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Le delibere dell’ultima assemblea di Lega Basket hanno sollevato un caso. Per completare l’organico della massima serie, infatti, servirà (almeno) un ripescaggio dalla serie A2, e tale club è già stato identificato nel Basket Torino, la società nata appena un anno fa sulle ceneri dell’Auxilium. Una decisione presa in base a un ranking stilato in collaborazione con LNP, in cui si sono tenuti in considerazione vari aspetti che vanno oltre i meriti sportivi dell’ultima stagione: impianto, infrastrutture, storia, bacino d’utenza. Una scelta, quella di Torino, che non può però che lasciare vari scontenti e delusi ‘per strada’.

A cominciare da Ravenna, che, a dispetto delle dichiarazioni degli ultimi giorni («la serie A è un’ipotesi remota per noi, a maggior ragione con i costi attuali», in estrema sintesi), ha alzato la voce niente di meno che dalle colonne de La Gazzetta dello Sport per voce del suo presidente, Roberto Vianello. «È un’indecenza, una vergogna – sono le parole del numero uno di viale della Lirica –. E non dico che Torino non abbia i requisiti per salire di categoria, anzi forse li ha più di noi, ma le regole sono fatte per essere rispettate. Una delibera della FIP ha stabilito che entro il 15 giugno i club possono chiedere il riposizionamento e la Lega di A che fa? Sancisce un mese prima chi deve essere ripescato. È un atteggiamento arrogante e prepotente. Poi, se avesse comunicato i parametri del ranking, avremmo potuto in queste settimane presentare la nostra candidatura nel miglior modo possibile e invece niente». Un ragionamento che nella sostanza non fa un grinza.

Già, proprio il tanto famigerato ranking. Una graduatoria dei club di serie A2, a quanto trapela stilata dopo varie chiacchierate informali, ma mai diffusa in via ufficiale per garantirne la massima trasparenza. Una manovra portata avanti “col favore delle tenebre”, parafrasando il premier Conte, che non va proprio giù a Vianello. «Ravenna è una piccola provincia ma non ci sta ad essere presa a schiaffi – attacca –. Non voglio andare in paradiso a dispetto dei santi, ma non accetteremo passivamente un’ingiustizia del genere. Sardara? Mi viene da pensare male. Non si possono avere due società nella stessa categoria (Sassari e appunto Torino, ndr) e a Sardara è stata firmata una cambiale in bianco: vendere il club con la serie A già in tasca è un’altra cosa». L’impressione è che la telenovela sia davvero appena agli inizi.

In coda allo stesso pezzo, poi, una battuta di Gianni Petrucci, presidente FIP, che interessa direttamente anche la ‘nostra’ Pallacanestro 2.015. Sul format del prossimo campionato di serie A2. «So che alcuni hanno chiesto una sola retrocessione in A2. Non si torna indietro, le promozioni e le retrocessioni rimarranno due».

Intanto, ‘salta’ la prima società in seconda serie. Agrigento, tramite una nota ufficiale diffusa dal patron Salvatore Moncada, ha annunciato il proprio riposizionamento in una categoria inferiore se non dovessero arrivare risorse economiche adeguate.