Ravenna passa a Forlì, Dell’Agnello: «Pagati gli sforzi per rientrare dal -14»

Scuro in volto, amareggiato nelle parole. È così che coach Sandro Dell’Agnello si presenta per commentare il derby andato in scena sulle tavole di via Punta di ferro. Una sfida che, dopo sei successi di fila, non sorride a Forlì, a pochi giorni dall’avvio della fase a orologio. Di seguito le parole del tecnico dell’Unieuro.

PRIMI 10′ DA DIMENTICARE. «Dobbiamo rimproverarci soprattuto il primo quarto. Siamo stati un po’ troppo ballerini in difesa, subendo 29 punti e finendo sotto di 13 contro la terza della classe. Per recuperare, poi, fisiologicamente sprechi energie fisiche e nervose. Questo lo si paga. A maggior ragione in una partita decisa da episodi, questa volta a favore di Ravenna. Dovevamo e potevamo fare meglio».

QUESTIONE DI ‘TESTA’. «Il primo quarto ha dato grande fiducia ai nostri avversari, anche se poi l’inerzia, nel corso della partita, ce la siamo anche un po’ ‘scambiata’. Ravenna però non ha mai deragliato e, per riuscirci, l’andamento dei primi dieci minuti è stata una componente importante. Resta il fatto che, pur con qualche errore nel finale, la partita si è decisa su tiro che entra o che esce».

SOLISTI NELL’ULTIMO QUARTO. «Ci siamo affidati a soluzioni individuale a causa di una partita induritasi da entrambe le parti. Dopo aver propiziato la rimonta dal -13, qualcuno nel finale era stanco, come del resto lo era l’OraSì. Non era così facile giocare in modo brillante e fluido nel momento in cui si decide una partita così. Se mi aspetta un fallo di Ravenna nel finale? Spesso la teoria dice una cosa, poi la difesa ne fa un’altra. Ci siamo presi il tiro migliore che potevamo prendere, con Rush, peraltro ben costruito».

FOCUS SULLA DIFESA. «Ravenna ha chiuso con una buona percentuale da 3, nonostante abbiano dalla loro una gran percentuale realizzativa. Questo ci ha un po’ scombinato i piani, condizionando la nostra difesa, perché, così, era difficile star chiusi in area. Cosa ci insegna la partita? È una dimostrazione che bisogna restar connessi per 40′ per vincere. Con un primo quarto differente, la partita poteva finire diversamente. Comunque la squadra c’è. Nelle ultime sette ne abbiamo vinte sei, con una persa all’ultimo tiro. Dispiace perché l’Unieuro Arena era ‘carica’ e avremmo voluto festeggiare con i nostri tifosi. Ci rifaremo il prossimo weekend».