Brutta, bruttissima Forlì. Dopo Piacenza, Ferrara, il lato oscuro della Forza dei romagnoli stavolta è sceso sul parquet della Grana Padano Arena. Là dove la PF2.015 avrebbe dovuto quanto meno tentare di difendere il 6° posto dall’assalto di Roseto (vincente a stento su Ferrara e da stasera pari punti ma con il vantaggio della differenza canestri a favore), i biancorossi di Marcelo Nicola mettono in campo una prestazione a dir poco scialba e morbida. Colpa degli assenti? Anche, ma quel cuore visto contro la Fortitudo a Mantova – che così si è matematicamente qualificata per i play-off – non ha battuto un colpo.
Ci si giocherebbe tanto e si vede: azioni spezzettate, tante le doppie occasioni concesse, si vede più intensità che tattica o tecnica con il plauso sornione della terna arbitrale a tratti imbarazzante nel concedere sui contatti. I romagnoli, seguiti da un centinaio di sostenitori, fanno subito 0-6 in salsa d’area. Dietro Quirino e Lawson tentano d’arginare la debordante fisicità di Morse, riuscendoci in parte. Vero protagonista dei primi 10’ alla John e Robert Kennedy Arena è Ghersetti, con i suoi 11 punti su 13 nel veemente recupero Stings: 18-13. Mani addosso intorpidiscono i biancorossi che oltre a pastrocchiare gli schemi, subiscono troppo a rimbalzo (7 concessi). Il finale di quarto è un’accelerazione mantovana: 18-16. Sporco e davvero brutto è anche il 2° periodo, con una sequenza oscenità, in una partita che il metro arbitrale contiene appena oltre il limite del lecito. Kenny regala il nuovo vantaggio all’Unieuro (22-24, 14’30”) ma a Mantova basta un time-out per ri-stringere ulteriormente i bulloni e sfaldare Forlì. Vencato, Visconti, Ghersetti ma soprattutto Morse (6/11 da 2 al 20’) – imperante sotto il pero – ribaltano il trend: 30-24, 17’. Nicola chiama il triplo cambio (Bonna, MJ, Rino) senza sussulti sull’elettrocardiogramma PF sempre catatonico: 34-25, 18’. L’intensità Pompea è doppia – che, notando il nulla combinato da Veideman e Raspino, fa ancor più impressione – mentre Forlì non vede mai la palla in rete dalla distanza (0/10). Visconti, sulla sirena di fine tempo, aiutato dal ferro, mette da 9 metri il +11 (41-30): è la degna conclusione di un tempo francamente deludente per l’Unieuro.
Si riprendono le danze con Morse e Maspero in panca per 3 falli e la speranza che la sosta abbia ricaricato le pile romagnole. Invece… Invece, supponente e senza voglia, Forlì si ripresenta pure peggio di prima. Mantova pedala e senza grandi meriti, dopo neanche 2’, è a +13: 45-32. Con Lawson unico terminale attivo, la salita si fa dura. Al 25’ la situazione deraglia definitivamente: Veideman e Raspino (che si permette il lusso di stoppare Lawson in contropiede) fiutano la preda facile e attaccano alla giugulare la placida Forlì. Poco oltre il 26’, Metreveli, liberissimo in area, dà forma allo spettro del -20 (54-37). Forlì è un mix di nervosismo e mollezza, con i soli De Laurentiis e DiLiegro a battersi. La zona non smorza l’indole Stings che prosegue la sequela di rimbalzi offensivi e cesti, in gran parte frutto di un onesto e duro (nulla di più) penetra-scarica che sbilancia sistematicamente la retrovia PF. Il tabellone al 30’ (56-42) è un bengala per il campionato: Mantova può sognare i play-off, Forlì invece ha la pancia piena. Perché poi? Non si sa. L’ultimo quarto è una parentesi senza dignità. La PF palesa ogni difetto strutturale ed emotivo: l’assenza di un 4 vero (senza Donzelli e Oxilia c’è poco da fare) e di quella sana voglia di alzare i gomiti che le squadre affamate hanno. Uniche note nel IV, il -11 firmato dall’arco da Bonacini cui segue un break fatale dei lombardi culminato nel +20 (tripla di Visconti) 75-55 al 34’30”. Il finale 81-66 è pura statistica.
Pompea Mantova – Unieuro Forlì 81 – 66
(18-16, 41-30, 56-42)
MANTOVA – Ghersetti 20 (5/9, 3/4), Morse 14 (7/12, 0/0),Visconti 11 (1/3, 3/6), Veideman 9 (3/7, 1/3), Raspino 6 (2/6, 0/2), Poggi 6 (3/4, 0/1), Vencato 4 (2/3), Metreveli 4 (2/2), Maspero 4 (0/1, 1/2), Albertini 3 (1/1 da 3), Guerra (0/1), Ferrara. All. Finelli.
Tiri da 2: 25/48 (52%) – Tiri da 3: 9/19 (47%) – Tiri Liberi: 4/8 (50%) – Rimbalzi: 39, offensivi 11 [Morse 9] – Palle perse: 9
FORLI’ – Giachetti 17 (8/14, 0/2), Johnson 12 (3/6, 1/4), Lawson 8 (4/10, 0/3), Bonacini 8 (2/4 da 3), Marini 7 (3/9, 0/2), De Laurentiis 6 (2/5, 0/1), DiLiegro 6 (1/4, 0/1), Signorini 2 (0/1 da 3), Dilas, Donzelli ne. All. Nicola.
Tiri da 2: 21/48 (44%) – Tiri da 3: 3/18 (17%) – Tiri Liberi: 15/20 (75%) – Rimbalzi: 40, offensivi 15 [Lawson 10] – Palle perse: 11

Key Facts
- Testa – Se la palla non ne vuol sapere di entrare la logica dice di dar tutto in difesa. Concetto non chiaro, stasera, a Forlì, mai davvero concentrata, mai consapevole di cosa fare e come farlo.
- Cuore – Quando sprofondi al cospetto di una compagine onesta ma inferiore a te sotto ogni punto di vista, il dubbio che qualcosa manchi a livello psico-emotivo c’è. Il dubbio è certezza per Forlì che a Mantova fallisce l’ennesima prova di maturità e regala il match-ball per il 6° posto a Roseto.
- Gambe – Senza condizione, non c’è poi molto margine di manovra. L’assenza di un 4 vero, le precarie condizioni di Marini fanno cumulo in una slavina di negatività. Meglio conservare le energie residue, recuperare Daniel e buttarsi nei play-off.

Le Pagelle
FORLÌ
DiLiegro 4 – Finisce sempre sotto contro i lunghi mantovani, Morse e Ghersetti banchettano dalle sue parti per tutta la durata dell’incontro. Alla peggior prestazione dal ritorno a Forlì? Anonimo.
Giachetti 6,5 – Sufficienza piena, l’unica della PF2.015. Fa essenzialmente tutto, sui due fronti del gioco, peccato che trovi assistenza pari a zero da parte dei compagni. Unico appiglio nel naufragio biancorosso. Top scorer Unieuro con 17 punti in saccoccia (8/16 al tiro).
Marini 4 – Quando mai finirà l’emorragia continua dell’ex Jesi? La speranza è che i playoff, quantomeno, suonino la sveglia a Pier e si ritorni a vedere quella faccia da leone, quella ‘cazzimma’ ammirata fino a qualche mese fa. No, 7 punti, con 3/9 dal campo non possono bastare.
Bonacini 5,5 – Minutaggio elevato per il capitano forlivese (25’’), qualche segnale positivo in più rispetto alle ultime deludenti uscite. Da salvare.
Dilas sv – Pochi secondi in campo.
Signorini 6 – Toh, chi si vede! Più di 3’ in campo, segna i suoi primi punti forlivesi dalla lunetta. Insieme ad un rimbalzo e un recupero.
Lawson 4 – Due falli dopo soli 6’, il primo tempo del lungo californiano parte ad handicap. Un paio di canestri nel momento più complicato, a inizio secondo periodo, poi scompare letteralmente dal match. Non si nota se non per un antisportivo di puro nervosismo e due tiri semplici semplici sbagliati tutto solo sotto canestro.
De Laurentiis 5,5 – Segue l’andazzo della squadra: meglio nel primo tempo, negativo nella seconda parte di gara. Qualche sprazzo positivo in difesa, ad ogni modo, con 6 punti e 4 rimbalzi offensivi catturati.
Johnson 5 – Nel recente passato è riuscito a far di peggio, diciamo così. In 31’ colleziona 12 punti, frutto più di sortite dal pitturato (3/6) che dall’arco (1/4).
Donzelli ne
MANTOVA
Vencato 7 – Ordinato, poche sbavature in cabina di regia. 6 rimbalzi e 8 assist fanno sempre comodo.
Veideman 6,5 – Più ‘collante’ e meno bomber nelle ultime partite, si conferma anche per l’occasione.
Morse 7,5 – E’ un diesel che si scatena nel secondo quarto quando Forlì gli lascia campo aperto nel pitturato e mette a bersaglio i canestri che contano. Non poteva chiedere partita più ‘comoda’ per recuperare al meglio dall’infortunio. Un lungo che con l’A2 non c’entra niente.
Poggi 6 – Fa il suo nei 10’ riservatigli da Finelli.
Metreveli 6 – Quantità e sostanza in uscita dalla panchina.
Raspino 5,5 – Meno brillante rispetto al solito, fatica a trovare il bandolo dalla matassa.
Visconti 6,5 – Segna il canestro decisivo: il buzzer beater che segna il +11 dell’intervallo. Tutto il resto è noia.
Ghersetti 8 – Autentico condottiero virgiliano nel primo quarto (suoi 11 dei primi 13 punti), è il man of the match Pompea. Una costante spina nel fianco della difesa forlivese per tutti i 40’, chiude con 20 punti a referto. A 38 anni di età, sissignori.
Maspero 6 – Senza infamia né lode, un bell’apporto di dinamismo.
Guerra, Albertini, Ferrara ne
[Simone Casadei]

Gli Spogliatoi
Dall’euforia del derby alla gelata di Mantova. Marcelo Nicola sa bene che il basket è un cambio costante di “clima”. Specie se in campo c’è una Forlì parecchio debilitata e senza energie. “Eravamo vuoti – commenta il tecnico argentino a caldo dopo l’81-66 subito dagli Stings – E’ stata una settimana molto dura, in un periodo complicato. Abbiamo patito il grosso sforzo che spendiamo ogni giorno anche solo per allenarci. Spiace che oggi non sia stato ripagato quanto impegno mettano i ragazzi. Lavorano e la volontà non è mai mancata nemmeno stasera. Eravamo in chiara sofferenza fisica, siamo pochi e non al massimo. Ora speriamo di recuperare un po’ di condizione e qualche giocatore in vista di Imola e dei play-off.”