La Pallacanestro 2.015 Forlì sta prendendo forma come un vaso di terracotta sotto le mani di un abile artigiano. In questa fase, però, oggetti così delicati vanno maneggiati con cura, per evitare crepe irreparabili che ne rovinino la bellezza. Le conferme di capitan Jacopo Giachetti, Davide Bruttini, Luca Campori ed Erik Rush (queste ultime due date per certe ma non ancora ufficiali), gli arrivi di Riccardo Bolpin, Yancarlos Rodriguez, Aristide Landi e Nicola Natali sembrano aver messo a disposizione di coach Sandro Dell’Agnello e del suo staff una squadra molto ben costruita e altresì duttile.
I molti giocatori in grado di ricoprire più ruoli presenti nel roster biancorosso – un esempio su tutti Natali, che pensiamo possa addirittura giocare minuti (pochissimi) come centro in un quintetto da corsa ed altamente sperimentale – daranno la possibilità al coach livornese di essere camaleontico durante tutta la stagione che speriamo sia lunga e ricca di soddisfazioni.
Dal punto di vista difensivo la squadra sarà in grado di stritolare l’avversario per 40′. Lo scorso anno lo si è visto a tratti, la prossima stagione potrebbe avvenire addirittura con più continuità, con i veterani Natali e Bruttini a guidare i compagni in questo particolare aspetto del gioco. La presenza di Landi sotto canestro, poi, aumenta i centimetri a disposizione del coach e la ruvidezza del reparto lunghi romagnolo. Senza dimenticare l’apporto difensivo che un jolly come Erik Rush può sempre garantire e l’effervescenza di Luca Campori, valore aggiunto della squadra. Insomma, sotto il profilo difensivo la macchina forlivese sembrerebbe avere tutte le carte in regola per mettere in difficoltà qualsiasi attacco, anche il più prolifico. Sempre tenendo presente, però, che la difesa è un concetto puramente collettivo.
Nella metà campo che vende i biglietti, invece, il capitano e Rodriguez sembrano perfettamente assortiti. Uno in grado di entrare dalla panchina per controllare e congelare i ritmi di una partita, l’altro con le sue sgasate, tanto inattese quanto utili, di spaccarla a favore dei suoi. Con Bruttini e Landi pronti a sfruttare le penetrazioni e i tagli degli esterni per depositare cioccolatini solo da scartare a canestro. L’ex Roma, nello specifico, sarà in grado di stazionare dietro la linea dei tre punti (aspetto tecnico fondamentale nel gioco di Dell’Agnello) per ‘spaccare’ autenticamente il gioco. Specifica fase del gioco, tra l’altro, in cui eccelle anche Natali.
Campori e Bolpin, infine, saranno chiamati a confermare e migliorare il loro rendimento rispetto alla passata stagione, perlomeno sul piano offensivo. Il primo assumendosi maggiori responsabilità, mentre il secondo dovrà dimostrare il proprio valore anche in una piazza molto esigente e competente come Forlì. Certo è che le premesse sono più che buone.
Quando si è invitati al gran ballo delle debuttanti a Modena è importante, oltre al vestito che si indossa, anche la gioielleria che ne determina i contorni. Anche nella composizione di una squadra competitiva, dopo averne disegnata la struttura, bisogna prestare attenzione ai dettagli. La struttura di Forlì, come illustrato sopra, pare molto buona, ora non manca altro che la ciliegina sulla torta: l’americano che può far diventare realtà i buoni propositi societari realtà.
Parliamo di un giocatore che possa garantire un apporto offensivo di primissimo livello, abbia leadership e non abbia bisogno di avere continuamente il pallone tra le mani per produrre. Sappiamo che di questi giocatori sul mercato ce ne sono pochissimi, ma se Forlì vorrà raggiungere l’obiettivo che nell’ultimo mese ha detto, per bocca di tutti, di voler perseguire, dovrà sicuramente trovare un giocatore con queste caratteristiche. Non è detto che si debba spendere una somma spropositata per garantirsi i servigi di un professionista del genere.
È Terrence Roderick la strada maestra che si imboccherà in viale Corridoni? Possibile, ma, a nostro avviso, non è propriamente il profilo ‘perfetto’ per questa squadra. Certo, con Dell’Agnello nelle stagioni passate ha reso al massimo delle proprie possibilità, ma, al tempo stesso, rischia di essere sin troppo ‘catalizzatore’ delle manovre offensive biancorosse. Al tempo stesso, però, nemmeno un giocatore ‘alla Jazzmarr Ferguson’, che prende e tira tutto ciò che gli passa tra le mani, corrisponde al fit ideale.
La ricerca è comunque indirizzata verso un penetratore: fosse un giocatore ‘alla Erik Rush’, intelligente e dinamico, sarebbe il top. Christian James, completo e in grado di ricoprire due ruoli, si avvicinerebbe forse di più al target che immaginiamo, ma ha già firmato a Mantova.
Il general manager Renato Pasquali, insomma, dovrà essere bravo a trovare nell’oceano del mercato il suo marlin blu. Portandolo a casa intatto al contrario di Santiago. E occhio agli squali…