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FORLIMPOPOLI. Ora sta a lei a prendere in mano le redini. Ora è lei ad avere l’onore e l’onere di esserne la portabandiera. Ora la Forlimpopoli che vuole vincere sotto canestro è quella targata Baskérs, che in pochi, pochissimi anni è passata dall’essere un gruppo anche un po’ scapigliato di amici, a diventare una realtà ambiziosa della pallacanestro nostrana. E questo senza perdere, almeno ancora, quello spirito ruspante dei primordi.

Ora, però, l’orizzonte è diverso. Dopo una grande stagione culminata nella semifinale promozione, la società del presidente Cristofher Gardelli guarda alla serie D cui parteciperà come ad un trampolino di lancio verso la serie superiore. Da conquistare, se possibile, già al termine del prossimo campionato potendo così prendere quel posto che sino a ieri era dell’Artusiana.

Prospettive di cui abbiamo parlato con il direttore sportivo Marco Catalano, partendo proprio da un pensiero rivolto al “caso” dei “cugini”.

«Da uomo di sport sono dispiaciuto, anche perché sono sempre stato emotivamente ed affettivamente legato all’Artusiana, nel passato ho collaborato con Mario Maldini che reputo un amico e con Daniele Valentini con cui ho mantenuto un ottimo rapporto. Non nego che abbiamo provato a fare una sinergia che non è andata in porto. Non ci sono, però, recriminazioni da parte di nessuno. Assolutamente. Avevamo semplicemente due prospettive diverse, con il nostro presidente che vuole portare avanti un proprio percorso e al massimo saremmo potuti essere noi a spendere il nome Baskérs accorpando l’Artusiana ma rimanendo sempre in serie D dalla quale vogliamo salire con le nostre gambe».

Un cammino, quello dei “galletti”, che l’anno scorso è stato ottimo. A tratti splendido e, alla resa dei conti, anche sfortunato ripensando alle gare perse al fotofinish.

«Se avessimo vinto quattro partite nelle quali l’ultimo pallone per il successo era nelle nostre mani e parlo di almeno tre scontri diretti, saremmo stati noi in C Silver. La squadra del 2018-2019 era forte, ma non fortissima, ma grazie a un coach di livello superiore che ho sempre sostenuto (Antonio Giannetti ndr.), nelle prime 11 giornate abbiamo fatto corsa di testa per poi veleggiare sull’onda emotiva di quella partenza. Avere Rodolfo Rombaldoni ha aiutato e stimolato tutti, Cortini è stata una grandissima sorpresa e Piani finché è rimasto si è rivelato determinante. Certo che averlo avuto a singhiozzo ha provocato qualche scompenso tecnico ed emotivo su atleti che erano meno pronti a giocare ad altissimi livelli».

Ora volete passare dal forte al fortissima, però. Come?

«Cercando di regolarizzare i gradi dentro il gruppo, allungando la rosa con due giocatori per ogni ruolo e atleti che in questi sono intercambiabili. In più abbiamo dato più solidità sotto canestro dopo la scelta di Lotti di dare priorità agli studi. E poi c’è coach Alessio Agnoletti che darà un’ulteriore iniezione di professionalità».

Il tutto senza rinunciare ai cardini della passata stagione a partire dall’eterno Rombaldoni.

«Esatto, con lui rimangono anche Enrico Rossi, Tommaso Guaglione e Alberto Biffi che sarà il giovane sul quale punteremo per dare continuità al nostro progetto. E’, poi, un giocatore del Cà Ossi il cui progetto tecnico abbiamo sposato e quindi cercheremo di dare spazio sia a lui sia al giovane play Riccardo Gorini in modo che crescano al fianco di grandi giocatori».

Gli innesti, però, sono tanti e importanti.

«Parto da Gianmarco Cristofani, un ritorno via Scirea che può darci tanto nei due ruoli da esterno e poi Lorenzo Godoli che è un giocatore di categoria superiore e difensivamente sta su 4 ruoli in serie D. Poi ci sono “Lollo” Servadei e Gian Marco Piazza che vengono dall’Artusiana e che ci consentono di colmare le lacune vicino all’area dell’anno scorso».

Una rosa lunga in un campionato da sempre combattuto e snervante. Come te lo immagini?

«Ci sono tantissime squadre del Bolognese, non c’è Ferrara, ci sono le riminesi, la novità Villa Verucchio, Sant’Agata, ma lo dico apertamente: le ambizioni di tutti noi sono aumentate, puntiamo a vincere il campionato».

E Marco Catalano oltre a questo traguardo, se ne pone altri?

«Non ero abituato alla D, ma mi è stato facile grazie alle mie conoscenze aiutare Gardelli. Ora a queste si sono sommate quelle di coach Agnoletti e sono contento. Vorrei proprio ritrovarmi l’estate prossima a pensare da direttore sportivo alla squadra targata Baskérs per la serie C Silver».

LA ROSA 2019-2020

RODOLFO ROMBALDONI

ENRICO ROSSI

TOMMASO GUAGLIONE

ALBERTO BIFFI

LORENZO SERVADEI

GIAN MARCO PIAZZA

LORENZO GODOLI

GIANMARCO CRISTOFANI

LUIGI TOTARO

RICCARDO GORINI

GABRIELE STELLA

ANDREA PLACHESI

ALL.: ALESSIO AGNOLETTI

VICE ALL.: ENRICO RONCI