Ti sarà inviata una password tramite email.

La vera stagione inizia il 6 ottobre e scatta con il derby Forlì-Ravenna al Pala Galassi. Domani, però, la Lega Nazionale Pallacanestro dà il via alla nuova Supercoppa e alle 18 al Pala Costa di Ravenna (si gioca nel piccolo impianto poiché il Pala De Andrè è occupato dalla Festa de L’Unità con il segretario Pd Nicola Zingaretti ospite) iniziano le partite che valgono per i due punti. E sarà già Basket Piero Manetti contro Pallacanestro 2.015.

E’ la prima gara del girone che comprende anche Imola e Piacenza (passa il turno la prima classificata), ma pur essendo lontani un mese dalle gare che pesano davvero, non si giocherà a nascondino come successe due anni fa quando Forlì e Imola si affrontarono a Lugo a pochi giorni dal derby d’esordio in campionato e fu uno dei match più dimenticabili della storia. No, entrambe vogliono giocare e vincere e il coach biancorosso Sandro Dell’Agnello lo dice chiaramente pur con tutte le cautele del caso di questa fase iniziale di preseason.

«Vogliamo fare bella figura davanti ai tanti tifosi che ci seguiranno in questa partita, giocheremo per vincere anche se ancora non siamo in condizione e quindi non siamo prontissimi. Tra l’altro ci mancherà ancora Klaudio Ndoja che ha passato tutta la settimana con il collo bloccato. Proveremo a recuperarlo da lunedì in vista delle prossime gare».

Di certo quella di domani è una sfida che tifosi e giocatori già sentono. Il risultato conterà, ma prima di tutto sarà importante capire quali passi avanti dimostrerà l’Unieuro rispetto al primo vero test giocato con Ferrara.

«Non abbiamo variato il programma dei nostri allenamenti in vista della Supercoppa, non avrebbe avuto senso. Di sicuro di pallacanestro se ne vedrà poca anche perché siamo ancora appesantiti, però mi aspetto qualche progresso in un percorso di crescita che comunque richiede tempo. Noi abbiamo preso tanti buoni giocatori che vanno assemblati: sarebbe molto più facile lavorare con squadre che hanno stranieri da 25 palloni a partita e che a questo punto della preparazione sanno già da chi andare. Sarebbe facile, ma credo che alla lunga di questa tipologia di squadra emergeranno anche tutti i limiti. Noi abbiamo scelto una strada diversa e sono sicuro che in poche settimane avremo un’identità di squadra precisa e la nostra logica pagherà».

Dell’Agnello non si nasconde davanti all’evidenza di una partita, quella di Lugo con il Kleb Ferrara, nella quale l’attacco biancorosso è piaciuto poco poco. Per questo indica con chiarezza su quali aspetti concentrerà il lavoro e attende risposte dai suoi.

«Siamo stati farraginosi e fuori timing. In queste settimane di lavoro abbiamo inserito tantissimi concetti, difensivi e offensivi, dando un’infarinatura sulla quale, poi, inizieremo a sviluppare i singoli aspetti nel particolare. Per ora la squadra ha recepito meglio i dettami difensivi, lavoreremo per essere più sincronizzati in avanti, più in posizione e per coinvolgerci maggiormente l’un l’altro».

QUI RAVENNA

Anche l’OraSì Ravenna è una squadra che ha cambiato molto in estate, a partire dalla guida tecnica affidata a Massimo Cancellieri (per 6 stagioni assistente all’Olimpia Milano) con al fianco l’ex azzurro Massimo Bulleri.

La squadra si poggia sulle conferme di Tommaso Marino in regia e del baby estone Mikk Jurkatamm a coprire i ruoli di guardia e ala piccola. Al centro dell’area c’è il ritorno di Alberto Chiumenti dopo l’annata-no a Cento e in ala un altro ex forlivese di comprovata affidabilità e pericolosità perimetrale, quale Luigi Sergio.

Interessante anche la panchina che oltre a Jurkatamm annovera sempre dall’Estonia il mezzo lungo tiratore Kaspar Treier, che doveva approdare ad Avellino prima dell’esclusione della Scandone, e il play-guardia di grande esperienza, Marco Venuto.

Abbiamo tenuto per ultimi i due stranieri che, però, sono le colonne offensive dei giallorossi. Su di loro Dell’Agnello dice che «sarà necessario un occhio particolare, ma restando sempre dentro le nostre regole» e l’attenzione è doverosa visto che parliamo di Charles Thomas, l’ala che prima a Cantù in A e poi a Ferentino in A2 ha furoreggiato a suon di canestri ed energia profusa sul parquet, e di Giddy Potts, guardia che per l’Italia è un’incognita (viene dal campionato Sudcoreano), ma che in Ncaa era un tiratore micidiale dalla lunga (41.7% in carriera!) con anche gioco in avvicinamento a canestro favorito dal suo essere 1.88 per ben 100 chilogrammi di peso. Un “toro” il cui duello con Pierpaolo Marini è tutto da seguire.