni allegerisce dalla pressione difensiva l’altra freccia biancorossa, Melvin Johnson, stasera presente solo a tratti. Fortunatamente quelli decisivi.
  • Bentornato Kenny: se con la Fortitudo non aveva fatto faville, contro un atleta come Morse invece dimostra tono, voglia e intelligenza. Quando servono i suoi colpi lui c’è.
  • Se la Coppa resta a un passo ma lontana, l’obiettivo ora è ricaricare le pile e presentarsi a Faenza per il derby con Imola al massimo: tentare fino all’ultimo è d’obbligo.

Le Pagelle

FORLI’

Giachetti 6.5 – Se Forlì difetta di playmaking difficile non dargliene un po’ di colpa. Valli lo utilizza con sapienza e nel finale, pur con qualche forzatura, tiene la barra ben dritta davanti alla rimonta mantovana. 11 punti, 3/11 da 2.

Johnson 7 – Non è al 100% e si vede. Entra e esce dal match ma quando è in sintonia fa faville: 17 punti, 3/5 da 3, 2/8 da 2. Tiene Forlì a galla quando la tensione rischia di affondarla.

Bonacini 6 – Meno brioso e lucido del solito, paga le difficoltà complessive della regia romagnola che evidentemente necessita di un riferimento come Marini per liberarsi delle pressioni.

Marini 5 – 15’ in campo e sono pure troppi per il suo stato. Sulle tavole solo per nervi e voglia, la febbre lo rende a tratti dannoso.

Donzelli 6 – Presenza costante, si fa valere più in difesa che in avanti. In avvio soffre l’esperienza e la mobilità Ghersetti, recupera lungo il match.

Lawson 7.5 – Doppia doppia per KL: 12 rimbalzi, 22 punti con 8/11 da 2 e la bomba che uccide il match. Fa tante cose e bene, anche in difesa.

DeLaurentiis 6 – Come Donzelli, si lascia coinvolgere nelle generali difficoltà biancorosse. 4/5 da 2, 8 punti.

Oxilia 7.5 – Caricato di responsabilità gioca una partita maiuscola per quantità – 20 punti (7/10 da 2), 8 rimbalzi – e qualità. Quando attacca l’uomo puntando il ferro diventa un’arma formidabile.


MANTOVA

Ghersetti 7 – Gladiatore. Fa impazzire la difesa Unieuro con movimenti e mano da 4 vero. 17 punti, 5/10 da 2, 2/4 da 3, 9 rimbalzi.

Raspino 5 – Solo 5 punti per l’ex Biella che si batte in difesa ma si lascia innervosire in attacco.

Visconti 8.5 – 25 punti con 6/12 dall’arco, punti spavaldi quando Forlì vola a +12. Tanto di cappello a questo talento che, finalmente, sotto le cure di Finelli può esprimersi a meglio.

Veideman 5.5 – Regge l’urto difensivo ma in attacco non punge. La peggior prova in maglia Stings? Forse, certo è che 13 punti (4/9 da 2, 1/5 da 3) a dispetto dei 23 di media, sono sintomatici.

Maspero 7 – Prova di carattere, l’ennesima, per il classe ’98. 6 punti e tanto ordine in regia gli valgono le lodi del suo coach.

Morse 7 – 10 punti nel primo quarto poi un lungo silenzio fino al finale dove incide grazie a mezzi atletici superiori. 19 pt e 15 rimbalzi.

Ferrara 6 – 14’ di sportellate con Lawson. Fa quel che può concedendo prezioso riposo ai compagni.