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Fenomenologia della pallacanestro forlivese, punto 1: finita la stagione – anzi, almeno un paio di settimane prima – ed è subito tempo di fantamercato. Il tifoso forlivese medio, che abbia esultato (raro, rarissimo) per un successo o stia seppellendo nel cuore l’ennessima stagione amara, al riecheggiare dell’ultima sirena, ha già in mente futura formazione, staff e, talvolta, girone che vedrà impegnati i biancorossi. Epifenomeni che si possono notare solo nelle piazze di maggior tradizione e/o in ambienti calcistici.

Ciò premesso, ovviamente, non abbiam fatto in tempo a digerire l’amarezza del 3-2 rifilato da Rieti (nel frattempo triturata pesantemente da Treviso) che stanno copiosamente fiammeggiando le voci di mercato sulla Pallacanestro 2.015 Unieuro. Opinioni più o meno (a)variate, sentito dire di dubbia origine, tutti si concentrano sul primo tassello – diremmo, la pietra angolare – dell’assetto 2019-’20: il coach. E pare – ma il dubbio è più che lecito visto che agenti e i dirigenti, nel depistare, traggono gran gusto – che Forlì abbia le idee più che chiare essendo prossima a confermare sulla panchina Marcelo Nicola. Niente Pansa o Pancotto, né Cagnazzo o Lardo. “Giovane, motivato  e motivatore”. L’identikit tracciato dal Presidente Nicosanti intervistato dal Carlino qualche giorno fa, in effetti, qualche elemento per far pendere la bilancia sulla solidità di questo “spiffero” di corridoio lo regala.

Che sia la scelta giusta per una PF2.015 che deve necessariamente proporsi senza più tentennamenti nel prossimo campionato, si vedrà. Certo è che lo scorcio di basket visto sotto la gestione Nicola – è oggettivo – non ha sfavillato. Demeriti più di un roster che, dopo il lacerante stop di Bologna, ha perso prima smalto poi certezze e riferimenti (negli USA, anzitutto), ma il 4-6 complessivo (zero successi in trasferta) è ruolino che lascia in sospeso il giudizio sulla mossa della PF.