Non usa giri di parole, mezzi termini, o metafore mister Massimo Paci, nel commentare a caldo l’amaro pareggio subito a Correggio, a tempo abbondantemente scaduto. Il suo Forlì è stato riagguantato sul filo di lana, in modo rocambolesco e quindi ancor più doloroso, al termine di una gara molto ben giocata e che avrebbe meritato un esito diverso, almeno per i Galletti.
«Alla fine non abbiamo amministrato bene il possesso della palla. Dobbiamo sicuramente migliorare tantissimo nella sua gestione, soprattutto nei minuti finali, senza concedere opportunità agli avversari. Siamo stati ingenui e siamo stati puniti per questo. Lo dico sempre ai ragazzi: per vincere le partite non basta essere più bravi, più forti, o giocare meglio, ma bisogna bisogna essere anche più furbi dell’avversario, più scaltri. È ciò che ci è mancato a Correggio».
L’allenatore forlivese è giustamente rammaricato, per aver visto sfumare una vittoria che sarebbe stata meritata, al termine della partita molto ben giocata. Il suo enorme dispiacere è soprattutto per chi avrebbe meritato il successo.
«Mi dispiace tantissimo per i ragazzi e per i nostri calorosi ed impagabili tifosi, che anche oggi ci hanno sostenuto con un incitamento incessante e tantissima passione. Dispiace non aver potuto dedicargli la vittoria. Riguardo alla squadra mi dispiace moltissimo perché vedo l’impegno che i giocatori mettono in allenamento, cercando di seguire le direttive mie e del mio staff, applicandosi con passione, serietà e professionalità. Comunque fa tutto parte di un percorso di crescita, che abbiamo intrapreso quest’anno, con la squadra totalmente nuova. Sono incidenti di percorso che aiutano a crescere, per cui non mi sento di buttare la croce addosso a nessuno, neanche a coloro che possono aver commesso qualche errore di finalizzazione. Fa tutto parte del processo di costruzione della squadra».
L’1-1 di per sè non è un risultato da buttare, tanto più se conquistato in casa della terza in classifica. Ma il modo in cui è maturato e lo svolgimento della gara, non vanno del tutto giù allenatore forlivese, lasciando in eredità tanta frustrazione e molti dubbi, soprattutto sulla direzione di gara, fra i biancorossi. Qui il tecnico si fa più severo, nell’analisi dell’incontro.
«Faccio veramente fatica a capire il metro arbitrale. Una gara del genere, terminata con sei ammoniti da parte nostra, oltre al sottoscritto (e l’espulsione, a fine match, del team manager biancorosso Furgani per proteste, ndr), e nessuno nella Correggese: mi sembra molto strano. Così come dubbia mi è sembrata anche l’assegnazione del rigore ai padroni di casa, dopo che qualche istante prima era stato forse negato un rigore molto più netto a noi, dall’altra parte».
Infine, da buon condottiero, mister Paci mette la barra a dritta, indicando la via maestra e soprattutto traccia quello che potrà essere il futuro prossimo della sua squadra. La strada intrapresa sembra veramente quella giusta.
«La squadra in quest’ultimo periodo sta giocando bene. La sconfitta di Fiorenzuola è stata ingiusta, così come il pareggio di quest’oggi. Pur avendo affrontato le prime quattro formazioni in graduatoria non abbiamo affatto sfigurato e demeritato, anzi, abbiamo giocato quasi sempre alla pari, se non meglio, dei nostri pur quotati avversari, facendoci valere. Se continueremo di questo passo, con questa applicazione e giocando in questa maniera, i risultati non tarderanno ad arrivare. Ne sono sicuro. Mi piace anche sottolineare l’unità d’intenti e la compattezza che si sta creando fra i ragazzi e i nostri appassionati tifosi: stiamo diventando un tutt’uno, a dimostrazione che dietro c’è molto lavoro fatto e tanta sostanza, che in futuro potrà sicuramente dare molte soddisfazioni. Per gioire tutti insieme!».