Le (poco) appassionanti vicissitudini della massima serie hanno chiaramente tenuto banco nelle ultime settimane nel mondo della pallacanestro italiana. Ma c’è anche chi, con minor istinti impulsivi e senza foga rispetto a LBA, attende che le acque si calmino e si abbia un quadro chiaro e preciso della situazione per organizzare la prossima stagione. Pur lavorando alacremente dietro le quinte. È il caso di LNP, che nel corso di questo mese – fermo restando le mille incognite con cui ancora si deve convivere, in primis per quanto riguarda la presenza dei tifosi nei palasport – dovrà abbozzare una prima ‘idea’ del campionato 2020/21 di serie B (qui la situazione, per buona parte delle aventi diritto, è a dir poco torbida) e soprattutto di serie A2.
Partiamo da un assunto fondamentale: in questo momento le partecipanti al secondo campionato nazionale sono 27, una in meno rispetto allo scorso anno. Uno ‘scostamento’ dovuto ai riposizionamenti in cadetteria operati da Andrea Costa Imola e Fortitudo Agrigento e alla discesa dalla massima serie di Pistoia. Due che se ne vanno, una che entra: 27 squadre aventi diritto, appunto.
Numero dispari che, per ovvi motivi, la Lega chiaramente non gradisce. La soluzione ideale, in fondo, sarebbe un campionato a 24 o a 28 squadre, in modo da garantire la parità delle partecipanti anche all’interno degli eventuali gironi (ma il capitolo format lo approfondiamo più giù). Una via di mezzo, come quota 26, sarebbe stata un ‘caso limite’ che avrebbe certamente richiesto ben due ripescaggi dalla serie B. In questo senso, dunque, la permanenza di Torino in A2, sempre che in A la situazione non muti nuovamente, fa il gioco di LNP, che può dunque iniziare a ragionare su una sola promozione ‘pilotata’ per completare l’organico partendo con 28 club iscritti.
In cadetteria, del resto, non mancano certo compagini interessate al grande salto al piano di sopra. In pole position, un passo avanti a tutte le altre contendenti, c’è la Benedetto Cento, che ha concluso l’ultima annata al secondo posto del girone C di serie B (quello dei Tigers, per intenderci). La società del presidente Gianni Fava, alle prese con i lavori di ammodernamento e ampliamento del palasport di casa, è al primo posto del ranking stilato per i ripescaggi e in caso di ‘buchi’ sarà la prima a cui la Lega si rivolgerà. Cento non aspetta altro – al punto da aver già pre-contrattualizzato Danilo Petrovic, oltre ad altri colpi di mercato già assestati – e, salvo clamorosi stravolgimenti dell’ultim’ora, sarà al via del prossimo campionato di serie A2 dopo un solo anno di assenza.

Dietro i biancorossi, caduta la ‘carta’ Fabriano già alle prese con la costruzione del roster per la B, la prima riserva sarebbe un’altra emiliano-romagnola: Rimini. RBR ha dichiarato pubblicamente le proprie velleità bellicose per il futuro prossimo, con l’approdo in A2 quale obiettivo primario da centrare in ogni modo, anche tramite ripescaggio. Carasso e soci non attendono altro che una chiamata dalla Lega, che molto probabilmente sarebbe arrivata in uno scenario a 26 squadre, mentre ora la strada è leggermente più in salita. Sotto l’Arco di Augusto sperano e nel frattempo si sono ‘tutelati’ con un innesto preziosissimo buono per tutte le categorie, l’ex Fulgor Libertas Nicholas Crow.
In tutto ciò, la data da cerchiarsi in rosso sul calendario è quella di venerdì 31 luglio, quando scadranno i termini per le iscrizioni al prossimo campionato di serie A2 e si avrà un quadro definito con tutte le partecipanti in via ufficiosa. Partecipanti che andranno poi ‘ratificate’ nel Consiglio Federale del 6 agosto che, di fatto, darà il via a tutti gli effetti alla nuova stagione sportiva.
In serie A2, ad ogni modo, detto delle due che hanno chiesto l’auto-retrocessione, la situazione è fatta via via sempre più limpida con lo scorrere dei giorni. Caserta ha sistemato (per ora) tutte le pendenze pregresse e sta timidamente provando a tuffarsi sul mercato, pur scattando il prossimo anno con un -3 sul groppone. Roseto ha ceduto il proprio diritto alla Stella Azzurra Roma, mentre Casale si è ‘trasformata’ in Monferrato variando di fatto soltanto l’assetto societario. Nubi all’orizzonte che si sono del tutto diradate anche in casa Biella, con la compagine rossoblù che ha comunicato in via ufficiale la propria iscrizione alla prossima serie A2 e comincia ora i lavori per la costruzione della nuova squadra.
Insomma, non resta davvero che stabilire le regole d’ingaggio ‘basilari’: il format del nuovo campionato e la data di partenza della regular season, che resta comunque strettamente connessa alla presenza dei tifosi nei palasport. Mentre quest’ultimo è un capitolo tutto da scrivere, per il quale ogni previsione sarebbe a dir poco azzardata – basti pensare che anche la serie A sta ragionando su uno ‘slittamento’ di 3-4 settimane rispetto al 29 agosto, data in cui vi sarebbe il debutto in Supercoppa –, prime ipotesi iniziano invece a circolare sulla formula della serie A2 2020/21.
È infatti possibile la conferma della ‘classica’ suddivisione del campionato in girone Est e girone Ovest, con il nuovo ‘disegno’ dei due raggruppamenti comunque tutto da stabilire. Al tempo stesso, però, è tutt’altro che da sottovalutare un’inedita suddivisione tra Nord e Sud, proposta da alcuni club e che potrebbe davvero essere presto presa in considerazione dalla Lega. In questo modo si andrebbe ad abbattere una fetta di costi per almeno una buona parte di club, coinvolti in trasferte più vicine.
Problema non di poco conto, però, è il numero decisamente maggiore di società settentrionali (potenzialmente 16, e considerando soltanto quelle provenienti da Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna!) rispetto a quelle meridionali (solo 12 dalla Toscana in giù). Ergo: si dovrebbe comunque intervenire in maniera arbitraria per ristabilire la parità tra i gironi (ipotesi puramente casuale, cartina geografica alla mano: Forlì e Ravenna nel Sud?) finendo per ‘tagliare’ a metà quantomeno una regione. Staremo a vedere quali saranno le prossime evoluzioni in merito.