Bisognerà attendere ancora un po’ prima di tornare a ‘dilettarsi’ tra amici per partitelle sui campi da gioco. Lo ha deciso il Comitato tecnico scientifico, che ha espresso il proprio parere in merito nel pomeriggio di mercoledì bloccando, di fatto, la ripresa di tutti gli sport di contatto a livello amatoriale o comunque svolto da società sportive dilettantistiche. Ripresa che era invece stata programmata dal governo proprio per la data odierna, giovedì 25 giugno.
«In considerazione dell’attuale situazione epidemiologica nazionale – si legge nella nota diffusa dal Cts –, con il persistente rischio di ripresa della trasmissione virale in cluster determinati da aggregazioni certe come negli sport da contatto, devono essere rispettate le prescrizioni relative al distanziamento fisico e alla protezione individuale». Basket, calcio e tutte le altre pratiche sportive, dunque, per il momento potranno svolgersi soltanto secondo le modalità già concordate nelle scorse settimane, con sedute di allenamento nel rispetto della normativa prevista.
Un’opinione legittima, più che mai da tenere in considerazione, che non trova però il consenso di Vincenzo Spadafora, ministro dello Sport. «Sono riprese praticamente tutte le attività – spiega –, i gruppi di amici si vedono e passano ore insieme, mangiando allo stesso tavolo, ma soprattutto abbiamo visto in ogni parte d’Italia persone giocare ad ogni tipo di sport nei parchi o sulle spiagge. Riprendere le attività dei centri sportivi, con le garanzie assicurate dal documento delle Regioni su sanificazione e mantenimento dei dati per i giorni necessari, aumenterebbe, credo, la sicurezza per tutti. Non sono d’accordo con questo parere del Cts, confermo il mio parere positivo e resto in attesa del parere del ministro Speranza». Il quale, a capo del dicastero della Salute, dovrebbe esprimersi nelle prossime ore per la decisione ‘finale’ e (questa sì) vincolante.